Vivere senza comodità

Ieri Mattia e Sofia hanno fatto un fuoco e hanno cucinato le prime zucchine del loro orto. Siamo qui da un mesetto e, partendo dai semi, stiamo già mangiando i nostri ortaggi! Ma non è di questo che vi volevo scrivere, vedendoli ieri sera grigliare le loro verdure, mi è tornata alla mente un’esperienza tosta che abbiamo fatto 4 anni fa in Brasile e che è una parte importante del percorso che ci ha portati a vivere come viviamo oggi.

Quattro anni fa abitavamo ancora a Natal nel Nordest del Brasile ma eravamo alla ricerca di una comunità a cui aggregarci soprattutto per riuscire a produrre il nostro cibo. Facevamo già l’orto, alcune cose le compravamo dai contadini vicino a casa ma non ci bastava più. Il problema cibo per noi era veramente grande, era troppo difficile comprare veri alimenti! Una sera, scrissi su google ecovilas no Brasil… e la prima cosa che mi apparse fu São Thomé das Letras che è il posto dove ci saremmo poi trasferiti. Un ragazzo, Cássio, cercava altre persone per creare un ecovillaggio. Gli scrissi e ci trovammo molto in sintonia. Il suo percorso era diverso dal nostro ma avevamo moltissime cose in comune, lui era di São Paulo, anche lui laureato, spinto dalla famiglia ad una vita lontana dalle sue aspirazioni. Aveva passato 5 anni in Giappone a fare una vita stressantissima e aveva deciso di dire basta. Aveva comprato un terreno in cui piantava in vista di creare una foresta alimentare, aveva scavato varie vasche in cui raccogliere l’acqua piovana e credevo ci vivesse con moglie e figlio. Anche se distava 2800 km da Natal, decidemmo di andarli a trovare per vedere se ci piaceva la zona.

Se ci leggete da un pò avrete già capito che le nostre decisioni sono spesso colpi di testa! Cássio era abituato ad accogliere volontari, è grazie a lui che abbiamo conosciuto workaway, e ci disse che potevamo appoggiarci da lui, nel suo terreno, bastava che avessimo le tende. Così tempo di organizzare il nostro lavoro (ancora era aperto il nostro negozio in Bahia e producevamo marmellate, liquori e sali aromatizzati), di comprare qualche coperta visto che era giugno cioè inverno e le notti potevano essere freddine, facemmo i bagagli e partimmo. Il viaggio durò 3 giorni e dormimmo in tenda lungo la strada. Fu un’avventura ma la vera avventura iniziò in realtà arrivati a São Thomé!

Scoprimmo che Cássio e famiglia abitavano in paese e non in quel terreno. Dalle foto che avevo visto c’erano costruzioni ma erano in paglia e bambù, non erano abitazioni. Non mi era proprio passato per la mente di chiedergli se ci viveva perché per me era ovvio! In quel terreno, non c’era luce, non c’era acqua corrente e il bagno secco era in costruzione! Appena lo scoprii, rimasi senza parole… Dopo 3 giorni di viaggio, con la nostra cagnolina a seguito, avevamo tutti un gran bisogno di una bella doccia. Erano le 5 di pomeriggio, il sole stava già calando, il freddo della notte stava già arrivando (nel periodo invernale in quella zona, le giornate sono calde ma di notte si arriva anche a 5°) e avevamo le due tende da montare prima che facesse buio. Cássio ci mostrò dove erano le 2 pentole, i 3 piatti e le poche posate, dove fare il fuoco per cucinare, come filtrare l’acqua del ruscello per poterla bere e dove erano le zappe da usare per andare in bagno 😀 Massimo che è la mia tranquillità mi disse “accampiamoci, riposiamoci e poi decidiamo cosa fare!” Effettivamente era la cosa più sensata in quel momento.

Appena se ne andò Cássio, ci organizzammo. Accendemmo il fuoco per avere luce e calore e scendemmo al ruscello a riempire dei secchi per poterci lavare. Montammo le due tende e passammo la nostra prima serata into the wild. Alla fine ci rimanemmo quasi un mese, lavandoci nel ruscello o nei secchi, facendoci anche il bucato ovviamente tutto con sapone naturale, senza connessione, con il paese lontano 14 km di strada sterrata… e l’unico brutto ricordo che abbiamo è il freddo che abbiamo patito le prime notti. Arrivando dal Nordest del Brasile, non avevamo i vestiti adeguati alle temperature notturne di São Thomé. Le coperte che avevamo comprato erano davvero molto sottili. Ma questo problema si risolse in fretta perché trovammo un negozietto che vendeva vestiti di seconda mano e comprammo qualche maglione per ciascuno!

Qui di seguito vi posto alcune foto di allora, Tommi ancora non era il nostro fotografo e quindi non sono di qualità. Ma sono bellissimi ricordi di un’esperienza che consiglierei a tutti. Provare a vivere senza comodità… spesso ci lamentiamo perché ci manca questo o ci manca quello. In Brasile moltissima gente vive così per tutta la vita. Noi ne abbiamo conosciuti tanti, gente che non ha la corrente, gente che non si potrà mai permettere un frigo o una lavatrice, ma anche un letto. Non ci rendiamo conto che anche chi ha poco in Occidente ha moltissimo rispetto al resto del mondo. Così ora, riusciamo ad apprezzare tutto quello che abbiamo. Sono tanti anni che abbiamo iniziato a ridurre i nostri bisogni e le nostre cose ma quell’esperienza ha dato una bella accelerata questo nostro percorso!

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A spasso per l’Italia in inverno!

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Siamo appena tornati dopo un mese a spasso tra nord e centro Italia. Questi giorni sono stati ricchi di nuovi incontri ma purtroppo abbiamo dovuto rientrare prima a causa di un’infiltrazione e… della rottura del serbatoio dell’acqua potabile. Non abbiamo mai dovuto investire molto sul nostro camper nonostante i suoi 36 anni di età quindi non possiamo proprio lamentarci. Ci è solo dispiaciuto non riuscire a completare il giro che pensavamo di fare, niente Trento e Trieste ma è solo rimandato. In questi giorni, Max sta sistemando i “disastri”, a dir la verità già dopo qualche giorno di lavoro Jatobá sembra ringiovanito!! Siccome l’acqua del serbatoio lesionato è fuoriuscita, ha rovinato il laminato che c’era sul pavimento. L’abbiamo già tolto tutto e lo sta rimettendo. Il serbatoio è già ordinato e la prossima settimana dovrebbe arrivare. Qui le giornate sono davvero bellissime e questo sta aiutando molto. L’infiltrazione in bagno non era niente di grave e se avessimo trovato tempo più clemente avremmo potuto sistemarla anche in viaggio ma la rotture del serbatoio non si poteva affrontare senza tornare a casa. Essendo in 7 in un camper che non è tanto grande e avendo incontrato pioggia e neve negli ultimi giorni, abbiamo dovuto arrenderci!

