È arrivato Babbo Natale!

Strano titolo visto che siamo al primo di marzo! Ancora più strano visto che noi non festeggiamo Natale, un altro punto in comune con la famiglia del film Captain Fantastic 😀 Ci piace fare regali ai bimbi in giorni in cui non se l’aspettano, ci piace festeggiare giorni che nessuno festeggia…

Ma veniamo alla spiegazione del titolo! Ieri era giorno di sport, il martedì e il giovedì i bimbi fanno atletica con un gruppo di ragazzi di Pettinengo. Li abbiamo portati in palestra e tornando a casa, ci siamo fermati a… raccogliere spazzatura! Il primo mercoledì del mese, il comune viene a ritirare i rifiuti ingombranti e questo è il giorno in cui ti rendi conto della follia del nostro sistema. Davanti a una casa erano buttate un sacco di cose, non rifiuti, cose belle che qualcuno ha deciso di considerare rifiuto ingombrante perché, per certe persone, è faticoso perfino regalare a chi non ha! Vi faccio l’elenco delle cose che abbiamo trovato e vi posto qualche foto per farvi vedere lo stato delle cose, perfettissimo stato. Abbiamo trovato due biciclette per bambini (abbiamo ora 12 biciclette e non ne abbiamo comprata nemmeno una!), la casa completa e il camper di Barbie con un sacco di accessori, la macchina della maglieria giocattolo, la scuola di scrittura con tavolo luminoso, un passeggino e una sdraietta per bambola e infine due valigie rigide. Quando questa mattina ho tirato fuori tutto, ho visto occhietti che brillavano di felicità!!! Abbiamo spolverato tutto e stanno giocando da due ore. Purtroppo ci mancano le barbie visto che le abbiamo regalate in Brasile, non entravano nelle valigie, ma un’amichetta delle bimbe gliene regalerà una delle sue, le abbiamo chiesto se voleva fare uno scambio ❤

 

Tutto questo era buttato davanti a una casa del centro, molto in vista, vicino a un bar e quindi ci è voluta un pò di faccia tosta per fermarsi, a nessuno piace farsi vedere mentre rovista nella “spazzatura”… però mi chiedo perché dovremmo vergognarci di voler riutilizzare queste cose, non dovrebbe vergognarsi piuttosto chi butta cose che altri potrebbero ancora sfruttare?

 

Noi e Captain Fantastic!

In questo periodo sono state varie le persone che ci hanno detto che la nostra famiglia assomiglia un pò a quella del film Captain Fantastic 😀 Ci siamo incuriositi e abbiamo visto il film.

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Devo dire che non ci è piaciuto così tanto, l’abbiamo trovato molto caricaturale, troppo estremo e la ciliegina è che finisce male! Cioè, per noi finisce male… fare tutta questa vita alternativa per poi decidere di trasformare Steve, il loro autobus, in gallinaio e rimandare i figli a scuola non è una bella fine… Fa capire come il lieto fine debba essere per forza un ritorno verso la “normalità”. Ovviamente è il nostro parere, perché in realtà non esiste la cosa giusta da fare, esistono momenti, ed esistono scelte. La cosa interessante è che ci ha fatto riflettere… su come la gente ci vede, sul nostro percorso, su quello che stiamo facendo.

Siamo anche noi piuttosto estremi per tanti versi ma non vorremmo mai fare una vita isolata come quella dei protagonisti del film. Nella nostra ultima casa in Brasile, eravamo abbastanza isolati, per arrivarci dovevamo fare 13 km di strada sterrata e il paese più vicino, São Thomé das Letras, era davvero piccolino. Ci siamo stati bene, avevamo sempre gente a casa visto che accoglievamo volontari, ma l’isolamento è stato una delle ragioni che ci ha spinti a fare questo viaggio. Vogliamo sì vivere fuori dal sistema ma vogliamo anche che i nostri figli ci possano rientrare, se lo vorranno, senza troppi traumi. Varie persone, in modo particolare familiari, trovano che stiamo condizionando il loro fututo. Ovviamente è vero, ne siamo coscienti ma mi chiedo… quale genitore non lo fa? Anche chi decide di educare i propri figli ben ancorati sui binari del sistema fa una scelta precisa che li condizionerà. Io e Max per esempio abbiamo fatto una gran fatica a scrollarci di dosso tutta questa “normalità”, il nostro è stato un lungo percorso perché siamo stati anche noi condizionati. Nessuno ci chiedeva di ragionare, di pensare a quello che ci piaceva, a quello che avremmo voluto fare, nessuno ci ha insegnato a dubitare… Chi decide di crescere i propri figli unschoolers fa la scelta di accompagnarli, di guidarli ma lasciando che seguano le proprie aspirazioni e che si facciano la propria opinione su qualunque cosa. È chiaro che c’è la nostra impronta ma sanno che su molti argomenti le opinioni possono essere varie e che non è detto che loro debbano condividere la nostra. Gli insegnamo l’importanza del senso critico.

