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Il nostro viaggio

Questo blog sarà per ora il racconto di un viaggio. Viviamo in Brasile da quasi 7 anni, ora a São Thomé das Letras da un anno e mezzo, abbiamo comprato un pezzo di terra…con tutto, molta acqua, molto spazio, molti alberi…era il nostro sogno…abbiamo lavorato un sacco con l’aiuto di volontari di tutto il mondo, abbiamo piantato, costruito, ristrutturato…trovate tutte le foto dei nostri lavori e dei nostri volontari nell’album di foto qui https://www.facebook.com/vir.max.98/media_set?set=a.1623003904585497.1073741865.100006277087748&type=3

Insomma pensavamo di stare qui per un bel po’ ma…dopo una lunga storia, è una cosa che stava nell’aria da tempo, i nostri figli hanno smesso di andare a scuola… l’abbiamo deciso tutti insieme, non è stato così facile non per la scuola che tanto ci stava stretta da sempre, non per i bimbi che erano entusiasti di questa scelta ma perché non esiste in Brasile una legislazione riguardo all’educazione parentale… Insomma siamo clandestini da questo punto di vista. Questa decisione e il fatto che siamo un bel po’ isolati, ci ha fatto pensare molto. E abbiamo deciso di ripartire…ripartire perché abbiamo già girato un bel po’. Ma questa volta ripartiamo per viaggiare, viaggiare in camper in Europa facendo i volontari…Prima di tutto in Italia per farla conoscere meglio ai nostri figli. Partiremo da Milano, raggiungeremo Trieste dove sono nati i nostri primi 3 figli, scenderemo dal lato adriatico e risaliremo dal lato del Tirreno fino alla Toscana dove abitavamo prima di trasferirci e dove è nato il nostro quarto figlio. Stiamo offrendo il nostro aiuto a vari gruppi e famiglie (sappiamo lavorare la terra, abbiamo piantato e piantato, anche vigna e ulivi, abbiamo costruito casette in bambù e in pietra, ci facciamo il pane con pasta madre, ci facciamo il formaggio, i detersivi e i saponi, vivere qui, dove molte cose ci mancavano, ci ha “costretti” ad arrangiarci…inoltre avremo con noi anche semi da scambiare…) in cambio, preferibilmente, di generi alimentari autoprodotti. Così il nostro itinerario sta piano piano già cambiando…gli inviti sono già molti. Dopo l’Italia, vorremmo fare un pezzetto di Francia, passare per la Spagna e raggiungere il Portogallo….

 

Seguiteci e soprattutto se vi dovesse interessare l’esperienza del volontariato con noi non esitate a contattarci!

Max e Vir

È arrivato Babbo Natale!

Strano titolo visto che siamo al primo di marzo! Ancora più strano visto che noi non festeggiamo Natale, un altro punto in comune con la famiglia del film Captain Fantastic 😀 Ci piace fare regali ai bimbi in giorni in cui non se l’aspettano, ci piace festeggiare giorni che nessuno festeggia…

Ma veniamo alla spiegazione del titolo! Ieri era giorno di sport, il martedì e il giovedì i bimbi fanno atletica con un gruppo di ragazzi di Pettinengo. Li abbiamo portati in palestra e tornando a casa, ci siamo fermati a… raccogliere spazzatura! Il primo mercoledì del mese, il comune viene a ritirare i rifiuti ingombranti e questo è il giorno in cui ti rendi conto della follia del nostro sistema. Davanti a una casa erano buttate un sacco di cose, non rifiuti, cose belle che qualcuno ha deciso di considerare rifiuto ingombrante perché, per certe persone, è faticoso perfino regalare a chi non ha! Vi faccio l’elenco delle cose che abbiamo trovato e vi posto qualche foto per farvi vedere lo stato delle cose, perfettissimo stato. Abbiamo trovato due biciclette per bambini (abbiamo ora 12 biciclette e non ne abbiamo comprata nemmeno una!), la casa completa e il camper di Barbie con un sacco di accessori, la macchina della maglieria giocattolo, la scuola di scrittura con tavolo luminoso, un passeggino e una sdraietta per bambola e infine due valigie rigide. Quando questa mattina ho tirato fuori tutto, ho visto occhietti che brillavano di felicità!!! Abbiamo spolverato tutto e stanno giocando da due ore. Purtroppo ci mancano le barbie visto che le abbiamo regalate in Brasile, non entravano nelle valigie, ma un’amichetta delle bimbe gliene regalerà una delle sue, le abbiamo chiesto se voleva fare uno scambio ❤

 

Tutto questo era buttato davanti a una casa del centro, molto in vista, vicino a un bar e quindi ci è voluta un pò di faccia tosta per fermarsi, a nessuno piace farsi vedere mentre rovista nella “spazzatura”… però mi chiedo perché dovremmo vergognarci di voler riutilizzare queste cose, non dovrebbe vergognarsi piuttosto chi butta cose che altri potrebbero ancora sfruttare?

