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Il nostro viaggio

Questo blog sarà per ora il racconto di un viaggio. Viviamo in Brasile da quasi 8 anni, ora a São Thomé das Letras da un anno e mezzo, abbiamo comprato un pezzo di terra…con tutto, molta acqua, molto spazio, molti alberi…era il nostro sogno…abbiamo lavorato un sacco con l’aiuto di volontari di tutto il mondo, abbiamo piantato, costruito, ristrutturato…trovate tutte le foto dei nostri lavori e dei nostri volontari nell’album di foto qui https://www.facebook.com/pg/Seven-on-the-road-540500526115030/photos/?tab=album&album_id=807518976079849

Insomma pensavamo di stare qui per un bel po’ ma…dopo una lunga storia, è una cosa che stava nell’aria da tempo, i nostri figli hanno smesso di andare a scuola… l’abbiamo deciso tutti insieme, non è stato così facile non per la scuola che tanto ci stava stretta da sempre, non per i bimbi che erano entusiasti di questa scelta ma perché non esiste in Brasile una legislazione riguardo all’educazione parentale… Insomma siamo clandestini da questo punto di vista. Questa decisione e il fatto che siamo un bel po’ isolati, ci ha fatto pensare molto. E abbiamo deciso di ripartire…ripartire perché abbiamo già girato un bel po’. Ma questa volta ripartiamo per viaggiare, viaggiare in camper in Europa facendo i volontari…Prima di tutto in Italia per farla conoscere meglio ai nostri figli. Partiremo da Milano, raggiungeremo Trieste dove sono nati i nostri primi 3 figli, scenderemo dal lato adriatico e risaliremo dal lato del Tirreno fino alla Toscana dove abitavamo prima di trasferirci e dove è nato il nostro quarto figlio. Stiamo offrendo il nostro aiuto a vari gruppi e famiglie (sappiamo lavorare la terra, abbiamo piantato e piantato, anche vigna e ulivi, abbiamo costruito casette in bambù e in pietra, ci facciamo il pane con pasta madre, ci facciamo il formaggio, i detersivi e i saponi, vivere qui, dove molte cose ci mancavano, ci ha “costretti” ad arrangiarci…inoltre avremo con noi anche semi da scambiare…) in cambio, preferibilmente, di generi alimentari autoprodotti. Così il nostro itinerario sta piano piano già cambiando…gli inviti sono già molti. Dopo l’Italia, vorremmo fare un pezzetto di Francia, passare per la Spagna e raggiungere il Portogallo….

 

Seguiteci e soprattutto se vi dovesse interessare l’esperienza del volontariato con noi non esitate a contattarci!

Max e Vir

Famiglie gemelle

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Questo mese abbiamo accolto a casa nostra delle persone fantastiche, una “famiglia gemella”. Céline, Vincent, Louise e Owen arrivano dalla Bretagna, hanno venduto la loro casa, mollato i propri lavori e comprato un camper. Si sono messi in viaggio due mesi fa e sono partiti, senza mete precise e senza limiti di tempo. Ci hanno contattati tramite workaway e per ora è grazie a questo canale che stanno cercando altri posti dove fermarsi lungo il loro viaggio. Ci siamo trovati davvero molto in sintonia con loro, fa bene trovare altre persone così simili, fa bene poter parlare liberamente e non dover sempre giustificare le proprie scelte.

È già un pò di tempo che stiamo pensando di ripartire in camper, anche se per ora dobbiamo pensare a mettere da parte un pò di soldi per poterlo fare, ma l’incontro con loro ha fatto tornare a galla tante sensazioni, quella più forte è quella di libertà che ti dà la vita “on the road”. Quelle sensazioni mancano a tutti noi, ci piacerebbe molto poter lasciare una “base” qui visto che ci stiamo trovando bene, riusciamo a vivere molto di baratto, abbiamo incontrato varie persone con cui ci troviamo bene, i bimbi hanno fatto amicizia con vari bimbi e ragazzi. Abbiamo anche accumulato tante cose in questi mesi e ci piacerebbe non dover lasciare tutto di nuovo. Vorremmo fare l’orto, marmellate e conserve durante i mesi estivi e viaggiare durante i mesi invernali.

