Rimettersi in discussione…

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Vi è mai venuto in mente di rimettervi in discussione? Avete mai deciso di non accontentarvi? Avete mai mollato tutto per ricominciare? Lascereste il vostro porto sicuro per scoprire altri posti dove vivere? Provateci! Non è facile ma provateci! Noi, come sapete, l’abbiamo fatto più volte, è un’esperienza forte e costa fatica ma è libertà pura! Io mi rendo conto fino in fondo di quanto sia un’esperienza incredibile quando incontriamo persone. Quando raccontiamo che stiamo viaggiando in camper con tutto quello che ha importanza per noi e che stiamo cercando un posto dove fermarci, la gente rimane quasi sempre senza parole… È bello, è vero, ma spesso non si parla dei momenti difficili! Ne parlo poco anch’io. Ma oggi voglio scrivere anche di quelli, di quello che succede quando non ho tempo e soprattutto voglia di raccontare, dei momenti di tristezza e di solitudine… Non riuscirò a descrivervi tutto, sono senzazioni complesse, sono successe troppe cose in questi ultimi mesi ma cercherò di darvene un’idea. Noi cerchiamo sempre il lato positivo di tutto quello che ci succede, forse è la nostra forza, siamo persone entusiaste ed ottimiste. Per questo mi piace condividere i momenti belli ma capitano anche momenti in cui ci chiediamo “cosa stiamo facendo?”, momenti in cui non riusciamo nemmeno a ricordare perché abbiamo lasciato le poche certezze che a fatica avevamo raggiunto, momenti in cui vorremmo tornare indietro perché la salita è troppo ripida… ci è successo più volte durante il nostro ultimo viaggio, quello nella foto è l’itinerario fatto prima di decidere di fermarci in Francia, 10 000 km e 5 mesi passati in camper.

Per me i primissimi giorni di viaggio sono stati difficili proprio per i mille dubbi, siamo partiti all’inizio di settembre dal Piemonte, avevamo caricato tutto quello che potevamo sul camper ed eravamo partiti in cerca di un posto che potesse piacere a tutti, nuovamente 7 opinioni da organizzare. Di nuovo quindi avevamo fatto la cernita di quello che ci serviva veramente, di nuovo avevamo ridotto al minimissimo le nostre cose. Sì perché viviamo con poco ma quando ci fermiamo accumuliamo comunque.

Mi ricordo molto bene la prima notte, mi ricordo la paura… non riuscivo a dormire, ripensavo a tutto quello che avevamo passato da quando eravamo tornati in Europa, a tutta la fatica fatta per tentare di rimanere in Italia e mi chiedevo se non avremmo piuttosto dovuto accontentarci. In Italia, è vero, avevamo poco, facevamo fatica, non avevamo trovato quello che cercavamo ma avevamo pur sempre ricostruito il nostro piccolo mondo. E ora avevamo di nuovo mollato tutto per andare alla ricerca di un posto dove vivere. Alla paura, si sommava anche la tristezza per Sofia che lasciava un’amica, lei è l’unica che sarebbe rimasta a vivere lì, era contenta di partire perché ama viaggiare ma avrebbe voluto portare Emma con sé. Per tutti gli altri eravamo più tranquilli, avevano contribuito alla decisione di partire, anzi tutto era partito proprio da loro ma durante il mese di agosto erano successe varie cose, chi aveva trovato un nuovo amico, chi l’anima gemella… Ma non si poteva più tornare indietro, la casa era vuota, avevamo dato disdetta, avevamo venduto quello che non ci serviva, dovevamo partire! Cercavo di concentrarmi sul pensiero che era diventato troppo difficile economicamente e che in Italia non vedevamo un futuro né per noi né per i ragazzi.

Abbiamo raccontato molto del nostro viaggio strada facendo sulla nostra pagina, è stato un viaggio incedibile, la paura è presto passata e ci siamo goduti i giorni, i posti, gli incontri. Ma poi? Che cosa succede quando ci si ferma? È una cosa che ci chiedono spesso, che cosa succede quando finisce il viaggio? Che cosa succede quando si torna in una casa? E soprattutto come si riesce a tornare ad una vita regolare? Devo dire per cominciare che, in realtà, non abbiamo una vita molto regolare nemmeno quando ci fermiamo, già solo per il fatto che i ragazzi non vanno a scuola e facciamo lavori saltuari. Viviamo a modo nostro anche da stanziali. Rimane il fatto però che rispetto alla vita in camper, cambia molto!