 

Noi e Captain Fantastic!

In questo periodo sono state varie le persone che ci hanno detto che la nostra famiglia assomiglia un pò a quella del film Captain Fantastic 😀 Ci siamo incuriositi e abbiamo visto il film.

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Devo dire che non ci è piaciuto così tanto, l’abbiamo trovato molto caricaturale, troppo estremo e la ciliegina è che finisce male! Cioè, per noi finisce male… fare tutta questa vita alternativa per poi decidere di trasformare Steve, il loro autobus, in gallinaio e rimandare i figli a scuola non è una bella fine… Fa capire come il lieto fine debba essere per forza un ritorno verso la “normalità”. Ovviamente è il nostro parere, perché in realtà non esiste la cosa giusta da fare, esistono momenti, ed esistono scelte. La cosa interessante è che ci ha fatto riflettere… su come la gente ci vede, sul nostro percorso, su quello che stiamo facendo.

Siamo anche noi piuttosto estremi per tanti versi ma non vorremmo mai fare una vita isolata come quella dei protagonisti del film. Nella nostra ultima casa in Brasile, eravamo abbastanza isolati, per arrivarci dovevamo fare 13 km di strada sterrata e il paese più vicino, São Thomé das Letras, era davvero piccolino. Ci siamo stati bene, avevamo sempre gente a casa visto che accoglievamo volontari, ma l’isolamento è stato una delle ragioni che ci ha spinti a fare questo viaggio. Vogliamo sì vivere fuori dal sistema ma vogliamo anche che i nostri figli ci possano rientrare, se lo vorranno, senza troppi traumi. Varie persone, in modo particolare familiari, trovano che stiamo condizionando il loro fututo. Ovviamente è vero, ne siamo coscienti ma mi chiedo… quale genitore non lo fa? Anche chi decide di educare i propri figli ben ancorati sui binari del sistema fa una scelta precisa che li condizionerà. Io e Max per esempio abbiamo fatto una gran fatica a scrollarci di dosso tutta questa “normalità”, il nostro è stato un lungo percorso perché siamo stati anche noi condizionati. Nessuno ci chiedeva di ragionare, di pensare a quello che ci piaceva, a quello che avremmo voluto fare, nessuno ci ha insegnato a dubitare… Chi decide di crescere i propri figli unschoolers fa la scelta di accompagnarli, di guidarli ma lasciando che seguano le proprie aspirazioni e che si facciano la propria opinione su qualunque cosa. È chiaro che c’è la nostra impronta ma sanno che su molti argomenti le opinioni possono essere varie e che non è detto che loro debbano condividere la nostra. Gli insegnamo l’importanza del senso critico.