Prima che loro arrivassero, proprio in vista di ripartire, Max aveva ridipinto tutta la parte interna del nostro camper, aveva anche sistemato un pò di cose, tipo mettere delle mensole in un armadio e pulire i vari tubi dell’acqua. Con Vincent poi abbiamo sistemato tutta la parte elettrica visto che lui se ne intende più di noi e abbiamo fatto ripartire il frigo che dava problemi. L’anno prossimo abbiamo intenzione di rimetterci in viaggio verso Francia, Spagna, Portogallo e Marocco e direi che siamo quasi pronti!

Con Céline abbiamo ballato, lei è insegnante di danza contemporanea. Avendo poi portato con sé la macchina da cucire, ha insegnato ad Alice a fare borse con vecchi tessuti e altre cose riciclate, bottoni, perline. Una borsa l’ho ricevuta io, fatta con un tessuto che mi portavo dietro da Natal in Brasile e che avevo ricevuto da una coppia di colombiani in viaggio anche loro a tempo indeterminato, e Alice se l’è fatta per sé con un vecchio jeans.

Oltre a questo abbiamo passeggiato, scambiato libri, giocato con il diabolo, fatto equilibrismo sulla loro slackline, raccolto funghi e castagne, cucinato tutti insieme, hanno assaggiato piatti italiani e ci hanno fatto assaggiare prodotti della loro terra, il sidro e le crêpes fatte con farina di grano saraceno. Sono stati giorni molto arricchenti, i nostri bimbi hanno imparato un sacco cose e hanno praticato il francese.

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Ora loro sono ripartiti ma siamo sicuri che prima o poi ci si rivedrà, dovremo solo fare incrociare da qualche parte le strade dei nostri camper ❤

 

Noi non torniamo a scuola!

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Si sente nell’aria… tutto sa di scuola, anche se non vai in città, anche se non vai nei supermercati, anche se non hai la televisione e quindi non vedi la pubblicità! Le persone non parlano d’altro, i bambini diventano meno allegri per non dire più cupi, molti genitori stanno per tirare un sospiro di sollievo perché la scuola gli toglie un bel pensiero. A me i primi giorni di scuola hanno sempre messo molta tristezza, sia da bambina che da mamma. Non che i giorni successivi fossero da meno ma forse poi mi facevo prendere dal tran tran e diventava più sopportabile. Ma perché sopportare? Sono ormai più di 3 anni che i nostri bimbi hanno smesso di frequentare la scuola e, anche se l’hanno frequentata in Brasile dove tutto è più blando, ci ricordiamo bene del sapore che ha il ritorno nelle aule. Le corse degli ultimi giorni per comprare quello che serve, e ancora lì ci si salvava visto che non serviva comprare né i libri, né l’uniforme, né i buoni pasto e nemmeno le cose che reputavi inutili! I bambini non cambiavano certo zaino ogni anno e nessuno ti spingeva a seguire la moda o a comprare a vanvera. Le maeste le chiamavano “zia”, non erano costretti a stare seduti sempre, facevano pochissimi compiti e non c’erano interrogazioni, le lezioni duravano solo 4 ore,  quindi gli rimaneva molto tempo per pensare, per giocare, per andare al mare, per leggere, per stare con noi e anche, perché no, per non fare niente. Anche così la scuola ci stava stretta! Abbiamo provato anche le terribili 8 ore al giorno ma solo con l’asilo in Toscana per i 3 più grandi e la prima elementare di Tommi, ce lo ricordiamo bene ed è una delle ragioni che ci ha fatto decidere di partire per il Brasile. Così come la scelta di fare educazione parentale, ci ha fatto pensare che in fondo potevamo anche tornare qui.

Comunque da settembre in poi anche la nostra vita inevitabilmente cambia perché inizieranno a vedere poco o niente i loro amici, gli altri bambini e ragazzi avranno davvero poco tempo! Quindi anche in casa nostra si ricomincerà a studiare di più. Ovviamente, chi studia a casa studia sempre, non stacca per l’estate ma visto che avranno molte meno occasioni per uscire con gli amici e noi avremo meno da fare con gli orti, si riprenderanno varie attività che erano rimaste in sospeso. Oltre a questo torneremo a viaggiare, ci piace farlo fuori stagione e fare homeschooling è anche questo, viaggiare quando ti pare e piace. Dà moltissima libertà, che magari tanti non vorrebbero perché preferiscono un percorso più “normale” per i propri figli, ma a cui noi speriamo di non dover rinunciare mai!

