Rimettersi in discussione…

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Vi è mai venuto in mente di rimettervi in discussione? Avete mai deciso di non accontentarvi? Avete mai mollato tutto per ricominciare? Lascereste il vostro porto sicuro per scoprire altri posti dove vivere? Provateci! Non è facile ma provateci! Noi, come sapete, l’abbiamo fatto più volte, è un’esperienza forte e costa fatica ma è libertà pura! Io mi rendo conto fino in fondo di quanto sia un’esperienza incredibile quando incontriamo persone. Quando raccontiamo che stiamo viaggiando in camper con tutto quello che ha importanza per noi e che stiamo cercando un posto dove fermarci, la gente rimane quasi sempre senza parole… È bello, è vero, ma spesso non si parla dei momenti difficili! Ne parlo poco anch’io. Ma oggi voglio scrivere anche di quelli, di quello che succede quando non ho tempo e soprattutto voglia di raccontare, dei momenti di tristezza e di solitudine… Non riuscirò a descrivervi tutto, sono senzazioni complesse, sono successe troppe cose in questi ultimi mesi ma cercherò di darvene un’idea. Noi cerchiamo sempre il lato positivo di tutto quello che ci succede, forse è la nostra forza, siamo persone entusiaste ed ottimiste. Per questo mi piace condividere i momenti belli ma capitano anche momenti in cui ci chiediamo “cosa stiamo facendo?”, momenti in cui non riusciamo nemmeno a ricordare perché abbiamo lasciato le poche certezze che a fatica avevamo raggiunto, momenti in cui vorremmo tornare indietro perché la salita è troppo ripida… ci è successo più volte durante il nostro ultimo viaggio, quello nella foto è l’itinerario fatto prima di decidere di fermarci in Francia, 10 000 km e 5 mesi passati in camper.

Per me i primissimi giorni di viaggio sono stati difficili proprio per i mille dubbi, siamo partiti all’inizio di settembre dal Piemonte, avevamo caricato tutto quello che potevamo sul camper ed eravamo partiti in cerca di un posto che potesse piacere a tutti, nuovamente 7 opinioni da organizzare. Di nuovo quindi avevamo fatto la cernita di quello che ci serviva veramente, di nuovo avevamo ridotto al minimissimo le nostre cose. Sì perché viviamo con poco ma quando ci fermiamo accumuliamo comunque.

Mi ricordo molto bene la prima notte, mi ricordo la paura… non riuscivo a dormire, ripensavo a tutto quello che avevamo passato da quando eravamo tornati in Europa, a tutta la fatica fatta per tentare di rimanere in Italia e mi chiedevo se non avremmo piuttosto dovuto accontentarci. In Italia, è vero, avevamo poco, facevamo fatica, non avevamo trovato quello che cercavamo ma avevamo pur sempre ricostruito il nostro piccolo mondo. E ora avevamo di nuovo mollato tutto per andare alla ricerca di un posto dove vivere. Alla paura, si sommava anche la tristezza per Sofia che lasciava un’amica, lei è l’unica che sarebbe rimasta a vivere lì, era contenta di partire perché ama viaggiare ma avrebbe voluto portare Emma con sé. Per tutti gli altri eravamo più tranquilli, avevano contribuito alla decisione di partire, anzi tutto era partito proprio da loro ma durante il mese di agosto erano successe varie cose, chi aveva trovato un nuovo amico, chi l’anima gemella… Ma non si poteva più tornare indietro, la casa era vuota, avevamo dato disdetta, avevamo venduto quello che non ci serviva, dovevamo partire! Cercavo di concentrarmi sul pensiero che era diventato troppo difficile economicamente e che in Italia non vedevamo un futuro né per noi né per i ragazzi.

Abbiamo raccontato molto del nostro viaggio strada facendo sulla nostra pagina, è stato un viaggio incedibile, la paura è presto passata e ci siamo goduti i giorni, i posti, gli incontri. Ma poi? Che cosa succede quando ci si ferma? È una cosa che ci chiedono spesso, che cosa succede quando finisce il viaggio? Che cosa succede quando si torna in una casa? E soprattutto come si riesce a tornare ad una vita regolare? Devo dire per cominciare che, in realtà, non abbiamo una vita molto regolare nemmeno quando ci fermiamo, già solo per il fatto che i ragazzi non vanno a scuola e facciamo lavori saltuari. Viviamo a modo nostro anche da stanziali. Rimane il fatto però che rispetto alla vita in camper, cambia molto!