Per quanto riguarda la voce alimentazione, devo dire che anche per noi spesso risulta essere causa di isolamento… Intanto le tue scelte alimentari ti costringono a metterti addosso un’etichetta. La nostra etichetta poi è pure complicata perché siamo fondamentalmente vegetariani, anche se non mangiamo qualunque prodotto di derivazione animale. Il latte è solo vegetale, le uova solo di galline felici di persone che conosciamo, il formaggio solo di piccole realtà che lavorano nel rispetto degli animali e dell’ambiente. Compriamo poco al supermercato e in questo modo produciamo pochissima spazzatura. Compriamo locale e bio. Insomma, in realtà tutto questo dovrebbe essere un atteggiamento “normale”… rispetti il tuo corpo, rispetti le persone boicottando le multinazionali, rispetti gli animali, rispetti l’ambiente… ma la realtà non è questa… va a finire che sei strano, che palle ma alla fine cosa mangi? E soprattutto condizioni i tuoi figli!! Ma anche qui mi chiedo… chi fa mangiare qualunque cosa ai propri figli non fa una scelta precisa? Chi fa diventare i figli obesi e li riempie di cibo spazzatura non li condiziona? La gente pensa che fare una scelta come la nostra significhi privarli di qualcosa… Noi non proibiamo ai nostri figli di mangiare determinati alimenti, loro sono liberi, solo che non li compriamo. E la cosa più importante è che gli spieghiamo le ragioni delle nostre scelte. Ai nostri figli abbiamo spiegato l’importanza di avere coscienza di quello che si mangia, che la fame nel mondo, la deforestazione e i cambiamenti climatici sono conseguenze delle nostre scelte, che purtroppo gli lasceremo un mondo ridotto molto peggio di quello che è stato lasciato a noi e che non vogliamo essere complici di questo scempio. Ma volendo considerare anche solo il lato della propria salute, perché è così normale spiegare a un bambino che deve stare attento quando attraversa la strada ed è considerato da estremisti insegnargli che non deve ingerire qualunque cosa? Ho già detto più volte che mi piacerebbe fare un esperimento…. vorrei, in un luogo pubblico, dare da bere coca-cola e da mangiare un sacchetto di patatine a Sally, la nostra cagnolona, e vedere la reazione delle persone…. Sono sicurissima che più di qualcuno avrebbe da ridire… vedere però una mamma che dà patatine e coca-cola ai figli è “normale”, non dà nell’occhio…

Per il resto, non ci facciamo i vestiti in pelli di animali come nel film ma ci vestiamo di seconda mano… I nostri vestiti, i nostri mobili, i giochi, le biciclette, tutto quello che ci serve sono cose che altri non vogliono più… E vi assicuro che non ci manca niente, anzi, spesso abbiamo troppo e dobbiamo cercare altre persone che possano approfittare di tutta questa montagna di cose superflue che le persone comprano.

Ecco, per concludere, la nostra sfida è vivere a modo nostro, fuori dal sistema ma senza dover vivere isolati… Far capire alla gente che le nostre scelte sono scelte di rispetto. Quello che ci rende davvero felici è vedere quanto sia più semplice per i nostri figli farsi vedere per quello che sono, non si vergognano… quando abbiamo iniziato questo percorso, sapevamo quello che volevamo ma spesso nascondevamo la nostra vera natura, non sempre avevamo il coraggio di farci conoscere per quello che sentivamo dentro… Avevamo anche tanta paura di come le nostre scelte avrebbero influenzato la vita dei nostri figli. Ma oggi, vedendoli crescere non abbiamo più paura. Sono forti e sono proprio loro ad averci insegnato a non aver paura!

Di ritorno a Pettinengo

Sono passati quasi 3 mesi dal mio ultimo post… sono stati giorni intensi e più di due mesi senza connessi0ne! La nostra vita è di nuovo cambiata un bel pò 😀 Ci è stato proposto di collaborare con l’Associazione Pacefuturo e abbiamo quindi deciso di lasciare il Lazio per trasferirci in Piemonte! Dopo essere tornati a casa in ottobre, ci siamo presi quaranta giorni per prepararci, abbiamo smontato tutto quello che avevamo montato pochi mesi prima, abbiamo inscatolato i nostri libri e le nostre poche cose, abbiamo caricato in camper tutto quello che ci entrava e siamo partiti.

Siamo arrivati qui verso la metà di novembre, per una decina di giorni ci siamo accampati nella biblioteca di Villa Piazzo, sede di Pacefuturo, abbiamo sistemato e pulito la casa parocchiale di Selve Marcone, piccola frazione di Pettinengo, visto che il parrocco ci ha offerto la possibilità di viverci.

Devo dire che ci stiamo trovando benissimo, i bimbi hanno già legato, fanno sport e… hanno visto la neve per la prima volta! È stato davvero molto emozionante ❤ Ci siamo attrezzati per affrontare il nostro primo inverno dopo 8 anni, molti amici ci hanno aiutati dandoci vestiti caldi per tutti, abbiamo comprato un sacco a pelo per ognuno dei bimbi visto che in casa riscaldiamo solamente la zona giorno ma ci troviamo in una zona dove il freddo è molto secco e sinceramente pensavamo di “soffrire” molto di più.