Vivere barattando

Come già ho scritto altre volte, dove e con chi ci è possibile, ci piace barattare. Il mondo dello scambio regala infinite possibilità. Abbiamo dato e diamo vitto e alloggio a chi ci dà una mano sia nell’orto che nell’educazione dei nostri figli, abbiamo dato durante il nostro giro dell’Italia il nostro aiuto in cambio di cibo e quando è possibile lo facciamo ancora, regaliamo prodotti del nostro orto e riceviamo uova e prodotti dell’orto di altri, abbiamo scambiato marmellate con bottiglie di vino, Tommaso, il nostro figlio più grande ha scambiato in Brasile un vecchio nintendo per un Iphone e qui una bici da corsa per un computer portatile. In paese, abbiamo messo su un punto di bookcrossing accolto con molto entusiasmo dalle persone. Abbiamo messo a disposizione 10 libri e, a distanza di un paio di mesi, sono diventati quasi 100!

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Gli esempi sarebbero tanti ma vi volevo raccontare di un altro scambio meraviglioso che abbiamo fatto. Abbiamo conosciuto un’artista che si chiama Manuela. Con lei ci siamo trovati molto in sintonia su tante cose. Sono vari mesi che lei mette a disposizione dei bimbi un pomeriggio a settimana, la prima volta tutti e cinque insieme ma poi a turno uno alla volta, e gli insegna a dipingere, scolpire, lavorare la terra cotta, fare découpage, seguendo le predisposizioni di ognuno. In cambio, le diamo prodotti del nostro orto, marmellate, sale aromatizzato… Questo è uno degli scambi più incredibili che abbiamo fatto. Ecco alcuni dei lavori fatti dai bimbi:

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Come ho detto, questi sono solo esempi, le opportunità sono davvero tantissime, il baratto è uno degli strumenti più forti che abbiamo per ribellarci alla monetizzazione selvaggia che ci è stata imposta… Usiamolo senza moderazione!

Unschooling e volontariato, parte seconda

Vi ricordate il mio post dello scorso maggio? Pensate, Marcos è ancora qui da noi e da un paio di settimane ci ha raggiunti anche Ezyê, la sua compagna. Vivere con loro è un’esperienza incredibile! Stiamo imparando tantissime cose, anche Zy è piena di vita, di entusiasmo e di energia. Ognuno dei bimbi ha avuto la possibilità di passare qualche ora con lei per imparare a fare foto, lei è una fotografa professionista, ha lavorato per il giornale più importante di São Paulo e per molte ditte importanti, quindi questo è davvero un grandissimo privilegio. Se volete dare un’occhiata al suo lavoro, entrate nella loro pagina facebook Singular Escape e potrete rendervi conto del talento che ha https://www.facebook.com/singularescape/. Tutte le foto di questo post, a parte le prime due, sono sue.

Il grande appassionato rimane sempre Tommaso ed è lui che passa più tempo con lei assorbendo tutto quello che può ma anche gli altri stanno imparando molto. In questi ultimi giorni, stanno facendo foto della Via Lattea e foto notturne con la tecnica del light painting. Ecco due foto che Tommaso ha fatto col suo aiuto:

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Alice sta imparando a fotografare le sue creazioni e Marcos la aiuterà a vendere quello che fa su internet.

Con entrambi stiamo anche facendo lezioni di circo e di meditazione.

Zy aiuta le bimbe a fare dolci, sta tagliando i capelli a tutti e con l’occasione stiamo imparando anche noi a tagliare i capelli. Questo, grazie a lei, è un altro bel traguardo verso l’autosufficienza.

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Ci stiamo divertendo davvero molto, siamo andati a Pettenasco, sul Lago d’Orta, insieme a loro, noi abbiamo dormito in camper e loro in tenda… È stata una giornata bellissima e presto faremo qualche altra gita, stiamo solo aspettando che passi il ferragosto visto che non ci piace la ressa.