Questa volta, il momento della fine del viaggio é stato incredibilmente duro! Siamo arrivati qui alla fine di dicembre ma mancava un documento per poter entrare in casa, questo documento l’abbiamo aspettato per più di un mese. Ci siamo appoggiati a casa di amici, continuando a vivere in camper e passando le giornate tutti insieme. La convivenza non è stata per niente facile a causa di ritmi di vita, abitudini e alimentazione completamente diversi. A questo si è aggiungiunto il fatto che i bimbi non andavano sempre d’accordo e ad un certo punto abbiamo deciso di allontanarci… Non ci siamo mai sentiti così soli. Vivere in camper mentre si viaggia è una cosa, viverci da stanziali, in un posto che non si conosce ancora bene è davvero molto più complicato, specialmente in pieno inverno e in 7.  Abbiamo vissuto per un pò in un area sosta in un paese non lontano dalla casa, ci serviva acqua e elettricità per scaldare il camper. Non eravamo per niente attrezzati ad affrontare il freddo visto che pensavamo di passare l’inverno in Portogallo, abbiamo anche dovuto comprare vestiti caldi nei mercatini dell’usato. In più Massimo non stava per niente bene, il nervo sciatico non lo faceva dormire, usciva tutte le notti per camminare. Nonostante tutto, abbiamo iniziato a fare colloqui, ci servivano soldi in vista delle nuove spese, e abbiamo affrontato tutta la burocrazia per poterci fermare. Insomma, credo sia stato uno dei periodi più tosti della nostra vita! Ci guardavamo la sera e ci chiedevamo veramente perché eravamo “finiti” lì, ci sembrava di aver sbagliato tutto! Avevamo deciso di dare retta ai ragazzi perché la Francia è un paese che ti dà una possibilità, ora lo possiamo anche confermare, ma in quel momento sembrava tutto nero!

Poi è arrivato il giorno in cui siamo riemersi, Massimo ha iniziato a stare meglio, anche grazie a una cara amica che ci ha dato consigli, sono arrivate le chiavi, ci siamo messi a sistemare casa tutti insieme, abbiamo pulito, dipinto, ci siamo messi in cerca di tutto quello che ci serviva per arredare casa, tutto di seconda mano ovviamente, abbiamo iniziato a piantare semi in vista di un orto, abbiamo conosciuto persone… Tutto ha ricominciato ad essere più facile. Ora ci rendiamo conto che tutta questa  fatica è servita, faceva parte del cammino, ce l’abbiamo fatta! Siamo felici, i ragazzi stanno bene, stanno migliorando il loro francese, hanno incontrato amici, Tommaso ha trovato un lavoro e riesce ad andare a trovare Irene che sta a Firenze… tante piccole conquiste in un nuovo paese straniero e un nuovo capitolo della nostra vita.

 

A spasso per l’Italia in inverno!

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Siamo appena tornati dopo un mese a spasso tra nord e centro Italia. Questi giorni sono stati ricchi di nuovi incontri ma purtroppo abbiamo dovuto rientrare prima a causa di un’infiltrazione e… della rottura del serbatoio dell’acqua potabile. Non abbiamo mai dovuto investire molto sul nostro camper nonostante i suoi 36 anni di età quindi non possiamo proprio lamentarci. Ci è solo dispiaciuto non riuscire a completare il giro che pensavamo di fare, niente Trento e Trieste ma è solo rimandato. In questi giorni, Max sta sistemando i “disastri”, a dir la verità già dopo qualche giorno di lavoro Jatobá sembra ringiovanito!! Siccome l’acqua del serbatoio lesionato è fuoriuscita, ha rovinato il laminato che c’era sul pavimento. L’abbiamo già tolto tutto e lo sta rimettendo. Il serbatoio è già ordinato e la prossima settimana dovrebbe arrivare. Qui le giornate sono davvero bellissime e questo sta aiutando molto. L’infiltrazione in bagno non era niente di grave e se avessimo trovato tempo più clemente avremmo potuto sistemarla anche in viaggio ma la rotture del serbatoio non si poteva affrontare senza tornare a casa. Essendo in 7 in un camper che non è tanto grande e avendo incontrato pioggia e neve negli ultimi giorni, abbiamo dovuto arrenderci!

Questi i lati negativi ma parliamo piuttosto delle bellissime persone che abbiamo conosciuto. La nostra prima tappa è stata a Zocca che si trova in provincia di Modena. Lì abbiamo incontrato una famiglia homeschooler che però preferisce mantenere l’anonimato. Dopo pochi giorni, ci siamo diretti verso un piccolo paese molto particolare. Lo chiamano il paese che muore: Civita di Bagnoregio. Si trova in provincia di Viterbo.

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Ci è piaciuto molto anche se ci siamo accontentati di vederlo da fuori visto che si deve pagare un biglietto per entrarci. Il nostro budget è sempre piuttosto risicato e dobbiamo cercare di contenere le spese. Da lì, abbiamo raggiunto Fiano Romano dove Tommi ha finalmente chiuso il suo trattamento dal dentista. Lui ha festeggiato e noi più di lui!! Siamo poi andati a trovare Lucio e Giulia, i nostri amici de La Casetta Gialla a Magliano Sabina.

La sera ci siamo rimessi in viaggio per andare a Nespolo, in provincia di Rieti, dove siamo andati a conoscere un ecovillaggio nato da poco ma che promette molto bene.

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Se avete voglia di curiosare, questo è il loro sito http://www.riserva-aurea.it/ Hanno bisogno di volontari quindi non esitate a contattarli per andare a dare una mano. Noi purtroppo siamo rimasti solo un giorno perché gli appuntamenti erano tanti ed era una tappa non prevista. Ci siamo però ripromessi di andarli a trovare di nuovo a primavera.

La tappa successiva, Accumoli,  è durata un pò di più, nei nostri programmi sarebbe dovuta durare un pomeriggio ma alla fine ci siamo fermati 5 giorni!