Recentemente siamo stati contattati da una giornalista che si era incuriosita del nostro modo di vivere e ha scritto questo su di noi  http://www.lastampa.it/2017/01/15/edizioni/biella/dal-brasile-a-pettinengo-la-famiglia-amish-che-vuole-insegnare-ai-migranti-la-vita-autosostenibile-7khB5NxPyfXoDpyf9bxyJL/pagina.html

Il titolo ci ha un pò sorpresi. È vero che viviamo un pò fuori dagli schemi, che i nostri figli non vanno a scuola e che sono tanti ma Amish è un termine che non ci sentiamo per niente. Inolte, ci piace aiutare le persone che ne hanno voglia ad avere una vita il più possibile autosostenibile ma non abbiamo la pretesa di voler insegnare 🙂 Per il resto però è stato un articolo molto carino, rispecchia un pò il modo in cui siamo stati accolti qui, con curiosità ma anche con molto affetto.

Siamo ora alla ricerca di un pezzetto di terra dove fare l’orto, abbiamo sparso la voce visto che ci sono tanti terreni abbandonati e ci piacerebbe approfittare di spazi inutilizzati, vedremo. Nel frattempo abbiamo già trovato chi vende i propri ortaggi bio, il miele, il vino… ci stiamo ricreando il nostro piccolo mondo insomma!

 

Pettinengo

Siamo appena tornati da un bel giretto verso il Nord Italia e più esattamenre a Pettinengo che si trova in provincia di Biella in Piemonte. Viaggiando in camper, o meglio col nostro camper di 34 anni, siamo lenti… ma proprio per questo abbiamo potuto far conoscere ai bimbi altri luoghi e paesaggi e visitare altre città. I nomi più importanti sono Pisa, Vercelli e Firenze ma ci sono anche un sacco di altri posti visto che viaggiamo lungo le statali. Appena possibile vi scriverò di tutto questo in un altro post in cui metterò anche un bel pò di foto di Tommi. Nel frattempo, se siete curiosi e volete seguire anche il suo lavoro, potete dare una sbirciata al suo blog qui https://worldphoto699.wordpress.com/

Oggi vi volevo raccontare della nostra esperienza a Pettinengo dove abbiamo lavorato come volontari presso l’Associazione Pacefuturo a Villa Piazzo. Se avete voglia di conoscere un pò meglio questa associazione, andate a curiosare nel loro sito http://www.pacefuturo.it/chi-siamo/  Una delle attività più importanti di Pacefuturo è dar asilo a un centinaio di migranti che arrivano da vari paesi. Qui trovate maggiori informazioni sulle loro attività http://www.pacefuturo.it/accoglienze/

Siamo venuti a conoscenza di questa realtà tramite Loredana e Marco Tonon, una coppia di amici che conosciamo da vari anni. L’amicizia è nata sul web, ci avevano contattati perché erano curiosi di conoscere il nostro negozio a Praia do Forte in Brasile. Con loro abbiamo molte cose e molte idee in comune e dopo vari mesi di corrispondenza, sono venuti a trovarci a Natal e poi anche a São Thomé das Letras. Ora è toccato a noi 🙂 Veramente loro vivono a Treviso ma ci siamo dato appuntamento a Pettinengo visto che Marco è il presidente di Pacefuturo!

Abbiamo conosciuto molte persone veramente in gamba, da chi guida il progetto come Andrea Trivero, Marco appunto ed Emanuele, a chi si occupa di preparare i pasti, Claudia e tutti i suoi aiutanti migranti e non, a chi insegna ai migranti a tessere, a lavorare la terra cotta, a cucire… Sono molte le persone che lavorano intorno all’accoglienza, infatti Pacefuturo è riuscita a dar lavoro a più o meno 40 persone. Credo che questo sia proprio il modo giusto di affrontare questo immenso “problema” dell’arrivo di migranti. Aiutare loro senza dimenticarsi di tutte le persone italiane in difficoltà, infatti molte delle persone che lavorano intorno a questa realtà sono persone che avevano perso il lavoro e si trovavano in difficoltà.