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Insomma, per concludere, quest’esperienza di vita comunitaria è una delle più forti e arricchenti che abbiamo vissuto, Marcos e Ezyê non stanno facendo parte della nostra famiglia solo per questi mesi, ne faranno parte per sempre e sono sicura che stanno lasciando un segno indelebile nelle vite dei nostri figli… Non stanno semplicemente insegnando, stanno dimostrando col loro esempio che “volere è potere”! ❤

Quanto poco può costare vivere e viaggiare in 7!

Sento molte persone che non viaggiano perché non se lo possono permettere, molte altre rimangono stupite che una famiglia grande come la nostra, che oltretutto ha fatto la scelta di vivere con uno stipendio ridotto, possa viaggiare. Come sapete, abbiamo vissuto vari mesi “senza lavorare”, o meglio senza stipendio. Durante il nostro viaggio in camper e nei mesi in cui abbiamo vissuto nel Lazio, vivevamo solo grazie all’affitto che ci arriva dal Brasile e facendo i volontari in cambio di generi alimentari.

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Si viveva con 1000 euro al mese in 7! Com’è possibile? È possibile perché abbiamo ridotto al minimo i nostri bisogni. Ci vestiamo di seconda mano, ricicliamo molte cose che altri regalano o buttano, scambiamo prima di comprare… Noi abbiamo dovuto re-imparare moltissime cose, già per i bimbi è tutto più normale. Per esempio, Tommaso ha un ottimo computer portatile che è riuscito a scambiare con una bici da corsa che aveva ricevuto da un signore che non la usava… Grazie a quello, porta avanti la sua passione per la fotografia e sta imparando con Marcos (https://sevenontheroadblog.wordpress.com/2017/05/19/unschooling-e-volontariato/ ) a fare anche video mettendo in sequenza le foto. Trovate i suoi lavori sulla sua pagina facebook qui https://www.facebook.com/Dueragazzieunamacchinafotografica/

Nonostante le poche risorse che abbiamo, riusciamo a mangiare 100% bio! Non bio certificato, ma bio del piccolo contadino, della piccola azienda, di produttori di Genuino Clandestino… Sicuramente, ci vuole un pò di tempo per trovare i posti dove comprare i prodotti ma non è così difficile! Per farvi degli esempi, tutto l’inverno abbiamo comprato clementine e arance di un ragazzo calabrese, ci costavano 1,50 euro al kg compresa la spedizione, anche l’olio d’oliva lo compriamo da lui, 8 euro al litro compresa la spedizione. La farina che compriamo è quella della famiglia Di Pietro di Capena (RM), è bio, di grani antichi e parte da 1,20 al kg, vi sfido a trovare una farina simile a questo prezzo al supermercato ma soprattutto conosciamo le persone che la producono. Il riso, anche questo di una varietà antica il Rosa Marchetti, lo compriamo qui https://www.risopraino.com/ e lo paghiamo 7 euro il sacco da 5 kg. Al supermercato non trovate un riso bio a quel prezzo! Siamo andati a visitare l’azienda, abbiamo visto come lavorano, ci hanno dedicato un pomeriggio. Sappiamo quello che compriamo, sappiamo chi sosteniamo con i nostri acquisti. Da loro compriamo anche orzo e miglio. L’olio di girasole lo compriamo da un ragazzo molisano, 3 euro al litro, e lo fa arrivare presso la casa di nostri amici a Magliano Sabina (da Giulia e Lucio, dove l’anno scorso abbiamo imparato a mietere a mano https://sevenontheroadblog.wordpress.com/2016/07/12/riscoprire-antichi-lavori-la-mietitura-a-mano/ ) La frutta e verdura la riceviamo, la coltiviamo, la scambiamo e quando non ce l’abbiamo la compriamo presso un piccolo produttore che ha dei prezzi veramente alla portata di tutti. Poi ricordatevi che l’autoproduzione fa risparmiare un bel pò, noi ci facciamo il pane, la pizza, i dolci, i biscotti, facciamo marmellate, la nutella, la passata, le conserve e tante altre cose. Non solo ci risparmiamo ma di nuovo sappiamo esattamente quello che mangiamo.

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un pò del nostro orto…

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Questi sono solo esempi, per farvi capire che non è vero che per mangiare bio bisogna essere ricchi. Bisogna però che diventi una priorità.