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Abbiamo incontrato una famiglia incredibile! Anche loro homeschoolers, sono Guido, Katia e i loro 4 figli Barbara, Roberto, Elisa e Sofia. L’intesa con loro è stata veramente fantastica. Per quasi un anno, dalle scosse del 24 agosto 2016, sono stati i soli residenti di Accumoli. Tutto era crollato, tutto era ed è zona rossa. Tutto tranne la loro casa, l’allevamento di carni biologiche “Alta Montagna Bio” https://altamontagnabio.wixsite.com/altamontagnabio e l’agriturismo.

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Così loro hanno resistito da soli e si sono rimboccati le maniche. I nostri 9 figli sono andati molto d’accordo, i nostri hanno aiutato i loro nei compiti giornalieri di nutrire maiali, galline, mucche e pecore, di mungere, di pulire la stalla, il gallinaio… Hanno fatto dolci e pizze tutti insieme.

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Il loro è un allevamento veramente sostenibile, sembra di tornare indietro nel tempo. Il fatto che noi non mangiassimo carne non è stato in nessun modo un problema, ci siamo rispettati a vicenda. Siccome sono alla ricerca anche loro di qualche famiglia gemella che gli possa dare una mano specialmente durante la bella stagione, abbiamo deciso che al nostro ritorno dal Brasile, andremo ad aiutarli. I bimbi nostri e i loro stanno già facendo il conto alla rovescia!

Lasciato Accumoli, ci siamo diretti verso Ascoli Piceno con l’intenzione di visitarla però Sofia non stava bene e quindi abbiamo visto davvero poco. A quel punto abbiamo deciso di spostarci sulla costa. Voglia di mare!! Siamo stati a Senigallia e a Riccione e abbiamo raccolto un sacco di conchiglie. A Senigallia, dove ci siamo fermati giusto per qualche ora e un pranzo sul lungo mare, abbiamo avuto la visita di una pattuglia di carabinieri. Dal modo in cui sono arrivati, è sembrato un blitz e non sono stati per niente gentili, immagino siano stati chiamati, come ci è successo altre volte. Peccato rendersi conto di quanto la gente giudichi dall’aspetto esteriore e non abbia voglia di andare oltre questo. Ma pazienza, racconto questi episodi solo nella speranza che le cose possano cambiare. A noi fanno rimanere male solamente per pochi attimi! Alla fine, ci rendiamo conto che chi vive male è proprio chi chiama le forze dell’ordine per qualunque cosa sia un pò fuori dalla routine…

Prima di raggiungere Conselice dove dovevamo trovarci con Silvia Tamburini che collabora col sito viaggiare con lentezza http://www.viaggiareconlentezza.com/, ci siamo fermati ad Imola per fare rifornimento e per passare la notte. La mattina dopo, ci siamo risvegliati con un messaggio sul cellulare di una coppia di fulltimers Irene e Alessandro che viaggiano con i loro 3 cani. Con loro eravamo in contatto già da un pò tramite facebook ma non ci conoscevamo personalmente. Il messaggio diceva che… erano parcheggiati proprio dietro di noi!! È stato molto bello davvero, un incontro così fortuito e così incredibile. Siamo stati davvero felici! Se vi va di seguirli ecco la loro pagina facebook https://www.facebook.com/Skylosintour/

Da lì, ci siamo diretti verso la casa di Silvia dove abbiamo conosciuto lei, Marco e il loro piccolo Umberto. È stata una giornata e una serata molto bella, nonostante le vite e i percorsi molto diversi, abbiamo scoperto di avere moltissime cose in comune. Durante la serata, Silvia ci ha fatto un’intervista che potete ascoltare qui https://www.facebook.com/viaggiareconlentezza/videos/1351368168301627/ Siamo sicuri che presto rivedremo anche loro lungo il nostro cammino.

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Il giorno dopo, siamo stati a Pianoro che si trova vicino a Bologna per conoscere un’altra famiglia molto speciale. Abbiamo incontrato Roberto, Maddalena, Sebastiano e il mitico Ermanno del blog http://www.inviaggioconermanno.it/

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Questo è stato un incontro molto emozionante perché anche con loro eravamo in contatto da un pò via web. Conoscersi di persona è ovviamente tutta un’altra cosa. Abbiamo approfittato per andare a conoscere la loro Scuola nel Bosco e per acquistare il loro film che racconta del loro incredibile viaggio in Canada. Vi consiglio veramente di vederlo perché ne vale la pena! Grazie a loro, abbiamo anche conosciuto Andrea, fulltimer da 4 anni, una persona veramente bellissima. Siamo stati vicini di “casa” per una notte, l’abbiamo invitato a pranzo il giorno dopo. Lui e Massimo però hanno dovuto mangiare nei posti anteriori del camper perché non ci stavamo tutti!! Lui lavora in una pasticceria ed è arrivato con un pandoro farcito che ha fatto impazzire tutti. Poi ci ha dato un sacco di consigli sul nostro camper, lui se ne intende. Ci ha anche cambiato le cinghie dell’alternatore e dei servizi… come avrebbe fatto un amico di lunga data… Quella mattina, avevamo avuto la visita della polizia di stato, sempre per controllare che non fossimo dei malviventi, ma dopo aver passato dei momenti come quelli che abbiamo passato, niente poteva rovinarci tutto il bello di questo mese!

 

 

 

 

 

Alla ricerca di nuovi incontri!