Sembra facile ma ovviamente i problemi sono moltissimi. Il primo tra tutti e il più grande è di carattere economico visto che lo Stato è in ritardo con i pagamenti di quasi 6 mesi. Questo significa che ci sono ritardi anche nel pagamento degli stipendi, dei fornitori…

In questi giorni passati lì, Max ha aiutato soprattutto il gruppo che si occupa del verde, cioè dei vari lavori che vengono fatti per tenere in ordine il comune. Poi siamo andati a raccogliere mele e le abbiamo essicate per venderle al mercatino, abbiamo raccolto castagne e abbiamo aiutato i ragazzi a fare le caldaroste e a venderle. Io mi sono occupata degli oleoliti di Loredana e ho fatto dell’unguento da dare ai migranti. La cosa più bella di tutte però è stata conoscere tutte queste persone che i media ci hanno abituati a considerare dei numeri…. barconi con “numeri”… campi profughi con “numeri”… “numeri” che tentano di attraversare i confini… “numeri”  di disperati, di superstiti, di morti… alziamo muri per fermare i “numeri”… ma questi numeri sono persone… Ognuno di loro ha una storia, delle idee, dei sogni, delle paure, come ce l’hanno i nostri figli, le nostre mogli, i nostri mariti… Abbiamo conosciuto Yousof che arriva dall’Afghanistan, Mamadou, Balo, Mussa, Sulei, Ablai, Bakari, Talah che arrivano da vari paesi africani (mi scuso con loro perché ho sicuramente sbagliato a scrivere i loro nomi e per rimanere generica sul loro paese di origine… è come se loro dicessero che noi siamo europei… come se un inglese fosse uguale a un italiano a un tedesco o a un francese!) Siamo anche andati a mangiare a Villa Pasini, dove sono ospitati molti Pakistani. Ci hanno preparato i chapati con le verdure… E anche qui mi scuso con tutti quei ragazzi che hanno cucinato per noi e con cui abbiamo mangiato per non ricordarmi i loro nomi…

In tutto questo, penserete… ma i bimbi? Beh, hanno fatto pochi compiti ma hanno avuto comunque un bel daffare… Hanno giocato con questi ragazzi, hanno disegnato con loro, hanno aiutato a raccogliere mele e castagne… Hanno frequentato la Piccola Fata http://www.piccolafata.it/associazione/ dove hanno conosciuto altri bimbi e hanno partecipato alle varie attività… Claudia che gestisce la caffeteria-ristorante della Villa gli ha permesso di aiutare in cucina e quindi, ovviamente rigorosamente a turno, hanno cucinato, preparato dolci, servito i pasti… ❤  Insomma è stato un mese bello impegnato anche per loro!

Genuino Clandestino

Wow… sono più di due mesi che non scrivo… questo periodo infatti non è stato dei più facili… come sapete ci siamo fermati a Civitella San Paolo, siamo legati fino a giugno ad una casa che abbiamo affittato e, siccome il cambio non è dei migliori, l’affitto che ci arriva dal Brasile non basta… è vero che compriamo tutto di seconda mano, è vero che ci accontentiamo ma siamo sempre in sette e quindi in qualche modo dobbiamo integrare. Il volontariato va bene se incontri le persone giuste ma non sempre le cose vanno nel verso che si pensava. Morale, siamo in cerca di lavoro… Max ha anche fatto una prova come cameriere, alla nostra età e con il nostro percorso, non è così semplice ritrovare una collocazione. Inoltre, rispetto ad anni fa quando lavoravamo come camerieri durante gli studi, le cose sono molto cambiate. C’è un generale sfruttamento di moltissime persone straniere che purtroppo non hanno altra scelta e accettano stipendi molto bassi quindi ci ritroviamo a distanza di 20 anni, con un costo della vita decisamente molto più alto, a dover accettare stipendi che allora non avremmo nemmeno preso in considerazione! Queste poche righe per aggiornarvi ma non è questo che vi volevo raccontare… Vi volevo parlare dei bellissimi giorni che abbiamo passato assieme ad una comunità in lotta per l’autodeterminazione e la sovranità alimentare, Genuino Clandestino. C’è stato lo scorso fine settimana l’incontro nazionale a Terni.