Ma torniamo ai viaggi, anche loro devono diventare una priorità, altrimenti c’è sempre qualcosa che ci può fermare. Serve sicuramente un certo investimento almeno per lo spostamento in sé. Noi abbiamo un salvadanaio, o meglio una scatoletta di cartone, in cui mettiamo le monete che ci avanzano. Inoltre, siccome in questo periodo Massimo sta lavorando, riusciamo a risparmiare qualcosa. Abbiamo quindi già in programma i prossimi due viaggi 😀 Andremo 10 giorni in Marocco in novembre. Costo del volo: 280 euro per tutti e 7, già comprato!! E lì, andremo a fare la raccolta delle olive in cambio di vitto e alloggio. L’altro viaggio sarà in Brasile dove dobbiamo tornare entro marzo per conservare il nostro visto. Abbiamo già comprato anche questi biglietti, andata e ritorno per 7 persone Milano – Salvador de Bahia 2462 euro! Anche lì, le spese saranno molto contenute perché abbiamo vari amici da andare a trovare e poi stiamo anche lì cercando luoghi in cui fare i volontari, abbiamo intenzione di viaggiare con 2 tende e gli zaini.

 

Vivere fuori dai binari, parte 2

È passato più di un anno dall’altro post https://sevenontheroadblog.wordpress.com/2016/05/21/vivere-fuori-dai-binari/ ma sono sempre molti i momenti in cui ci sentiamo fuori dal mondo 😀

Qui a Pettinengo, come ho già scritto altre volte, siamo stati davvero accolti bene. Max ha lasciato il lavoro all’associazione per punti di vista differenti ma questo ci ha permesso di avere più tempo per noi e abbiamo messo su un grande orto qui davanti a casa. La gente del paese ci fa un sacco di complimenti.

Ieri però sono successi due episodi che ci hanno fatto pensare molto. Il primo episodio è successo al supermercato. Stavamo in fila alla cassa e mi era rimasto in mano un bicchiere di carta in cui avevamo bevuto acqua. Ho chiesto a Mattia di andarlo a buttare nel cestino. Per questo è uscito passando dalla cassa accanto alla nostra che era chiusa per raggiungere quel benedetto cestino che stava 2 metri più in là. Mattia è un fulmine quindi nel giro di pochi attimi ha fatto il “lavoro” e stava già tornando verso di noi. La cassiera si è girata verso di lui in malo modo e ha chiesto “Ma da dove sbucchi tu??” Mattia è rimastro pietrificato e ha guardato verso di me. A quel punto, la cassiera si è girata e sempre con un tono a dir poco alterato ha chiesto “Ma di chi è questo bimbo??” Io ho risposto che era mio. Sempre gridando, ha detto che lui non poteva assolutamente uscire dalla cassa chiusa. Al che ho risposto con molta calma che era semplicemente uscito per buttare un bicchiere. Non contenta ha continuato dicendo che, se l’avesse visto la guardia giurata, sarebbe stato rimproverato. Ho allora risposto che non credevamo fosse così grave e che comunque Mattia non sarebbe morto per un rimprovero! Ho chiesto se poteva ripassare per raggiungerci e lei ha detto che non poteva. Ho risposto “Va bene, vuol dire che ci aspetterà dall’altra parte!” e Mattia si è messo buono buono nell’angoletto ad aspettarci… L’episodio in sé non è niente di che ma mi sono chiesta che vita debba fare quella signora per avere reazioni del genere… Forse perché abbiamo vissuto molti anni in Brasile e nessuno alzerebbe mai la voce con un bambino, nessuno avrebbe avuto una reazione del genere per una cosa così futtile, lì la gente è sempre gentile e sorride… Non mi piace fare paragoni, anche perché siamo ormai rientrati da un anno e mezzo e dobbiamo cercare di adattarci alle regole, ma trovo molto triste questo tipo di reazione.