Questi i lati negativi ma parliamo piuttosto delle bellissime persone che abbiamo conosciuto. La nostra prima tappa è stata a Zocca che si trova in provincia di Modena. Lì abbiamo incontrato una famiglia homeschooler che però preferisce mantenere l’anonimato. Dopo pochi giorni, ci siamo diretti verso un piccolo paese molto particolare. Lo chiamano il paese che muore: Civita di Bagnoregio. Si trova in provincia di Viterbo.

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Ci è piaciuto molto anche se ci siamo accontentati di vederlo da fuori visto che si deve pagare un biglietto per entrarci. Il nostro budget è sempre piuttosto risicato e dobbiamo cercare di contenere le spese. Da lì, abbiamo raggiunto Fiano Romano dove Tommi ha finalmente chiuso il suo trattamento dal dentista. Lui ha festeggiato e noi più di lui!! Siamo poi andati a trovare Lucio e Giulia, i nostri amici de La Casetta Gialla a Magliano Sabina.

La sera ci siamo rimessi in viaggio per andare a Nespolo, in provincia di Rieti, dove siamo andati a conoscere un ecovillaggio nato da poco ma che promette molto bene.

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Se avete voglia di curiosare, questo è il loro sito http://www.riserva-aurea.it/ Hanno bisogno di volontari quindi non esitate a contattarli per andare a dare una mano. Noi purtroppo siamo rimasti solo un giorno perché gli appuntamenti erano tanti ed era una tappa non prevista. Ci siamo però ripromessi di andarli a trovare di nuovo a primavera.

La tappa successiva, Accumoli,  è durata un pò di più, nei nostri programmi sarebbe dovuta durare un pomeriggio ma alla fine ci siamo fermati 5 giorni!

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Abbiamo incontrato una famiglia incredibile! Anche loro homeschoolers, sono Guido, Katia e i loro 4 figli Barbara, Roberto, Elisa e Sofia. L’intesa con loro è stata veramente fantastica. Per quasi un anno, dalle scosse del 24 agosto 2016, sono stati i soli residenti di Accumoli. Tutto era crollato, tutto era ed è zona rossa. Tutto tranne la loro casa, l’allevamento di carni biologiche “Alta Montagna Bio” https://altamontagnabio.wixsite.com/altamontagnabio e l’agriturismo.

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Così loro hanno resistito da soli e si sono rimboccati le maniche. I nostri 9 figli sono andati molto d’accordo, i nostri hanno aiutato i loro nei compiti giornalieri di nutrire maiali, galline, mucche e pecore, di mungere, di pulire la stalla, il gallinaio… Hanno fatto dolci e pizze tutti insieme.

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Il loro è un allevamento veramente sostenibile, sembra di tornare indietro nel tempo. Il fatto che noi non mangiassimo carne non è stato in nessun modo un problema, ci siamo rispettati a vicenda. Siccome sono alla ricerca anche loro di qualche famiglia gemella che gli possa dare una mano specialmente durante la bella stagione, abbiamo deciso che al nostro ritorno dal Brasile, andremo ad aiutarli. I bimbi nostri e i loro stanno già facendo il conto alla rovescia!

Lasciato Accumoli, ci siamo diretti verso Ascoli Piceno con l’intenzione di visitarla però Sofia non stava bene e quindi abbiamo visto davvero poco. A quel punto abbiamo deciso di spostarci sulla costa. Voglia di mare!! Siamo stati a Senigallia e a Riccione e abbiamo raccolto un sacco di conchiglie. A Senigallia, dove ci siamo fermati giusto per qualche ora e un pranzo sul lungo mare, abbiamo avuto la visita di una pattuglia di carabinieri. Dal modo in cui sono arrivati, è sembrato un blitz e non sono stati per niente gentili, immagino siano stati chiamati, come ci è successo altre volte. Peccato rendersi conto di quanto la gente giudichi dall’aspetto esteriore e non abbia voglia di andare oltre questo. Ma pazienza, racconto questi episodi solo nella speranza che le cose possano cambiare. A noi fanno rimanere male solamente per pochi attimi! Alla fine, ci rendiamo conto che chi vive male è proprio chi chiama le forze dell’ordine per qualunque cosa sia un pò fuori dalla routine…

Prima di raggiungere Conselice dove dovevamo trovarci con Silvia Tamburini che collabora col sito viaggiare con lentezza http://www.viaggiareconlentezza.com/, ci siamo fermati ad Imola per fare rifornimento e per passare la notte. La mattina dopo, ci siamo risvegliati con un messaggio sul cellulare di una coppia di fulltimers Irene e Alessandro che viaggiano con i loro 3 cani. Con loro eravamo in contatto già da un pò tramite facebook ma non ci conoscevamo personalmente. Il messaggio diceva che… erano parcheggiati proprio dietro di noi!! È stato molto bello davvero, un incontro così fortuito e così incredibile. Siamo stati davvero felici! Se vi va di seguirli ecco la loro pagina facebook https://www.facebook.com/Skylosintour/

Da lì, ci siamo diretti verso la casa di Silvia dove abbiamo conosciuto lei, Marco e il loro piccolo Umberto. È stata una giornata e una serata molto bella, nonostante le vite e i percorsi molto diversi, abbiamo scoperto di avere moltissime cose in comune. Durante la serata, Silvia ci ha fatto un’intervista che potete ascoltare qui https://www.facebook.com/viaggiareconlentezza/videos/1351368168301627/ Siamo sicuri che presto rivedremo anche loro lungo il nostro cammino.