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Ve ne avevo già parlato perché Giulia e Lucio, quella coppia della Casetta Gialla https://www.facebook.com/lacasettagialla/?fref=ts che abbiamo aiutato a luglio per la mietitura a mano, ne fanno parte. Ecco il sito della comunità  http://genuinoclandestino.it/  Dateci un’occhiata perché, vi assicuro, ne vale la pena. Abbiamo incontrato molte persone… molta gente libera… tutti in lotta… contadini, coppie, famiglie… tutti con un’idea in comune… Essere liberi di vendere i propri prodotti che sono genuini, biologici non certificati, fatti a mano, con amore, senza sfruttamenti… Non siamo riusciti ad arrivare il primo giorno ma siamo arrivati sabato. Abbiamo preso parte ai tavoli tecnici del pomeriggio, in particolare a quello dei trasformati, dove abbiamo imparato un sacco di cose sul modo di conservare gli alimenti sotto vetro, dalla marmellata, ai sott’oli, a varie altre conserve. Quello che ci ha colpiti di più e che è stato confermato dai dibattiti serali è stata l’armonia… Tanti parlano, tanti hanno idee, tanti condividono esperienze e saperi ma nessuno vuole prevaricare, nessuno parla sopra l’altro, nessuno è meglio o si sente meglio di un altro. È davvero una comunità… Si aiutano visto che la cena di sabato sera aveva un piccolo costo il cui ricavato è stato dato a delle persone che dovevano pagare delle spese legali per uno sfratto, cantano e fanno musica tutti insieme, i bambini di tutti sono benvoluti e sono lasciati liberi, i cani pure… Insomma, è un gruppo meraviglioso di persone che siamo davvero felici di aver conosciuto. Ci siamo sentiti bene, i nostri bimbi hanno legato tutti con altri bimbi, si sono sentiti un pò meno marziani 😀 Purtroppo non abbiamo foto della serata di sabato in cui Sofia ha potuto suonare con i grandi perché il nostro fotografo Tommi affrontava una grande sfida a calciobalilla!!

La domenica è stata la giornata del mercato. Un mercato fantastico a cui hanno partecipato anche Alice, Asia e Sofia con i loro lavoretti e in cui vi assicuro noi che non abbiamo tante risorse in questo momento abbiamo potuto comprare… pomodori e pomodorini, finocchi, pomodori secchi, nocciole, mandorle, fagioli, farina di grani antichi, vino, birra… tutto a prezzi veramente alla portata di chi vuole mangiare bio e sano senza ingrassare le grandi aziende e quel sistema che costringe alla certificazione che alla fine viene pagata dal consumatore! Quello che ci ha colpito è vedere quanta poca partecipazione ci fosse da persone esterne… ed è una cosa che non riusciamo molto a capire, perché le persone non sono attirate? I prezzi sono giusti, i prodotti ottimi… è davvero incomprensibile per noi.

Abbiamo conosciuto tante persone, tante storie… una famiglia in particolare ci è restata nel cuore… credo una delle ultime famiglie che fa le scarpe a mano… Loro sono Elena e Gigi, hanno 2 figli che ovviamente i nostri figli devono rivedere appena possibile!! Fanno scarpe davvero bellissime, eccovi il loro sito http://www.marruca.com/  Date un’occhiata anche a questo, sono davvero degli artisti.

 

Oltre al mercato, ancora tanta musica, giocolieri, teatro, un mago e la possibilità per i bimbi di pigiare l’uva con i piedi e di berne il succo… Il prossimo appuntamento è a Bologna ad aprile e noi sicuramente ci saremo! Grazie a tutti davvero ❤

 

 

Riscoprire antichi lavori… la mietitura a mano

La scorsa settimana, siamo andati da Giulia e Lucio per aiutarli a mietere a mano il loro grano. Non li conoscevamo ma, questo è il bello di Facebook, un amico aveva condiviso il loro evento, ci siamo messi in contatto con loro e li abbiamo raggiunti a Magliano Sabina! Qui la loro pagina se avete voglia di sapere qualcosa in più https://www.facebook.com/lacasettagialla/

 

In novembre, avevano piantato un ettaro di grani antichi, per la precisione un grano duro, il Senatore Cappelli, e un grano tenero, il Frassineto. I giorni con loro sono stati davvero intensi e bellissimi! Il volontariato come piace a noi… quello che fila liscio, quello senza conti, uno scambio di lavoro, di esperienze, di saperi, di sorrisi… Ci siamo trovati così bene che, dopo aver aiutato un pomeriggio e la mattinata successiva ed essere rientrati a casa dalla nostra cagnolina per non lasciarla troppo tempo da sola, dopo due giorni ci siamo tornati per dare una mano in più. Anche i bimbi erano felicissimi di tornare per rivedere Nivea, una bimba viaggiatrice come loro, per giocare sotto il meraviglioso gelso di Giulia e Lucio, per giocare con Bianca e Lana le loro belle cagnolone e per mangiare tutti i manicaretti preparati per loro e anche per noi 🙂