L’altro episodio è successo a Max ed è ancora più triste perché in questo caso c’è pure premeditazione! Come ho detto, Max non lavora più per Pacefuturo ma fa ancora le consegne dei pasti ai migranti, lavora per Claudia che gestisce la Caffetteria di Villa Piazzo (se passate in zona vi consiglio molto di venire a prendere un aperitivo o di venire a cena perché il posto è incantevole e merita davvero https://www.facebook.com/caffetteriadivillapiazzo/) e prepara appunto i pasti per i ragazzi. Alla consegna di due sere fa, Max si è reso conto facendo una curva che doveva avere messo male i contenitori del cibo. Per questo si è fermato, era praticamente arrivato alla prima casa in cui doveva consegnare e ha controllato la situazione all’interno del furgone. Meno male perché effettivamente si era rovesciata una parte del sugo. I ragazzi lo hanno aiutato a pulire, gli hanno dato una vecchia maglietta con cui ha tolto il più possibile e l’ha buttata nella spazzatura. Poi gli hanno dato dell’acqua con cui ha pulito un pò meglio l’interno del furgone e la strada. Quando è ritornato alla Villa per lasciare il furgone, ha chiesto a Jonny, uno dei ragazzi che lavora in cucina, se gli dava altra acqua e uno straccio per pulire più a fondo. Jonny gli ha detto di non preoccuparsi, che se ne sarebbe occupato lui. E così ha fatto. Il giorno dopo, Claudia ha chiamato Max chiededogli di spiegarle cosa era successo la sera prima… Voleva la sua versione visto che era venuto il sindaco in persona a lamentarsi perché avevano dovuto andare a pulire la strada con l’idropulitrice per “lo schifo lasciato dal suo furgone”! Ora io dico, il sindaco è venuto perché sarà stato chiamato da qualcuno… questo qualcuno deve aver visto la scena… avrà visto che una persona era in difficoltà, che ha pulito con l’aiuto dei migranti e che ha fatto del suo meglio… Ci si può rovinare la vita e rovinare quella degli altri per una macchia d’olio sull’asfalto?? Non era meglio uscire, parlare con Max e chiedergli se riusciva a pulire un pò meglio e magari dare anche una mano?? Siamo rimasti allibiti!

Meno male, sono davvero molte le persone gentili, presto vi devo raccontare del meraviglioso scambio che stiamo facendo con Manuela che ogni mercoledì insegna ai bimbi a dipingere, e noi continuiamo a vivere a modo nostro cercando di far capire alla gente che regalando tempo e sorrisi si vive molto meglio.

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Unschooling e volontariato

In questi ultimi mesi siamo stati molto indaffarati… Ci sono stati affidati un piccolo pezzo di terra di fronte a casa e un altro in una frazione di Pettinengo. Li abbiamo preparati per poter fare degli orti, abbiamo piantato molti semi nei vasetti e ora piano piano stiamo trasferendo le piantine… Ma non è di questo che vi volevo parlare… vi volevo parlare di volontariato, di condivisione e di come tutto questo sia un grande arricchimento per noi ma soprattutto per i nostri figli che, come sapete, non vanno a scuola. Abbiamo deciso di ricominciare ad accogliere volontari. A São Thomé das Letras in Brasile dove abbiamo ancora il nostro terreno, abbiamo accolto più di 70 volontari di tutto il mondo. Con loro abbiamo lavorato la terra, piantato, ristrutturato, costruito, dipinto, i bimbi hanno fatto teatro, hanno imparato a fare artigianato, hanno giocato, hanno scoperto passioni (Tommaso si è scoperto appassionato di fotografia grazie a Jakob un volontario tedesco e Alice ha cominciato a fare artigianato, cosa che fa tuttora, grazie a Cláudia, una volontaria portoghese, solo per fare due esempi). Se siete curiosi, questo è l’album di fotografie di tutti i lavori che abbiamo fatto in Brasile grazie a questi volontari https://www.facebook.com/pg/Seven-on-the-road-540500526115030/photos/?tab=album&album_id=807518976079849

Sono state esperienze veramente ricche e che consiglio a tutti. La prima cosa che molti pensano quando si parla di volontariato è “ma come, ci sono persone che lavorano gratis??” oppure “ma questo è sfruttamento!”. Addirittura c’è chi trova che offrire vitto e alloggio in cambio di lavoro sia un pò come tornare alla schiavitù. Peccato perché questo modo di pensare limita moltissimo. Grazie al volontariato, noi abbiamo amici in moltissimi paesi, molti di loro hanno lavorato più di quanto avevamo chiesto. C’è chi ci ha regalato un dipinto sulle pareti, chi ci ha costruito un mobile, chi ci ha sistemato il gallinaio, chi portava i bimbi a spasso, tutto questo durante il proprio tempo libero… Senza dimenticare chi ci ha accolti o voleva accoglierci durante il nostro viaggio in Italia. Si creano dei legami molto forti. A nostra volta, facendo i volontari, siamo riusciti a fare il giro dell’Italia spendendo veramente poco e conoscendo varie persone e progetti di vita.