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Il giorno dopo, siamo stati a Pianoro che si trova vicino a Bologna per conoscere un’altra famiglia molto speciale. Abbiamo incontrato Roberto, Maddalena, Sebastiano e il mitico Ermanno del blog http://www.inviaggioconermanno.it/

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Questo è stato un incontro molto emozionante perché anche con loro eravamo in contatto da un pò via web. Conoscersi di persona è ovviamente tutta un’altra cosa. Abbiamo approfittato per andare a conoscere la loro Scuola nel Bosco e per acquistare il loro film che racconta del loro incredibile viaggio in Canada. Vi consiglio veramente di vederlo perché ne vale la pena! Grazie a loro, abbiamo anche conosciuto Andrea, fulltimer da 4 anni, una persona veramente bellissima. Siamo stati vicini di “casa” per una notte, l’abbiamo invitato a pranzo il giorno dopo. Lui e Massimo però hanno dovuto mangiare nei posti anteriori del camper perché non ci stavamo tutti!! Lui lavora in una pasticceria ed è arrivato con un pandoro farcito che ha fatto impazzire tutti. Poi ci ha dato un sacco di consigli sul nostro camper, lui se ne intende. Ci ha anche cambiato le cinghie dell’alternatore e dei servizi… come avrebbe fatto un amico di lunga data… Quella mattina, avevamo avuto la visita della polizia di stato, sempre per controllare che non fossimo dei malviventi, ma dopo aver passato dei momenti come quelli che abbiamo passato, niente poteva rovinarci tutto il bello di questo mese!

 

 

 

 

 

Quando le differenze danno fastidio

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Nei giorni scorsi mi è arrivata questa mail:

“Buon giorno Virginie e Massimo,
non uso facebook per polemiche ideologiche quindi scrivo qui.
Non sono daccordo con alcune vostre scelte ma non cerco di infangarle sui social, mentre voi al contrario portate avanti un’opera  sistematica di “infangamento” di scelte e valori miei e altrui, peraltro adducendo motivazioni spesso credo oggettivamente false.
Qualsiasi ragazzino/a come le mie figlie e tutti quelli per i quali i genitori abbiano scelto una vita convenzionale, cioè sempre a scuola e  dimora stabile, ha tutto il tempo per imparare cose come la magia , la fotografia, la coltivazione di vegetali (cito quelle da voi riportate) e altro che interessi, mentre voi le avete presentate come  rese possibili dal non andare a scuola, l’abbinamento era chiaro già dalle prime righe.
Saper  riconoscere e utilizzare almeno 100 diverse specie di vegetali delle foreste, come fanno questi validissimi “sciamani”(perdonate il termine, almeno ci intendiamo) che citavate, è una cosa bellissima.
Se io o qualsiasi altra persona che vive come me volesse diventare come lui, spostandosi ad abitare nella foresta, penso che in circa un anno potrebbe arrivare a una accettabile competenza di queste 100 erbe.
E invece non vale in contrario, se lo sciamano  volesse diventare insegnante di liceo non potrà mai, perchè il suo percorso di vita non lo rende libero, e di questo a mio avviso bisogna tenere conto prima di idealizzare le vite altrui sui social.
Così come un ragazzino che non va a scuola, come può decidere se da grande vuole fare il giudice, l’ingegnere, il parrucchiere, il farmacista, il meccanico, il dentista o qualsiasi altra professione avendo solo l’esperienza proposta dai genitori?
Avete scritto che alcuni giorni fa i ragazzi erano cupi per l’inizio della scuola, ma avete provato a chiedere loro se preferissero non andarci mai come i vostri figli?
Io l’ho fatto, e sia le mie figlie sia tutti, ma proprio tutti quelli a cui ne ho parlato mi hanno risposto che sebbene non sia il massimo alzarsi alle 6.30-7 tutte le mattine e dover studiare, sono ben contenti che i genitori abbiamo scelto di mandarli a scuola.
I miei alunni che arrivano da esperienze come le vostre e ora sono a scuola non manifestano la minima intenzione di tornare alla vecchia dimensione.
Ma non l’ho scritto su facebook.
Stamattina poi mi è passato sotto gli occhi un post che parlava di scuola e obbedienza in una modalità che non mi sembra adeguata e su cui lascio perdere
Concludo con mie opinioni:                                                                                                       Credo non pensate che un giro di Dante, ossidoriduzioni, perifrastica passiva, elettromagnetismo possa giovare a un ragazzino ben al di là dei contenuti, io credo di sì, e tanto, .
Ne resta di tempo per fare fotografie e stare in famiglia, credetemi.
Credo che giovi molto anche stare  infinite ore e giorni immersi in mezzo ai coetanei.
Provate a proporre ai vostri figli di andare a scuola un anno, poi sceglieranno.
Credo scriverei tutto questo anche se non fossi insegnante.
Grazie per l’attenzione.
Con affetto”

La persona che ci ha scritto queste parole è un’insegnante, una persona che ci conosce bene, tempo fa aveva anche organizzato una conferenza per condividere il nostro modo di vivere, sa bene il percorso che abbiamo fatto, il perché di molte nostre scelte, sa che in Brasile i nostri figli sono andati a scuola e che ad un certo punto, decidendo con loro perché ascoltiamo anche le loro opinioni, abbiamo optato per l’educazione parentale. Educazione parentale poi significa appoggiare gli interessi dei propri figli ma anche accendere lampadine nelle loro teste, spingerli a leggere, a scrivere, a riflettere su quello che leggono e a farsi un’opinione propria. Chi ci ha scritto questa mail ha anche organizzato un incontro qui da noi in cui domani insegneremo ad un gruppo di persone ad impastare con pasta madre, perché crediamo in quello che facciamo, crediamo che sia importante condividere, che sia importante prendere tempo per gli altri. Con l’occasione, potevamo benissimo parlare di persona, potevamo confrontarci, invece ha preferito scrivere.