 

Il lavoro è stato davvero interessante perché c’era un incredibile vecchietto ad insegnarci come raccogliere il grano, Claudio 87 anni! Poi ci sono stati gli incontri con belle persone, varie in cammino come noi fuori dalle righe…

Con Giulia e Lucio, ci siamo sentiti davvero in sintonia… come ho scritto all’inizio del nostro blog, noi, in famiglia, abbiamo poche regole… ma c’è una regola che guida tutta la nostra vita, il rispetto, e da questo deriva tutto il resto. Il rispetto l’abbiamo sentito forte anche a casa loro… Lucio è vegetariano e Giulia è vegana, ma nel senso più nobile: loro rispettano! Gli animali sí ma evitano anche di comprare qualunque prodotto che provenga da un qualche sfruttamento di persone, di territorio…Cioè non basta comprare un prodotto “vegano” e sentirsi la coscienza a posto. Bisognerebbe sempre informarsi, sapere da dove arriva, chi lo ha prodotto e come… Non è facile, questo spesso significa comprare da chi si conosce o produrre personalmente, certe volte significa anche rinunciare. Detto così può sembrare “solo” una questione di alimentazione ma non è così, è un modo di essere, è qualcosa che impegna tutti gli aspetti della nostra vita. Significa recuperare, riciclare, comprare di seconda mano. Fanno parte di una rete di persone come loro che si chiama Genuino Clandestino http://genuinoclandestino.it/chisiamo/  A Roma questa rete viene chiamata terraTERRA ed “è la sperimentazione di un modello di economia che impegna reciprocamente produttori e consumatori per sovvertire le catene di distribuzione, ridurre la distanza alimentare, valorizzare le relazioni sociali, sensoriali e gustative” Leggete qui la pagina del loro sito in cui descrivono chi sono http://www.terra-terra.it/homepage/terraterra-chi-siamo  Credo non ci sia bisogno di altre parole.

Questo è un pò quello che cercavamo, altre persone in lotta contro il sistema, persone che non si accontentano, che cercano l’alternativa. In questo periodo estivo, i mercatini non sono attivi ma aspetteremo settembre per andarci e conoscere anche gli altri produttori!

L’importanza di sapersi arrangiare

Sono successe talmente tante cose che sarà difficile raccontare tutto!!

Prima di raccontare però, volevo rispondere alle varie persone che ci hanno chiesto o si sono chieste perché abbiamo deciso di fermarci… “Ma come, progettare un viaggione del genere per poi fermarsi già?? E per di più in Italia!!! Tutti vorrebbero scappare e voi che ce l’avete fatta in Brasile tornate QUI????” Non è facile rispondere in due parole…non è facile spiegare… Il percorso è lungo ed è difficile da riassumere ma ci provo… È vero, ci siamo dati da fare e in Brasile stavamo bene, potevamo vivere bene solo con l’affitto del nostro negozio di Praia do Forte (beh…per inciso devo dire che siamo una famiglia che si accontenta….il modo in cui viviamo probabilmente sarebbe inaccettabile per molti!) Non siamo ricchi, non lo siamo mai stati ma i soldi che abbiamo dovuto investire in Brasile per poter ricevere il visto di permanenza (circa 45 000 euro all’epoca che erano il ricavato della vendita della nostra casa in Toscana) li avevamo investiti bene… un colpo di fortuna, abbiamo comprato un negozio in una zona che poi si è sviluppata bene in una cittadina molto “alla moda” vicino a Salvador. Per vari anni, è stato il nostro negozio, si chiamava Paraíso dos Gulosos http://paraiso-dos-gulosos.blogspot.it/p/quem-somos.html, vendevamo prodotti naturali, marmellate e sali aromatizzati fatti da me, liquori fatti da Max… Poi per varie ragioni, soprattutto la lontananza visto che non abitavamo più a Praia do Forte, abbiamo deciso di chiudere, vivere dell’affitto e produrci il nostro cibo…. cosa che abbiamo fatto nel nostro terreno fino alla decisione di questo viaggio. L’idea di tornare in Europa, l’avevo già spiegato all’inizio, nasce dal fatto che in Brasile l’educazione parentale non è ancora regolamentata… I vari traslochi che abbiamo fatto lì, l’ultimo di 2800 km, sono stati fatti soprattutto per cercare una situazione scolastica il più accettabile possibile…A questo aggiungi che alcuni affetti ci mancavano, che, dopo 7 anni di vita lì, molte cose del quotidiano ci mancavano, la cultura è molto diversa e probabilmente solo chi è stato un giorno immigrato può capire questo stato d’animo. Detto tutto questo, siamo una famiglia numerosa e siamo abituati a cambiare e a viaggiare. Non siamo solo io e Max a decidere… Nonostante i bimbi siano cresciuti in Brasile, sempre in realtà assolutamente brasiliane, si sono sempre sentiti più italiani… Avevano bisogno di una pausa, avevano voglia di stabilità, avevano voglia di mettere radici in Italia e a tutti era piaciuta questa cittadina… Non ci serviva altro… e abbiamo deciso di provarci qui!