Nella casa in cui viviamo in questi mesi, abbiamo avuto bisogno di un periodo di adattamento e di preparazione. La situazione rispetto al Brasile è diversa per vari aspetti. Qui non c’è una casetta indipendente dove accogliere i volontari, chi viene vive in casa con noi, Asia ha momentaneamente rinunciato alla propria camera visto che è l’unica che si chiude, tutte le altre sono comunicanti tra loro. Ci sono due bagni ma uno solo con l’acqua calda quindi dobbiamo dividere la doccia con chi viene ad aiutarci. Inoltre, abbiamo cambiato un pò il tipo di lavoro richiesto. Abbiamo quindi creato un nuovo profilo su workaway per cercare volontari che potessero aiutarci soprattutto nell’educazione dei bimbi, eccolo qui https://www.workaway.info/472455573255-fr.html

Dieci giorni fa è arrivato il primo volontario, si chiama Marcos ed è brasiliano. Vi condivido qui un suo video, una delle sue attività è l’illusionismo https://www.youtube.com/watch?v=Q4F35O_sgvM  La corrente con lui è passata subito, già dalle prime mail scambiate. L'”accordo” era che avrebbe parlato portoghese con i bimbi, ha proposto anche di insegnargli un pò di magia, in cambio di vitto e alloggio e di un aiuto a prendere la cittadinanza italiana visto che è discendente di italiani (l’aiuto è semplicemente dire che lui abita con noi). Ho detto ERA perché in realtà gli insegnamenti si sono moltiplicati! È una persona incredibile, piena di vita, appassionata, generosa, sta insegnando magia – illusionismo a tutti noi, ma non semplicemente i trucchi, ci sta insegnando tutto quello che c’è dietro, ci sta trasmettendo la sua passione, ci sta ridisegnando il mondo! La magia ha cambiato la sua vita e ci sta facendo ripercorrere i suoi passi. Lui è stato come noi molto scolarizzato, ha fatto l’università ed è diventato avvocato. Per due anni ha esercitato la professione a São Paulo poi l’incontro con la magia… Ci sentiamo molto in sintonia con lui. Per vari motivi, lui e la compagna Ezyê hanno deciso di lasciare il Brasile e stanno viaggiando già da due anni, ora lei è in Marocco ma presto ci raggiungerà. Vivono facendo i volontari e anche grazie alle loro passioni, la magia appunto ma anche la fotografia nel caso di lei e insieme creano siti web…

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Marcos ci ha regalato due libri che parlano di magia, sono in inglese e quindi ha fatto venire a tutti i bimbi la voglia di imparare questa lingua. In casa parliamo già italiano, portoghese e francese, per questo l’inglese è stato un pò lasciato da parte. Ma ora c’è una ragione in più per studiarlo! Poi suona la chitarra e canta e sta insegnando ad Asia a suonare. Come ho detto fa dei siti web fantastici e sta insegnando moltissimo a questo riguardo a Tommaso.

Noi non abbiamo dubbi rispetto alla nostra scelta di descolarizzare i nostri figli, il nostro è stato un lungo percorso, la scelta è stata ponderata e fatta insieme ai bimbi, ma l’incontro con Marcos ha veramente rinforzato il nostro pensiero. Tutto quello che fa ora, l’illusionismo, i siti web, la musica ma anche circo, giocoleria, lo ha imparato da solo, leggendo libri, studiando su internet… In questi due anni ha lavorato in vari paesi e lo cercano per altri lavori, nessuno ovviamente gli chiede il diploma! È partito dal Brasile sapendo solo l’inglese e ora parla arabo, francese, italiano… dove si ferma impara! E questo è sicuramente l’esempio che vogliamo per i nostri figli!