Sono andata a rileggere i vari post sulla nostra pagina per scoprire in che modo io possa aver infangato le idee altrui. Il nostro blog e la nostra pagina sono uno spazio in cui raccontiamo le nostre esperienze e i nostri viaggi. Ogni tanto condivido anche post e pensieri presi in altre pagine, ovviamente di persone che la pensano come noi, proprio perché siamo in pochi e spesso veniamo aggrediti, fa piacere trovare appoggio, la rete è anche questo, si trovano persone simili. Non ho mai scritto che il nostro modo di vivere sia quello giusto e non pensiamo assolutamente di essere superiori ad altri. Anzi, abbiamo dubbi tutti i giorni, ci poniamo domande sempre, il nostro lungo percorso è interamente fatto di dubbi e paure, come credo sia quello di tutti i genitori! Il nostro blog è solo il racconto di una storia, la nostra. Perché il nostro modo di vivere e di pensare offende chi la pensa diversamente? Perché molte persone che seguono un percorso più “normale” si devono sentire in diritto di giudicare chi ne fa uno diverso? Io non mi sento offesa da chi manda i figli a scuola perché è semplicemente la loro scelta e so che anche loro, come noi, avranno pensato al percorso migliore per i propri figli.

Ognuno di noi ha un’esperienza diversa, io e Max siamo stati super scolarizzati, abbiamo fatto una vita più che normale per molti anni, abbiamo seguito la strada che avevano tracciato per noi pensando che non ci fosse alternativa, siamo andati avanti senza riflettere molto. Poi però un pò alla volta abbiamo capito che c’era qualcosa che non andava, qualcosa ci “disturbava”… abbiamo fatto un lungo percorso fatto di tanti momenti difficili per uscire da questa vita “normale” che per noi era una gabbia, l’abbiamo fatto per gradi proprio perché avevamo dei figli e non volevamo che le nostre scelte li condizionassero. Poi, piano piano, la paura è diminuita, i nostri figli nel frattempo sono cresciuti e ascoltandoli abbiamo capito che erano felici e che l’essere diversi poteva essere una ricchezza. Oggi crediamo, ma è sempre una nostra opinione, che rientrare nella “normalità” non sia più difficile che uscirne. Tutti fanno fatica, avere sempre il sorriso sulle labbra ed essere positivo ed ottimista non significa non aver sofferto, non avere dubbi e paure.

Sono molte le famiglie che ci contattano per saperne di più, per trovare appoggio, per capire come cambiare anche se si hanno dei figli ed è per questo che voglio continuare a scrivere, perché anche noi abbiamo avuto bisogno di leggere storie di altri per trovare il coraggio di essere noi stessi, di trovare la notra via e la nostra felicità. Anche questo è condivisione e ci credo molto, sto cercando di trovare il tempo per scrivere tutta la nostra storia, non per offendere chi la pensa in modo diverso ma per dar coraggio a chi si sente in gabbia ❤

Famiglie gemelle

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Questo mese abbiamo accolto a casa nostra delle persone fantastiche, una “famiglia gemella”. Céline, Vincent, Louise e Owen arrivano dalla Bretagna, hanno venduto la loro casa, mollato i propri lavori e comprato un camper. Si sono messi in viaggio due mesi fa e sono partiti, senza mete precise e senza limiti di tempo. Ci hanno contattati tramite workaway e per ora è grazie a questo canale che stanno cercando altri posti dove fermarsi lungo il loro viaggio. Ci siamo trovati davvero molto in sintonia con loro, fa bene trovare altre persone così simili, fa bene poter parlare liberamente e non dover sempre giustificare le proprie scelte.

È già un pò di tempo che stiamo pensando di ripartire in camper, anche se per ora dobbiamo pensare a mettere da parte un pò di soldi per poterlo fare, ma l’incontro con loro ha fatto tornare a galla tante sensazioni, quella più forte è quella di libertà che ti dà la vita “on the road”. Quelle sensazioni mancano a tutti noi, ci piacerebbe molto poter lasciare una “base” qui visto che ci stiamo trovando bene, riusciamo a vivere molto di baratto, abbiamo incontrato varie persone con cui ci troviamo bene, i bimbi hanno fatto amicizia con vari bimbi e ragazzi. Abbiamo anche accumulato tante cose in questi mesi e ci piacerebbe non dover lasciare tutto di nuovo. Vorremmo fare l’orto, marmellate e conserve durante i mesi estivi e viaggiare durante i mesi invernali.

Prima che loro arrivassero, proprio in vista di ripartire, Max aveva ridipinto tutta la parte interna del nostro camper, aveva anche sistemato un pò di cose, tipo mettere delle mensole in un armadio e pulire i vari tubi dell’acqua. Con Vincent poi abbiamo sistemato tutta la parte elettrica visto che lui se ne intende più di noi e abbiamo fatto ripartire il frigo che dava problemi. L’anno prossimo abbiamo intenzione di rimetterci in viaggio verso Francia, Spagna, Portogallo e Marocco e direi che siamo quasi pronti!

Con Céline abbiamo ballato, lei è insegnante di danza contemporanea. Avendo poi portato con sé la macchina da cucire, ha insegnato ad Alice a fare borse con vecchi tessuti e altre cose riciclate, bottoni, perline. Una borsa l’ho ricevuta io, fatta con un tessuto che mi portavo dietro da Natal in Brasile e che avevo ricevuto da una coppia di colombiani in viaggio anche loro a tempo indeterminato, e Alice se l’è fatta per sé con un vecchio jeans.

Oltre a questo abbiamo passeggiato, scambiato libri, giocato con il diabolo, fatto equilibrismo sulla loro slackline, raccolto funghi e castagne, cucinato tutti insieme, hanno assaggiato piatti italiani e ci hanno fatto assaggiare prodotti della loro terra, il sidro e le crêpes fatte con farina di grano saraceno. Sono stati giorni molto arricchenti, i nostri bimbi hanno imparato un sacco cose e hanno praticato il francese.

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Ora loro sono ripartiti ma siamo sicuri che prima o poi ci si rivedrà, dovremo solo fare incrociare da qualche parte le strade dei nostri camper ❤

 

Noi non torniamo a scuola!