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la vista da casa nostra

Come avevo già scritto, dopo molte difficoltà, abbiamo trovato chi si è fidato, chi non ha avuto paura e ci ha affittato casa… La casa in questione è una villetta con un pò di terra, l’ultima del paese e, come promesso ai bimbi, possono andare in centro a piedi! Era vuota da almeno 10 anni e quindi ecco spiegato il titolo del post 😀 Abbiamo chiesto al proprietario di tenerci l’affitto basso e, in cambio, avremmo sistemato tutto quello che era da sistemare… per lui era un bene, per noi, col senno di poi, era un rischio!! Meno male 7 anni in Brasile ci hanno insegnato tantissimo… Max ha imparato a fare l’elettricista, l’idraulico, il carpentiere… E quindi ha sistemato tutte le prese, gli interrutori e i punti luce, ha sistemato l’INTERO impíanto idraulico visto che quando tiravamo l’acqua, hum… una parte finiva in vasca da bagno e il resto gocciolava in garage… Meno male, abbiamo dei vicini d’oro… ci aiutano e ci hanno dato un bel pò di tubi che non abbiamo dovuto comprare…

Oltre a tutto questo, abbiamo arredato casa… completamente di seconda mano! L’unica cosa che abbiamo comprata nuova è stato lo scaldabagno che Max installerà nei prossimi giorni. Vari mobili li abbiamo ricevuti cercando sui vari gruppi Te lo regalo se te lo vieni a prendere. Altre cose le abbiamo comprate su subito.it. Max e Tommaso hanno smontato una cucina a Roma e l’hanno rimontata a casa nostra. Siamo stati come le trottole in giro per Roma per recuperare vari letti, armadi e divani… Morale, la casa è davvero carina, i bimbi hanno ognuno un letto a soppalco per avere il proprio spazio sotto… abbiamo divani sufficienti per la nostra grande famiglia, io ho una signora cucina con un sacco di spazio e fuochi, forno e frigo… nemmeno mi sembra vero!! Per tutto questo, cioè per arredare interamente casa, abbiamo speso poco più di 800 euro! A questo dobbiamo però aggiungere un giorno di noleggio di un furgone perché, mentre i letti e i vari armadi smontati siamo riusciti a trasportarli grazie al camper (in due volte, tutti insieme come le sardine!!), per la cucina e i divani non abbiamo avuto altra scelta.

Una cosa che ancora ci manca è la lavatrice… aspettiamo di trovarla di seconda mano… per ora sto utilizzando quella che stava in casa… purtroppo non funziona bene e quindi lavo a mano per poi risciaquare in lavatrice… facendola poi scaricare in un secchio visto che non scarica da sola… Non è il massimo della comodità ma… a noi sembra bellissimo non aver più bisogno della lavanderia a gettoni!!

Ecco! L’importanza di sapersi arrangiare… ormai siamo veramente in grado di fare un sacco di cose!! Siamo felici di questo e anche i bimbi stanno imparando a fare un pò di tutto… Stiamo piantando un bel pò anche qui a casa… è vero, ci siamo fermati… ma il nostro camper è qui con noi… ora stiamo bene ma niente ci impedisce tra un pò di rimetterci in viaggio visto che l’affitto è di un anno… Ci vogliamo godere questi mesi sapendo che l’anno potrà prolungarsi se tutti staranno bene ma sapendo anche che saremo liberi di andare avanti se ne avremo voglia.

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tramonto sempre da casa nostra