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Max rimarrà senza lavoro dal prossimo gennaio e abbiamo intenzione, al ritorno del nostro viaggio in Brasile, di ripartire per qualche mese in camper. I bimbi sono molto entusiasti e stiamo preparando il nostro itinerario. A proposito, non vi ho ancora mai fatto vedere il giro che abbiamo fatto intorno all’Italia, eccolo:

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Viaggeremo di nuovo facendo i volontari in cambio di cibo. Per questo abbiamo già iniziato a sistemare Jatobá, il nostro camper. Abbiamo fatto alcuni lavori interni, abbiamo sistemato l’impianto elettrico, dipinto, cambiato una tenda, aggiunto delle mensole negli armadi, tutto con materiale di recupero ovviamente. Siccome Jatobá è un 7 posti ma è piuttosto piccolo e manca il settimo letto, abbiamo preso un’amaca per Sofia. Tutti stanno crescendo e questo ci permetterà di stare più comodi. Vorremmo fare anche qualche modifica al bagno ma ve ne riparlerò a lavoro ultimato.

Tre giorni fa, sono usciti due articoli su di noi. Uno sul blog di Roberto e Maddalena che si chiama In viaggio con Ermanno. Andate a curiosare, hanno appena fatto un viaggio in Canada con il loro minivan fiat 238 del 1980 camperizzato e stanno lavorando ad un documentario per raccontarci la loro esperienza. Il loro blog è iniziato così. Rispondere alle loro domande è stato piacevole e divertente perché sono molto simili a noi. È stato come incontrare degli amici, che capiscono esattamente quello che provi e il perché delle tue folli scelte… Ecco quello che è venuto fuori dalla nostra “chiacchierata”. Grazie a loro siamo ora in contatto con molti altri viaggiatori e camperisti, alcuni di loro fulltimers. Speriamo di riuscire ad incontrarli presto!

L’altro articolo è venuto fuori su un giornale che si chiama Italia che cambia. Usando le  parole presenti sul sito, è un giornale che “vuole creare strumenti che mettano insieme tutti gli attori silenziosi di quell’Italia che esiste ma che attualmente è invisibile dall’esterno, perché ignorata dai mass media, vuole raccontare e rappresentare quei milioni di cittadini fino ad oggi esclusi dai circuiti informativi, offrendogli allo stesso tempo una serie di servizi fondamentali alla valorizzazione e alla messa in rete delle loro azioni, in modo che tutti possano navigare in maniera facile e completa in questi mondi e usare i servizi intrecciati di tutte queste realtà: spostarsi per il paese in modo sostenibile, fare acquisti in maniera consapevole, apprendere tecniche di autoproduzione, vendere o scambiare beni e servizi con chi ha la vostra stessa sensibilità.” Insomma, è un giornale che condivide stili di vita diversi, che aiuta le persone a conoscersi, ad incontrarsi e a collaborare. L’intervista ci è stata fatta da Ezio Maisto, l’abbiamo fatta per telefono, non è stato così facile raccontarsi perché sono anni di vita, avevamo paura di non apparire per quello che siamo ma Ezio è stato davvero molto professionale e umano, ci siamo sentiti varie volte e siamo felici dell’articolo che ha scritto. Grazie a lui e al giornale, varie famiglie si sono messe in contatto con noi, cercheremo nei prossimi mesi di incontrarci con alcune di loro.

Queste due interviste sono state molto importanti per noi, prima di tutto perché partono da più lontano rispetto al nostro blog, dalla nostra partenza per il Brasile che è un pò il vero inizio della nostra avventura. Poi perché quando vivi al di fuori della “normalità”, quello che ti manca più spesso è il contatto con persone e famiglie simili. Chissà che dall’incontro con qualcuna di queste famiglie possa nascere qualche bel progetto!

Famiglie gemelle

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Questo mese abbiamo accolto a casa nostra delle persone fantastiche, una “famiglia gemella”. Céline, Vincent, Louise e Owen arrivano dalla Bretagna, hanno venduto la loro casa, mollato i propri lavori e comprato un camper. Si sono messi in viaggio due mesi fa e sono partiti, senza mete precise e senza limiti di tempo. Ci hanno contattati tramite workaway e per ora è grazie a questo canale che stanno cercando altri posti dove fermarsi lungo il loro viaggio. Ci siamo trovati davvero molto in sintonia con loro, fa bene trovare altre persone così simili, fa bene poter parlare liberamente e non dover sempre giustificare le proprie scelte.

È già un pò di tempo che stiamo pensando di ripartire in camper, anche se per ora dobbiamo pensare a mettere da parte un pò di soldi per poterlo fare, ma l’incontro con loro ha fatto tornare a galla tante sensazioni, quella più forte è quella di libertà che ti dà la vita “on the road”. Quelle sensazioni mancano a tutti noi, ci piacerebbe molto poter lasciare una “base” qui visto che ci stiamo trovando bene, riusciamo a vivere molto di baratto, abbiamo incontrato varie persone con cui ci troviamo bene, i bimbi hanno fatto amicizia con vari bimbi e ragazzi. Abbiamo anche accumulato tante cose in questi mesi e ci piacerebbe non dover lasciare tutto di nuovo. Vorremmo fare l’orto, marmellate e conserve durante i mesi estivi e viaggiare durante i mesi invernali.