© Ezyê Moleda, all rights reserved_Singular Escape_Creative Solutions_Family seven on the road-3797

Si sente nell’aria… tutto sa di scuola, anche se non vai in città, anche se non vai nei supermercati, anche se non hai la televisione e quindi non vedi la pubblicità! Le persone non parlano d’altro, i bambini diventano meno allegri per non dire più cupi, molti genitori stanno per tirare un sospiro di sollievo perché la scuola gli toglie un bel pensiero. A me i primi giorni di scuola hanno sempre messo molta tristezza, sia da bambina che da mamma. Non che i giorni successivi fossero da meno ma forse poi mi facevo prendere dal tran tran e diventava più sopportabile. Ma perché sopportare? Sono ormai più di 3 anni che i nostri bimbi hanno smesso di frequentare la scuola e, anche se l’hanno frequentata in Brasile dove tutto è più blando, ci ricordiamo bene del sapore che ha il ritorno nelle aule. Le corse degli ultimi giorni per comprare quello che serve, e ancora lì ci si salvava visto che non serviva comprare né i libri, né l’uniforme, né i buoni pasto e nemmeno le cose che reputavi inutili! I bambini non cambiavano certo zaino ogni anno e nessuno ti spingeva a seguire la moda o a comprare a vanvera. Le maeste le chiamavano “zia”, non erano costretti a stare seduti sempre, facevano pochissimi compiti e non c’erano interrogazioni, le lezioni duravano solo 4 ore,  quindi gli rimaneva molto tempo per pensare, per giocare, per andare al mare, per leggere, per stare con noi e anche, perché no, per non fare niente. Anche così la scuola ci stava stretta! Abbiamo provato anche le terribili 8 ore al giorno ma solo con l’asilo in Toscana per i 3 più grandi e la prima elementare di Tommi, ce lo ricordiamo bene ed è una delle ragioni che ci ha fatto decidere di partire per il Brasile. Così come la scelta di fare educazione parentale, ci ha fatto pensare che in fondo potevamo anche tornare qui.

Comunque da settembre in poi anche la nostra vita inevitabilmente cambia perché inizieranno a vedere poco o niente i loro amici, gli altri bambini e ragazzi avranno davvero poco tempo! Quindi anche in casa nostra si ricomincerà a studiare di più. Ovviamente, chi studia a casa studia sempre, non stacca per l’estate ma visto che avranno molte meno occasioni per uscire con gli amici e noi avremo meno da fare con gli orti, si riprenderanno varie attività che erano rimaste in sospeso. Oltre a questo torneremo a viaggiare, ci piace farlo fuori stagione e fare homeschooling è anche questo, viaggiare quando ti pare e piace. Dà moltissima libertà, che magari tanti non vorrebbero perché preferiscono un percorso più “normale” per i propri figli, ma a cui noi speriamo di non dover rinunciare mai!

Unschooling e volontariato, parte seconda

Vi ricordate il mio post dello scorso maggio? Pensate, Marcos è ancora qui da noi e da un paio di settimane ci ha raggiunti anche Ezyê, la sua compagna. Vivere con loro è un’esperienza incredibile! Stiamo imparando tantissime cose, anche Zy è piena di vita, di entusiasmo e di energia. Ognuno dei bimbi ha avuto la possibilità di passare qualche ora con lei per imparare a fare foto, lei è una fotografa professionista, ha lavorato per il giornale più importante di São Paulo e per molte ditte importanti, quindi questo è davvero un grandissimo privilegio. Se volete dare un’occhiata al suo lavoro, entrate nella loro pagina facebook Singular Escape e potrete rendervi conto del talento che ha https://www.facebook.com/singularescape/. Tutte le foto di questo post, a parte le prime due, sono sue.

Il grande appassionato rimane sempre Tommaso ed è lui che passa più tempo con lei assorbendo tutto quello che può ma anche gli altri stanno imparando molto. In questi ultimi giorni, stanno facendo foto della Via Lattea e foto notturne con la tecnica del light painting. Ecco due foto che Tommaso ha fatto col suo aiuto:

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Alice sta imparando a fotografare le sue creazioni e Marcos la aiuterà a vendere quello che fa su internet.

Con entrambi stiamo anche facendo lezioni di circo e di meditazione.

Zy aiuta le bimbe a fare dolci, sta tagliando i capelli a tutti e con l’occasione stiamo imparando anche noi a tagliare i capelli. Questo, grazie a lei, è un altro bel traguardo verso l’autosufficienza.

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Ci stiamo divertendo davvero molto, siamo andati a Pettenasco, sul Lago d’Orta, insieme a loro, noi abbiamo dormito in camper e loro in tenda… È stata una giornata bellissima e presto faremo qualche altra gita, stiamo solo aspettando che passi il ferragosto visto che non ci piace la ressa.

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Insomma, per concludere, quest’esperienza di vita comunitaria è una delle più forti e arricchenti che abbiamo vissuto, Marcos e Ezyê non stanno facendo parte della nostra famiglia solo per questi mesi, ne faranno parte per sempre e sono sicura che stanno lasciando un segno indelebile nelle vite dei nostri figli… Non stanno semplicemente insegnando, stanno dimostrando col loro esempio che “volere è potere”! ❤

Noi e Captain Fantastic!

In questo periodo sono state varie le persone che ci hanno detto che la nostra famiglia assomiglia un pò a quella del film Captain Fantastic 😀 Ci siamo incuriositi e abbiamo visto il film.

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Devo dire che non ci è piaciuto così tanto, l’abbiamo trovato molto caricaturale, troppo estremo e la ciliegina è che finisce male! Cioè, per noi finisce male… fare tutta questa vita alternativa per poi decidere di trasformare Steve, il loro autobus, in gallinaio e rimandare i figli a scuola non è una bella fine… Fa capire come il lieto fine debba essere per forza un ritorno verso la “normalità”. Ovviamente è il nostro parere, perché in realtà non esiste la cosa giusta da fare, esistono momenti, ed esistono scelte. La cosa interessante è che ci ha fatto riflettere… su come la gente ci vede, sul nostro percorso, su quello che stiamo facendo.