Per quanto riguarda la voce alimentazione, devo dire che anche per noi spesso risulta essere causa di isolamento… Intanto le tue scelte alimentari ti costringono a metterti addosso un’etichetta. La nostra etichetta poi è pure complicata perché siamo fondamentalmente vegetariani ma i prodotti di origine animale che mangiamo non li compriamo ovunque. Il latte è solo vegetale, le uova solo di galline felici di persone che conosciamo, il formaggio solo di piccole realtà che lavorano nel rispetto degli animali e dell’ambiente. Compriamo pochissimo al supermercato e in questo modo produciamo pochissima spazzatura. Compriamo locale e bio. Insomma, in realtà tutto questo dovrebbe essere un atteggiamento “normale”… rispetti il tuo corpo, rispetti le persone boicottando le multinazionali, rispetti gli animali, rispetti l’ambiente… ma la realtà non è questa… va a finire che sei strano, che palle ma alla fine cosa mangi? E soprattutto condizioni i tuoi figli!! Ma anche qui mi chiedo… chi fa mangiare qualunque cosa ai propri figli non fa una scelta precisa? Chi fa diventare i figli obesi e li riempie di cibo spazzatura non li condiziona? La gente pensa che fare una scelta come la nostra significhi privarli di qualcosa… Noi non proibiamo ai nostri figli di mangiare determinati alimenti, loro sono liberi, solo che non li compriamo. E la cosa più importante è che gli spieghiamo le ragioni delle nostre scelte. Ai nostri figli abbiamo spiegato l’importanza di avere coscienza di quello che si mangia, che la fame nel mondo, la deforestazione e i cambiamenti climatici sono conseguenze delle nostre scelte. Ma volendo considerare anche solo il lato della propria salute, perché è così normale spiegare a un bambino che deve stare attento quando attraversa la strada ed è considerato da estremisti insegnargli che non deve ingerire qualunque cosa? Ho già detto più volte che mi piacerebbe fare un esperimento…. vorrei, in un luogo pubblico, dare da bere coca-cola e da mangiare un sacchetto di patatine a Sally, la nostra cagnolona, e vedere la reazione delle persone…. Sono sicurissima che più di qualcuno avrebbe da ridire… vedere però una mamma che dà patatine e coca-cola ai figli è “normale”, non dà nell’occhio…

Per il resto, non ci facciamo i vestiti in pelli di animali come nel film ma ci vestiamo di seconda mano… I nostri vestiti, i nostri mobili, i giochi, le biciclette, tutto quello che ci serve sono cose che altri non vogliono più… E vi assicuro che non ci manca niente, anzi, spesso abbiamo troppo e dobbiamo cercare altre persone che possano approfittare di tutta questa montagna di cose superflue che le persone comprano.

Ecco, per concludere, la nostra sfida è vivere a modo nostro, fuori dal sistema ma senza dover vivere isolati… Far capire alla gente che le nostre scelte sono scelte di rispetto. Quello che ci rende davvero felici è vedere quanto sia più semplice per i nostri figli farsi vedere per quello che sono, non si vergognano… quando abbiamo iniziato questo percorso, sapevamo quello che volevamo ma spesso nascondevamo la nostra vera natura, non sempre avevamo il coraggio di farci conoscere per quello che sentivamo dentro… Avevamo anche tanta paura di come le nostre scelte avrebbero influenzato la vita dei nostri figli. Ma oggi, vedendoli crescere non abbiamo più paura. Sono forti e sono proprio loro ad averci insegnato a non aver paura!