Prima che loro arrivassero, proprio in vista di ripartire, Max aveva ridipinto tutta la parte interna del nostro camper, aveva anche sistemato un pò di cose, tipo mettere delle mensole in un armadio e pulire i vari tubi dell’acqua. Con Vincent poi abbiamo sistemato tutta la parte elettrica visto che lui se ne intende più di noi e abbiamo fatto ripartire il frigo che dava problemi. L’anno prossimo abbiamo intenzione di rimetterci in viaggio verso Francia, Spagna, Portogallo e Marocco e direi che siamo quasi pronti!

Con Céline abbiamo ballato, lei è insegnante di danza contemporanea. Avendo poi portato con sé la macchina da cucire, ha insegnato ad Alice a fare borse con vecchi tessuti e altre cose riciclate, bottoni, perline. Una borsa l’ho ricevuta io, fatta con un tessuto che mi portavo dietro da Natal in Brasile e che avevo ricevuto da una coppia di colombiani in viaggio anche loro a tempo indeterminato, e Alice se l’è fatta per sé con un vecchio jeans.

Oltre a questo abbiamo passeggiato, scambiato libri, giocato con il diabolo, fatto equilibrismo sulla loro slackline, raccolto funghi e castagne, cucinato tutti insieme, hanno assaggiato piatti italiani e ci hanno fatto assaggiare prodotti della loro terra, il sidro e le crêpes fatte con farina di grano saraceno. Sono stati giorni molto arricchenti, i nostri bimbi hanno imparato un sacco cose e hanno praticato il francese.

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Ora loro sono ripartiti ma siamo sicuri che prima o poi ci si rivedrà, dovremo solo fare incrociare da qualche parte le strade dei nostri camper ❤

 

L’importanza di sapersi arrangiare

Sono successe talmente tante cose che sarà difficile raccontare tutto!!

Prima di raccontare però, volevo rispondere alle varie persone che ci hanno chiesto o si sono chieste perché abbiamo deciso di fermarci… “Ma come, progettare un viaggione del genere per poi fermarsi già?? E per di più in Italia!!! Tutti vorrebbero scappare e voi che ce l’avete fatta in Brasile tornate QUI????” Non è facile rispondere in due parole…non è facile spiegare… Il percorso è lungo ed è difficile da riassumere ma ci provo… È vero, ci siamo dati da fare e in Brasile stavamo bene, potevamo vivere bene solo con l’affitto del nostro negozio di Praia do Forte (beh…per inciso devo dire che siamo una famiglia che si accontenta….il modo in cui viviamo probabilmente sarebbe inaccettabile per molti!) Non siamo ricchi, non lo siamo mai stati ma i soldi che abbiamo dovuto investire in Brasile per poter ricevere il visto di permanenza (circa 45 000 euro all’epoca che erano il ricavato della vendita della nostra casa in Toscana) li avevamo investiti bene… un colpo di fortuna, abbiamo comprato un negozio in una zona che poi si è sviluppata bene in una cittadina molto “alla moda” vicino a Salvador. Per vari anni, è stato il nostro negozio, si chiamava Paraíso dos Gulosos http://paraiso-dos-gulosos.blogspot.it/p/quem-somos.html, vendevamo prodotti naturali, marmellate e sali aromatizzati fatti da me, liquori fatti da Max… Poi per varie ragioni, soprattutto la lontananza visto che non abitavamo più a Praia do Forte, abbiamo deciso di chiudere, vivere dell’affitto e produrci il nostro cibo…. cosa che abbiamo fatto nel nostro terreno fino alla decisione di questo viaggio. L’idea di tornare in Europa, l’avevo già spiegato all’inizio, nasce dal fatto che in Brasile l’educazione parentale non è ancora regolamentata. I vari traslochi che abbiamo fatto lì, l’ultimo di 2800 km, sono stati fatti soprattutto per cercare una situazione scolastica il più accettabile possibile. A questo aggiungi che alcuni affetti ci mancavano, che, dopo 7 anni di vita lì, molte cose del quotidiano ci mancavano, prima tra tutte il cibo ma non spaghetti pomodoro e parmiggiano, il cibo bio alla portata di tutti, i prodotti semplici e genuini, un sapone naturale senza spendere una fortuna o doverselo fare da sé, la cultura è molto diversa e probabilmente solo chi è stato un giorno immigrato può capire questo stato d’animo. Detto tutto questo, siamo una famiglia numerosa e siamo abituati a cambiare e a viaggiare. Non siamo solo io e Max a decidere… Nonostante i bimbi siano cresciuti in Brasile, sempre in realtà assolutamente brasiliane, si sono sempre sentiti più italiani… Avevano bisogno di una pausa, avevano voglia di stabilità, avevano voglia di mettere radici in Italia e a tutti era piaciuta questa cittadina… Non ci serviva altro… e abbiamo deciso di provarci qui!