Siamo anche noi piuttosto estremi per tanti versi ma non vorremmo mai fare una vita isolata come quella dei protagonisti del film. Nella nostra ultima casa in Brasile, eravamo abbastanza isolati, per arrivarci dovevamo fare 13 km di strada sterrata e il paese più vicino, São Thomé das Letras, era davvero piccolino. Ci siamo stati bene, avevamo sempre gente a casa visto che accoglievamo volontari, ma l’isolamento è stato una delle ragioni che ci ha spinti a fare questo viaggio. Vogliamo sì vivere fuori dal sistema ma vogliamo anche che i nostri figli ci possano rientrare, se lo vorranno, senza troppi traumi. Varie persone, in modo particolare familiari, trovano che stiamo condizionando il loro fututo. Ovviamente è vero, ne siamo coscienti ma mi chiedo… quale genitore non lo fa? Anche chi decide di educare i propri figli ben ancorati sui binari del sistema fa una scelta precisa che li condizionerà. Io e Max per esempio abbiamo fatto una gran fatica a scrollarci di dosso tutta questa “normalità”, il nostro è stato un lungo percorso perché siamo stati anche noi condizionati. Nessuno ci chiedeva di ragionare, di pensare a quello che ci piaceva, a quello che avremmo voluto fare, nessuno ci ha insegnato a dubitare… Chi decide di crescere i propri figli unschoolers fa la scelta di accompagnarli, di guidarli ma lasciando che seguano le proprie aspirazioni e che si facciano la propria opinione su qualunque cosa. È chiaro che c’è la nostra impronta ma sanno che su molti argomenti le opinioni possono essere varie e che non è detto che loro debbano condividere la nostra. Gli insegnamo l’importanza del senso critico.

Per quanto riguarda la voce alimentazione, devo dire che anche per noi spesso risulta essere causa di isolamento… Intanto le tue scelte alimentari ti costringono a metterti addosso un’etichetta. La nostra etichetta poi è pure complicata perché siamo fondamentalmente vegetariani ma i prodotti di origine animale che mangiamo non li compriamo ovunque. Il latte è solo vegetale, le uova solo di galline felici di persone che conosciamo, il formaggio solo di piccole realtà che lavorano nel rispetto degli animali e dell’ambiente. Compriamo pochissimo al supermercato e in questo modo produciamo pochissima spazzatura. Compriamo locale e bio. Insomma, in realtà tutto questo dovrebbe essere un atteggiamento “normale”… rispetti il tuo corpo, rispetti le persone boicottando le multinazionali, rispetti gli animali, rispetti l’ambiente… ma la realtà non è questa… va a finire che sei strano, che palle ma alla fine cosa mangi? E soprattutto condizioni i tuoi figli!! Ma anche qui mi chiedo… chi fa mangiare qualunque cosa ai propri figli non fa una scelta precisa? Chi fa diventare i figli obesi e li riempie di cibo spazzatura non li condiziona? La gente pensa che fare una scelta come la nostra significhi privarli di qualcosa… Noi non proibiamo ai nostri figli di mangiare determinati alimenti, loro sono liberi, solo che non li compriamo. E la cosa più importante è che gli spieghiamo le ragioni delle nostre scelte. Ai nostri figli abbiamo spiegato l’importanza di avere coscienza di quello che si mangia, che la fame nel mondo, la deforestazione e i cambiamenti climatici sono conseguenze delle nostre scelte. Ma volendo considerare anche solo il lato della propria salute, perché è così normale spiegare a un bambino che deve stare attento quando attraversa la strada ed è considerato da estremisti insegnargli che non deve ingerire qualunque cosa? Ho già detto più volte che mi piacerebbe fare un esperimento…. vorrei, in un luogo pubblico, dare da bere coca-cola e da mangiare un sacchetto di patatine a Sally, la nostra cagnolona, e vedere la reazione delle persone…. Sono sicurissima che più di qualcuno avrebbe da ridire… vedere però una mamma che dà patatine e coca-cola ai figli è “normale”, non dà nell’occhio…

Per il resto, non ci facciamo i vestiti in pelli di animali come nel film ma ci vestiamo di seconda mano… I nostri vestiti, i nostri mobili, i giochi, le biciclette, tutto quello che ci serve sono cose che altri non vogliono più… E vi assicuro che non ci manca niente, anzi, spesso abbiamo troppo e dobbiamo cercare altre persone che possano approfittare di tutta questa montagna di cose superflue che le persone comprano.

Ecco, per concludere, la nostra sfida è vivere a modo nostro, fuori dal sistema ma senza dover vivere isolati… Far capire alla gente che le nostre scelte sono scelte di rispetto. Quello che ci rende davvero felici è vedere quanto sia più semplice per i nostri figli farsi vedere per quello che sono, non si vergognano… quando abbiamo iniziato questo percorso, sapevamo quello che volevamo ma spesso nascondevamo la nostra vera natura, non sempre avevamo il coraggio di farci conoscere per quello che sentivamo dentro… Avevamo anche tanta paura di come le nostre scelte avrebbero influenzato la vita dei nostri figli. Ma oggi, vedendoli crescere non abbiamo più paura. Sono forti e sono proprio loro ad averci insegnato a non aver paura!

L’importanza di sapersi arrangiare

Sono successe talmente tante cose che sarà difficile raccontare tutto!!

Prima di raccontare però, volevo rispondere alle varie persone che ci hanno chiesto o si sono chieste perché abbiamo deciso di fermarci… “Ma come, progettare un viaggione del genere per poi fermarsi già?? E per di più in Italia!!! Tutti vorrebbero scappare e voi che ce l’avete fatta in Brasile tornate QUI????” Non è facile rispondere in due parole…non è facile spiegare… Il percorso è lungo ed è difficile da riassumere ma ci provo… È vero, ci siamo dati da fare e in Brasile stavamo bene, potevamo vivere bene solo con l’affitto del nostro negozio di Praia do Forte (beh…per inciso devo dire che siamo una famiglia che si accontenta….il modo in cui viviamo probabilmente sarebbe inaccettabile per molti!) Non siamo ricchi, non lo siamo mai stati ma i soldi che abbiamo dovuto investire in Brasile per poter ricevere il visto di permanenza (circa 45 000 euro all’epoca che erano il ricavato della vendita della nostra casa in Toscana) li avevamo investiti bene… un colpo di fortuna, abbiamo comprato un negozio in una zona che poi si è sviluppata bene in una cittadina molto “alla moda” vicino a Salvador. Per vari anni, è stato il nostro negozio, si chiamava Paraíso dos Gulosos http://paraiso-dos-gulosos.blogspot.it/p/quem-somos.html, vendevamo prodotti naturali, marmellate e sali aromatizzati fatti da me, liquori fatti da Max… Poi per varie ragioni, soprattutto la lontananza visto che non abitavamo più a Praia do Forte, abbiamo deciso di chiudere, vivere dell’affitto e produrci il nostro cibo…. cosa che abbiamo fatto nel nostro terreno fino alla decisione di questo viaggio. L’idea di tornare in Europa, l’avevo già spiegato all’inizio, nasce dal fatto che in Brasile l’educazione parentale non è ancora regolamentata. I vari traslochi che abbiamo fatto lì, l’ultimo di 2800 km, sono stati fatti soprattutto per cercare una situazione scolastica il più accettabile possibile. A questo aggiungi che alcuni affetti ci mancavano, che, dopo 7 anni di vita lì, molte cose del quotidiano ci mancavano, prima tra tutte il cibo ma non spaghetti pomodoro e parmiggiano, il cibo bio alla portata di tutti, i prodotti semplici e genuini, un sapone naturale senza spendere una fortuna o doverselo fare da sé, la cultura è molto diversa e probabilmente solo chi è stato un giorno immigrato può capire questo stato d’animo. Detto tutto questo, siamo una famiglia numerosa e siamo abituati a cambiare e a viaggiare. Non siamo solo io e Max a decidere… Nonostante i bimbi siano cresciuti in Brasile, sempre in realtà assolutamente brasiliane, si sono sempre sentiti più italiani… Avevano bisogno di una pausa, avevano voglia di stabilità, avevano voglia di mettere radici in Italia e a tutti era piaciuta questa cittadina… Non ci serviva altro… e abbiamo deciso di provarci qui!