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la vista da casa nostra

Come avevo già scritto, dopo molte difficoltà, abbiamo trovato chi si è fidato, chi non ha avuto paura e ci ha affittato casa. La casa in questione è una villetta con un pò di terra, l’ultima del paese e, come promesso ai bimbi, possono andare in centro a piedi! Era vuota da almeno 10 anni e quindi ecco spiegato il titolo del post 😀 Abbiamo chiesto al proprietario di tenerci l’affitto basso e, in cambio, avremmo sistemato tutto quello che era da sistemare… per lui era un bene, per noi, col senno di poi, era un rischio!! Meno male 7 anni in Brasile ci hanno insegnato tantissimo. Max ha imparato a fare l’elettricista, l’idraulico, il carpentiere… E quindi ha sistemato tutte le prese, gli interrutori e i punti luce, ha sistemato l’INTERO impíanto idraulico visto che quando tiravamo l’acqua, hum… una parte finiva in vasca da bagno e il resto gocciolava in garage. Meno male, abbiamo dei vicini d’oro, ci aiutano e ci hanno dato un bel pò di tubi che non abbiamo dovuto comprare.

Oltre a tutto questo, abbiamo arredato casa completamente di seconda mano! L’unica cosa che abbiamo comprata nuova è stato lo scaldabagno che Max installerà nei prossimi giorni. Vari mobili li abbiamo ricevuti cercando sui vari gruppi Te lo regalo se te lo vieni a prendere. Altre cose le abbiamo comprate su subito.it. Max e Tommaso hanno smontato una cucina a Roma e l’hanno rimontata a casa nostra. Siamo stati come le trottole in giro per Roma per recuperare vari letti, armadi e divani. Morale, la casa è davvero carina, i bimbi hanno ognuno un letto a soppalco per avere il proprio spazio sotto, abbiamo divani sufficienti per la nostra grande famiglia, io ho una signora cucina con un sacco di spazio e fuochi, forno e frigo, nemmeno sembra vero!! Per tutto questo, cioè per arredare interamente casa, abbiamo speso poco più di 800 euro! A questo dobbiamo però aggiungere un giorno di noleggio di un furgone perché, mentre i letti e i vari armadi smontati siamo riusciti a trasportarli grazie al camper (in due volte, tutti insieme come le sardine!!), per la cucina e i divani non abbiamo avuto altra scelta.

Una cosa che ancora ci manca è la lavatrice ma aspettiamo di trovarla di seconda mano. Per ora sto utilizzando quella che stava in casa anche se non funziona bene e quindi lavo a mano per poi risciaquare in lavatrice facendola poi scaricare in un secchio visto che non scarica da sola. Non è il massimo della comodità ma a noi sembra bellissimo non aver più bisogno della lavanderia a gettoni!!

Ecco! L’importanza di sapersi arrangiare… ormai siamo veramente in grado di fare un sacco di cose!! Siamo felici di questo e anche i bimbi stanno imparando a fare un pò di tutto. Stiamo piantando un bel pò anche qui a casa… è vero, ci siamo fermati… ma il nostro camper è qui con noi… ora stiamo bene ma niente ci impedisce tra un pò di rimetterci in viaggio visto che l’affitto è di un anno. Ci vogliamo godere questi mesi sapendo che l’anno potrà prolungarsi se tutti staranno bene ma sapendo anche che saremo liberi di andare avanti se ne avremo voglia.

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tramonto sempre da casa nostra

Vivere fuori dai binari…

Vi chiederete il motivo di questo titolo… è un pò così che ci sentiamo in questi giorni… potrei dire addirittura fuori dal mondo! Diciamo che siamo tornati qui a Civitella pieni di entusiasmo come è nella nostra natura ma alcuni episodi ci hanno messi un pò alla prova.

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Siamo alla ricerca di un posto dove vivere in quest’anno di prova… non abbiamo grandi pretese, siamo abituati ad adattarci e ci stiamo proponendo anche di tenere in ordine case che i proprietari non riescono a curare per ragioni di tempo o di lontananza… ma stiamo facendo una gran fatica. Non perché le case non ci siano, anzi qui è pieno di case vuote…ma a causa di come siamo… Intanto devo dire che in questi giorni ci sentiamo quasi stranieri e in più ci rendiamo conto che “l’abito fa il monaco”!

Chiaramente vivere in camper viaggiando è una cosa e vivere in un paesino in camper è un’altra. Viaggiando dai meno nell’occhio, le persone non fanno tanto caso al fatto che i bimbi non vanno a scuola, che hanno già dei piercing, che non siamo vestiti proprio alla moda, la gente ti vede come un turista e quindi non fa tanto caso ai tuoi atteggiamenti… Rientri nella categoria Turista e non sei preoccupante. Quando invece sei fermo in un posto e vivi in camper, è tutta un’altra storia… rientri nella categoria Personaggi Strani e chissà forse Pericolosi. Per raccontarvene una, lunedì scorso, avevamo deciso di vedere se trovavamo casa a Nazzano. Avevamo sostato in un parcheggio del paese dove tra l’altro era parcheggiato anche un altro camper e abbiamo fatto colazione (chiusi dentro il camper). Eravamo lì da una mezz’oretta, stavamo lavando denti e piatti, che ci bussano alla porta. Erano i Carabinieri. Ci hanno chiesto i documenti nostri e del camper, credo siano rimasti sorpresi di non aver trovato dei delinquenti visto che erano stati chiamati… Hanno chiesto come mai i bimbi non erano a scuola, dove abitavamo… abbiamo dovuto dimostrare in qualche modo di essere “normali”… si sono tranquillizzati scoprendo che stavamo cercando casa, che il camper era intestato al fratello di Max che è un loro collega… La sensazione non è stata per niente piacevole…

Oltre a quest’episodio, ci sono le porte chiuse perché abbiamo “troppi” bimbi, perché non abbiamo un lavoro regolare, perché viviamo in camper e siamo strani… Tutto questo è davvero poco giustificabile visto che Pina ci sta aiutando in tutti i modi e si propone anche come garante nell’eventuale affitto. Chiaramente non ci diamo per vinti, la ricerca continua… ma il nostro pensiero va a tutte quelle persone che non hanno nessun aiuto e che non possono “far finta” di essere normali!