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la vista da casa nostra

Come avevo già scritto, dopo molte difficoltà, abbiamo trovato chi si è fidato, chi non ha avuto paura e ci ha affittato casa. La casa in questione è una villetta con un pò di terra, l’ultima del paese e, come promesso ai bimbi, possono andare in centro a piedi! Era vuota da almeno 10 anni e quindi ecco spiegato il titolo del post 😀 Abbiamo chiesto al proprietario di tenerci l’affitto basso e, in cambio, avremmo sistemato tutto quello che era da sistemare… per lui era un bene, per noi, col senno di poi, era un rischio!! Meno male 7 anni in Brasile ci hanno insegnato tantissimo. Max ha imparato a fare l’elettricista, l’idraulico, il carpentiere… E quindi ha sistemato tutte le prese, gli interrutori e i punti luce, ha sistemato l’INTERO impíanto idraulico visto che quando tiravamo l’acqua, hum… una parte finiva in vasca da bagno e il resto gocciolava in garage. Meno male, abbiamo dei vicini d’oro, ci aiutano e ci hanno dato un bel pò di tubi che non abbiamo dovuto comprare.

Oltre a tutto questo, abbiamo arredato casa completamente di seconda mano! L’unica cosa che abbiamo comprata nuova è stato lo scaldabagno che Max installerà nei prossimi giorni. Vari mobili li abbiamo ricevuti cercando sui vari gruppi Te lo regalo se te lo vieni a prendere. Altre cose le abbiamo comprate su subito.it. Max e Tommaso hanno smontato una cucina a Roma e l’hanno rimontata a casa nostra. Siamo stati come le trottole in giro per Roma per recuperare vari letti, armadi e divani. Morale, la casa è davvero carina, i bimbi hanno ognuno un letto a soppalco per avere il proprio spazio sotto, abbiamo divani sufficienti per la nostra grande famiglia, io ho una signora cucina con un sacco di spazio e fuochi, forno e frigo, nemmeno sembra vero!! Per tutto questo, cioè per arredare interamente casa, abbiamo speso poco più di 800 euro! A questo dobbiamo però aggiungere un giorno di noleggio di un furgone perché, mentre i letti e i vari armadi smontati siamo riusciti a trasportarli grazie al camper (in due volte, tutti insieme come le sardine!!), per la cucina e i divani non abbiamo avuto altra scelta.

Una cosa che ancora ci manca è la lavatrice ma aspettiamo di trovarla di seconda mano. Per ora sto utilizzando quella che stava in casa anche se non funziona bene e quindi lavo a mano per poi risciaquare in lavatrice facendola poi scaricare in un secchio visto che non scarica da sola. Non è il massimo della comodità ma a noi sembra bellissimo non aver più bisogno della lavanderia a gettoni!!

Ecco! L’importanza di sapersi arrangiare… ormai siamo veramente in grado di fare un sacco di cose!! Siamo felici di questo e anche i bimbi stanno imparando a fare un pò di tutto. Stiamo piantando un bel pò anche qui a casa… è vero, ci siamo fermati… ma il nostro camper è qui con noi… ora stiamo bene ma niente ci impedisce tra un pò di rimetterci in viaggio visto che l’affitto è di un anno. Ci vogliamo godere questi mesi sapendo che l’anno potrà prolungarsi se tutti staranno bene ma sapendo anche che saremo liberi di andare avanti se ne avremo voglia.

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tramonto sempre da casa nostra

Il quotidiano…

Sono 23 giorni che viviamo qui… ed è per questo che volevo raccontarvi un pò come sta andando. “Qui” non è ancora un posto ben definito visto che, ad oggi, non abbiamo trovato casa… cerchiamo di non dormire sempre nello stesso posto per evitare altre sorprese o chiamate ai carabinieri 🙂 Per scaricare le acque, andiamo sempre vicino a Fiano Romano dove c’è un campeggio attrezzato ed è lì anche che una volta a settimana passiamo una giornata per farci tutti una bella doccia calda! Sempre a Fiano Romano, c’è la “nostra” lavanderia a gettoni… ci siamo affezionati perché lasciamo il nostro bucato alla signora (ovviamente una montagna di bucato 😀 ) e lei ci dice l’ora in cui sarà pronto, lavato e asciugato, tutto questo per 10 euro. Per caricare l’acqua, ci fermiamo nelle varie fontanelle, qui ce ne sono un sacco. Insomma, possiamo dire che tutto questo ora è una parte del nostro quotidiano…

Tutte le volte che è possibile, passiamo le nostre giornate al terreno di Pina (alcuni giorni però li dobbiamo dedicare alla ricerca della casa in affitto, è diventato un vero e proprio lavoro!) Stiamo piantando tutto quello che ci è possibile, è un pò tardi per varie cose ma noi ce la stiamo mettendo tutta per poter raccogliere il più possibile… Abbiamo piantato moltissimi pomodori, piantine da semi antichi che Pina aveva già preparato, melanzane, zucche, patate, ocra, rucola, insalate, sesamo, peperoncino e tanti semi che ci siamo portati dal Brasile, ma vedremo che cosa ne verrà fuori. La nostra priorità, come anche quella di Pina, è chiaramente produrre il nostro cibo. Quindi si pianta per tutti noi ma anche per il suo negozio e si pianta in vista di fare conserve sempre per tutti noi e per il negozio… Poi nei progetti c’è di fare il gallinaio per avere uova, di risistemare il vecchio forno perché vorremmo rimetterlo in funzione per cucinare il pane e i biscotti, di piantare un agrumeto e altri alberi da frutto… Insomma tante cose, vorremmo anche rimetterci a fare marmellate… Vorremmo sistemare il terreno anche per poter organizzare corsi di panificazione. Mille idee in testa a noi, tremila in testa a Pina… Siamo felici!