 

Come viviamo o sopravviviamo in camper :-)

È ormai un mese che viviamo in camper e ora vi posso raccontare un pò come sta andando. Siamo partiti da Milano e ci troviamo ora a Sava (TA) per qualche giorno a casa dei genitori di Max…abbiamo fatto per ora circa 1500 km…

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Prima di tutto, devo dire che questa nuova vita ci piace un sacco! Siamo stretti, dobbiamo razionare l’acqua e l’energia ma, in realtà, è tutta una questione di abitudine. Ci sentiamo molto molto liberi! Ci svegliamo la mattina senza sveglia, ogni giorno in un posto diverso, ogni giorno con rumori diversi, ogni giorno con sensazioni diverse ma pieni di energia e di buon umore!

La colazione e la cena, per ora, le facciamo dentro “casa” visto che fa ancora freschino…questo significa che, per problemi di spazio, devono mangiare prima i bimbi e poi noi 😀

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Il pranzo invece lo riusciamo a fare tutti insieme sul nostro tavolo da giardino!

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La mattina, la prima mossa è smontare il nostro letto per poter far colazione!! Questo perché il nostro letto diventa il tavolo, quindi o si mangia o si dorme…noi perdiamo la nostra camera da letto durante il giorno!! Il letto sopra il posto di guida è delle 3 bimbe e il letto a castello è dei maschietti. Ognuno dei bimbi ha a disposizione una piccola valigia per tenerci le proprie cose…sotto una delle panche, c’è un vano che abbiamo riempito con una parte dei nostri libri (l’altra parte è rimasta per ora a casa del fratello di Max), ognuno ha deciso quali libri erano importanti adesso… Ognuno ha poi un piccolo vano per i propri vestiti… anche qui si sono dovute fare delle scelte perché lo spazio è contato e quello che ci sta, ci sta! Sotto il lavello e i fuochi, mi sono rimasti 2 armadietti in cui fare entrare tutto quello che riguarda la cucina, piatti bicchieri posate pentole…il minimo indispensabile… sembra difficile ma poi ci si rende conto che quello che serve veramente è proprio il minimo indispensabile!

Lavare i piatti e cucinare non è così difficile ma si deve imparare a fare tutto in pochissimo spazio e usando meno acqua possibile… Per chi non avesse esperienza di vita in camper, vorrei spiegare meglio questo concetto. Abbiamo un serbatoio dell’acqua che riempiamo nelle apposite aree di servizio per camper. L’acqua dopo essere stata utilizzata va a finire negli appositi contenitori, uno delle acque chiare e uno delle acque nere. Anche questi contenitori vanno svuotati nelle apposite aree. Tutto questo è un sottile equilibrio specialmente quando si viaggia con un budget limitato come il nostro. Molte aree di servizio sono gratuite ma molte altre sono a pagamento. Cerchiamo sempre di fare bene i conti per trovare l’area gratuita al momento giusto. Chiaramente, viaggiando in 7, abbiamo bisogno di caricare e scaricare al massimo ogni 2 giorni.

Il frigo è piccolo e quindi compriamo poco per volta…metà dello spazio è occupato dalla mia pasta madre!! Comunque sono felice perché sono già riuscita a rinfrescare più volte e a regalare a chi la  voleva.

In bagno, bisogna essere ben organizzati, o ti serve il water o ti serve il lavandino!! Il lavandino è a scomparsa ma se c’è, non ci si può sedere sul water 🙂 Comunque credevo sarebbe stato più difficile, specialmente per i piccoli, invece anche per questo è tutta una questione di abitudine. Per il bucato, per ora che ci muoviamo abbastanza, ci appoggiamo alle lavanderie a gettoni… essendo in 7, ogni 3-4 giorni tocca fare la sosta tecnica!

Che altro dire, sicuramente che tutto è più facile per noi quando c’è il sole e fa più caldino… abbiamo già tutti quanti fatto qualche giorno di febbre tosse e naso che cola…meno male è stato scaglionato e speriamo che basti!! Il ritorno in Europa è sempre così, già lo sapevamo, ma sicuramente tutto si complica vivendo in uno spazio così ristretto… Se c’è il sole ovviamente tutti hanno più spazio vitale visto che si può stare anche fuori!!

Per quanto riguarda Jatobà, il nostro camper, possiamo ritenerci fortunati! Ha 34 anni, fa fatica a fare le salite, non fa più di 70 – 80 km/ora ma ci siamo già super affezionati! Non ci poteva andare meglio!! La prossima settimana si riparte, dobbiamo farci un altro pò di Puglia, poi Matera e la Sicilia!

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I nostri giorni a Trieste

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Trieste….ci abbiamo passato solo due giorni perché gli appuntamenti sono tanti ma sono stati due giorni bellissimi… Trieste ci è rimasta nel cuore… Io ci ho vissuto ben 14 anni, dall’università in poi…. e Max ci ha vissuto 7 anni, quasi tutti con me 🙂

Lí, ci siamo incontrati, ci siamo innamorati, ci siamo sposati e sono nati i nostri primi 3 figli…quindi era davvero una meta importante!

Non si poteva vedere tutto e quindi abbiamo dovuto fare delle scelte, ci siamo fatti una bella passaggiata a Barcola fino al Castello di Miramare che abbiamo visitato. I bimbi sono stati bravissimi, hanno camminato più di 6 km tra l’andata e il ritorno! Poi abbiamo preso il trenino che dal centro arriva fino ad Opicina e abbiamo passeggiato sulla Napoleonica, una camminata bellissima che arriva fino a Prosecco…Un’altra passaggiata bella impegnativa ma che tutti hanno fatto con piacere. Tutto questo condito da una leggera bora!!

L’unica nota negativa è stato il momento della partenza…siccome ancora non vi ho detto niente sulla nostra vita nel camper, ve ne parlerò in un altro post ma devo ora essere sincera…non abbiamo nessuna esperienza!! Inoltre, non abbiamo incontrato la persona che ce l’ha venduto visto che è andato mio cognato a prendercelo a Macerata… quindi ci siamo persi le sue spiegazioni e molte cose le stiamo scoprendo giorno per giorno…poi, tutto sta succedendo molto in fretta per ora e non ci siamo messi molto d’impegno a capire bene ogni cosa…Ci sono delle cose da rispettare per riuscire a vivere bene in camper, una di queste è non consumare tutta l’energia delle batterie 😀 Per farvela breve, ci siamo cullati del fatto che le batterie si sarebbero ricaricate col fotovoltaico che c’è sul tetto del camper ma…non è stato così…o meglio la carica non bastava a riaccendere il motore per ripartire!! In quel momento ci siamo resi conto dell’importanza di fermarsi un attimo per imparare…abbiamo scoperto che nel camper non c’era una batteria da camper ma da macchina e quindi non abbastanza potente…alla fine, visti i progetti di viaggiare un bel tempo, abbiamo optato per comprare la batteria giusta…abbiamo investito un importo equivalente al budget di 5 giorni di viaggio 😦 ma recupereremo lavorando!!

I nostri primi giorni

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Ci credete che siamo arrivati già da una settimana? Noi non ci crediamo! Una settimana…passata in un secondo! Credo sia perché stiamo vivendo a mille…a partire dal viaggio…una vera avventura, 5 ore di ritardo, una fermata obbligata in albergo a Casablanca, tanti amici di “sventura”ma tutto bene quel che finisce bene, siamo arrivati sani e salvi, con tutte le nostre valigie piene di tutto quello che abbiamo deciso di tenere e la nostra chitarra. Abbiamo finalmente “incontrato” il nostro camper, comprato 1 mese fa grazie al preziosissimo aiuto di Toni, il fratello di Max, che è andato fino a Macerata a prenderlo…Abbiamo deciso di chiamarlo Jatobà, in ricordo di un albero bellissimo che abbiamo nel nostro terreno in Brasile.

Abbiamo passato qualche giorno a Senago a casa degli zii Toni e Fra, una rimpatriata in famiglia così bella che solo chi vive lontano dagli affetti può capire…pochi giorni ma perché sappiamo che ora sarà più facile vederci, ce ne siamo andati via senza lacrime perché tanto ci si rivede tra poco 🙂

Da Senago siamo partiti per Secugnago in provincia di Lodi, ad incontrare una famiglia di amici carissimi conosciuta qualche anno fa via internet, Elisa, Matteo e Linda. Siamo qui da ieri ma sembra di conoscerli da sempre…i nostri figli giocano come se fossero amici da una vita, tante emozioni, tante chiacchiere, tante idee in comune… Oggi siamo andati a visitare il Museo del Lavoro Povero e della Civiltà Contadina a Livraga, un tuffo nel passato e nelle nostre origini. Bellissimo, la visita era condotta da un vecchietto davvero simpatico, pieno di ricordi della sua infanzia…L’entrata al museo era gratuita e in cambio di un’offerta abbiamo ricevuto 7 libri…un vero tesoro!

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Quando tutto s’incastra

DSC_7418Eccoci qui! Manca una settimana….e siamo agli sgoccioli! Molte cose si sono risolte, anzi quasi tutto!! Abbiamo venduto la nostra amatissima Kombi…meno male ad una coppia troppo carina, rimane in famiglia visto che sono di origine italiana (Alessandro e Tatiana), affitteranno la nostra casa, andranno avanti con il nostro lavoro anche loro grazie all’aiuto di volontari e si prenderanno cura di Viola, la nostra cagnolina, di Luna, la nostra gattina e dei suoi due cuccioli, e delle nostre 3 pecore Gaston, Charlotte e la loro cucciola Véronique!! Abbiamo fatto un bazar per cercare di recuperare qualche soldino vendendo alcuni mobili, vestiti, giochi e cose di casa….Abbiamo scambiato un materasso e una lampada per altre 2 valigie… I bimbi stanno lavorando un sacco facendo artigianato da vendere per dare una mano a questo viaggio…Un caro amico, Alexandre de Melo, ci ha fatto una maglietta a testa, sulla parte davanti la nostra Kombi e dietro il logo del nostro blog, direi che siamo proprio pronti 🙂

VIR

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