Siamo felici anche perché con lei facciamo un vero e proprio scambio. Lavoriamo in cambio di generi alimentari… Tutto quello che lei ci porta, oltre a quello che il suo terreno già dà (nespole, ciliegie, zucchine, insalate, cipolle, aglio, bietola…) è biologico, sano, tutte le volte che può ci porta il suo preziosissimo pane fatto com semi di grano antico e pasta madre, i biscotti, vino vegano, olio, legumi… Tutti questi cibi per noi non hanno prezzo! Spesso la domenica stiamo tutti insieme, lei, Maurizio, le loro nipotine, quando hanno potuto sono venuti anche il loro figlio Matteo e la nuora Manuela. Un bellissimo appuntamento in cui si cucina tutti insieme, cose semplici, sul fuoco visto che non c’è ancora la cucina, bruschette, verdure saltate, lenticchie… si raccolgono un pò di ciliegie e il pranzo è fatto!

 

Come viviamo o sopravviviamo in camper :-)

È ormai un mese che viviamo in camper e ora vi posso raccontare un pò come sta andando. Siamo partiti da Milano e ci troviamo ora a Sava (TA) per qualche giorno a casa dei genitori di Max…abbiamo fatto per ora circa 1500 km…

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Prima di tutto, devo dire che questa nuova vita ci piace un sacco! Siamo stretti, dobbiamo razionare l’acqua e l’energia ma, in realtà, è tutta una questione di abitudine. Ci sentiamo molto molto liberi! Ci svegliamo la mattina senza sveglia, ogni giorno in un posto diverso, ogni giorno con rumori diversi, ogni giorno con sensazioni diverse ma pieni di energia e di buon umore!

La colazione e la cena, per ora, le facciamo dentro “casa” visto che fa ancora freschino…questo significa che, per problemi di spazio, devono mangiare prima i bimbi e poi noi 😀

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Il pranzo invece lo riusciamo a fare tutti insieme sul nostro tavolo da giardino!

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La mattina, la prima mossa è smontare il nostro letto per poter far colazione!! Questo perché il nostro letto diventa il tavolo, quindi o si mangia o si dorme…noi perdiamo la nostra camera da letto durante il giorno!! Il letto sopra il posto di guida è delle 3 bimbe e il letto a castello è dei maschietti. Ognuno dei bimbi ha a disposizione una piccola valigia per tenerci le proprie cose…sotto una delle panche, c’è un vano che abbiamo riempito con una parte dei nostri libri (l’altra parte è rimasta per ora a casa del fratello di Max), ognuno ha deciso quali libri erano importanti adesso… Ognuno ha poi un piccolo vano per i propri vestiti… anche qui si sono dovute fare delle scelte perché lo spazio è contato e quello che ci sta, ci sta! Sotto il lavello e i fuochi, mi sono rimasti 2 armadietti in cui fare entrare tutto quello che riguarda la cucina, piatti bicchieri posate pentole…il minimo indispensabile… sembra difficile ma poi ci si rende conto che quello che serve veramente è proprio il minimo indispensabile!

Lavare i piatti e cucinare non è così difficile ma si deve imparare a fare tutto in pochissimo spazio e usando meno acqua possibile… Per chi non avesse esperienza di vita in camper, vorrei spiegare meglio questo concetto. Abbiamo un serbatoio dell’acqua che riempiamo nelle apposite aree di servizio per camper. L’acqua dopo essere stata utilizzata va a finire negli appositi contenitori, uno delle acque chiare e uno delle acque nere. Anche questi contenitori vanno svuotati nelle apposite aree. Tutto questo è un sottile equilibrio specialmente quando si viaggia con un budget limitato come il nostro. Molte aree di servizio sono gratuite ma molte altre sono a pagamento. Cerchiamo sempre di fare bene i conti per trovare l’area gratuita al momento giusto. Chiaramente, viaggiando in 7, abbiamo bisogno di caricare e scaricare al massimo ogni 2 giorni.

Il frigo è piccolo e quindi compriamo poco per volta…metà dello spazio è occupato dalla mia pasta madre!! Comunque sono felice perché sono già riuscita a rinfrescare più volte e a regalare a chi la  voleva.

In bagno, bisogna essere ben organizzati, o ti serve il water o ti serve il lavandino!! Il lavandino è a scomparsa ma se c’è, non ci si può sedere sul water 🙂 Comunque credevo sarebbe stato più difficile, specialmente per i piccoli, invece anche per questo è tutta una questione di abitudine. Per il bucato, per ora che ci muoviamo abbastanza, ci appoggiamo alle lavanderie a gettoni… essendo in 7, ogni 3-4 giorni tocca fare la sosta tecnica!

Che altro dire, sicuramente che tutto è più facile per noi quando c’è il sole e fa più caldino… abbiamo già tutti quanti fatto qualche giorno di febbre tosse e naso che cola…meno male è stato scaglionato e speriamo che basti!! Il ritorno in Europa è sempre così, già lo sapevamo, ma sicuramente tutto si complica vivendo in uno spazio così ristretto… Se c’è il sole ovviamente tutti hanno più spazio vitale visto che si può stare anche fuori!!

Per quanto riguarda Jatobà, il nostro camper, possiamo ritenerci fortunati! Ha 34 anni, fa fatica a fare le salite, non fa più di 70 – 80 km/ora ma ci siamo già super affezionati! Non ci poteva andare meglio!! La prossima settimana si riparte, dobbiamo farci un altro pò di Puglia, poi Matera e la Sicilia!

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