Questa volta, il momento della fine del viaggio é stato incredibilmente duro! Siamo arrivati qui alla fine di dicembre ma mancava un documento per poter entrare in casa, questo documento l’abbiamo aspettato per più di un mese. Ci siamo appoggiati a casa di amici, continuando a vivere in camper e passando le giornate tutti insieme. La convivenza non è stata per niente facile a causa di ritmi di vita, abitudini e alimentazione completamente diversi. A questo si è aggiungiunto il fatto che i bimbi non andavano sempre d’accordo e ad un certo punto abbiamo deciso di allontanarci… Non ci siamo mai sentiti così soli. Vivere in camper mentre si viaggia è una cosa, viverci da stanziali, in un posto che non si conosce ancora bene è davvero molto più complicato, specialmente in pieno inverno e in 7.  Abbiamo vissuto per un pò in un area sosta in un paese non lontano dalla casa, ci serviva acqua e elettricità per scaldare il camper. Non eravamo per niente attrezzati ad affrontare il freddo visto che pensavamo di passare l’inverno in Portogallo, abbiamo anche dovuto comprare vestiti caldi nei mercatini dell’usato. In più Massimo non stava per niente bene, il nervo sciatico non lo faceva dormire, usciva tutte le notti per camminare. Nonostante tutto, abbiamo iniziato a fare colloqui, ci servivano soldi in vista delle nuove spese, e abbiamo affrontato tutta la burocrazia per poterci fermare. Insomma, credo sia stato uno dei periodi più tosti della nostra vita! Ci guardavamo la sera e ci chiedevamo veramente perché eravamo “finiti” lì, ci sembrava di aver sbagliato tutto! Avevamo deciso di dare retta ai ragazzi perché la Francia è un paese che ti dà una possibilità, ora lo possiamo anche confermare, ma in quel momento sembrava tutto nero!

Poi è arrivato il giorno in cui siamo riemersi, Massimo ha iniziato a stare meglio, anche grazie a una cara amica che ci ha dato consigli, sono arrivate le chiavi, ci siamo messi a sistemare casa tutti insieme, abbiamo pulito, dipinto, ci siamo messi in cerca di tutto quello che ci serviva per arredare casa, tutto di seconda mano ovviamente, abbiamo iniziato a piantare semi in vista di un orto, abbiamo conosciuto persone… Tutto ha ricominciato ad essere più facile. Ora ci rendiamo conto che tutta questa  fatica è servita, faceva parte del cammino, ce l’abbiamo fatta! Siamo felici, i ragazzi stanno bene, stanno migliorando il loro francese, hanno incontrato amici, Tommaso ha trovato un lavoro e riesce ad andare a trovare Irene che sta a Firenze… tante piccole conquiste in un nuovo paese straniero e un nuovo capitolo della nostra vita.

 

A spasso per l’Italia in inverno!

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Siamo appena tornati dopo un mese a spasso tra nord e centro Italia. Questi giorni sono stati ricchi di nuovi incontri ma purtroppo abbiamo dovuto rientrare prima a causa di un’infiltrazione e… della rottura del serbatoio dell’acqua potabile. Non abbiamo mai dovuto investire molto sul nostro camper nonostante i suoi 36 anni di età quindi non possiamo proprio lamentarci. Ci è solo dispiaciuto non riuscire a completare il giro che pensavamo di fare, niente Trento e Trieste ma è solo rimandato. In questi giorni, Max sta sistemando i “disastri”, a dir la verità già dopo qualche giorno di lavoro Jatobá sembra ringiovanito!! Siccome l’acqua del serbatoio lesionato è fuoriuscita, ha rovinato il laminato che c’era sul pavimento. L’abbiamo già tolto tutto e lo sta rimettendo. Il serbatoio è già ordinato e la prossima settimana dovrebbe arrivare. Qui le giornate sono davvero bellissime e questo sta aiutando molto. L’infiltrazione in bagno non era niente di grave e se avessimo trovato tempo più clemente avremmo potuto sistemarla anche in viaggio ma la rotture del serbatoio non si poteva affrontare senza tornare a casa. Essendo in 7 in un camper che non è tanto grande e avendo incontrato pioggia e neve negli ultimi giorni, abbiamo dovuto arrenderci!

Questi i lati negativi ma parliamo piuttosto delle bellissime persone che abbiamo conosciuto. La nostra prima tappa è stata a Zocca che si trova in provincia di Modena. Lì abbiamo incontrato una famiglia homeschooler che però preferisce mantenere l’anonimato. Dopo pochi giorni, ci siamo diretti verso un piccolo paese molto particolare. Lo chiamano il paese che muore: Civita di Bagnoregio. Si trova in provincia di Viterbo.

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Ci è piaciuto molto anche se ci siamo accontentati di vederlo da fuori visto che si deve pagare un biglietto per entrarci. Il nostro budget è sempre piuttosto risicato e dobbiamo cercare di contenere le spese. Da lì, abbiamo raggiunto Fiano Romano dove Tommi ha finalmente chiuso il suo trattamento dal dentista. Lui ha festeggiato e noi più di lui!! Siamo poi andati a trovare Lucio e Giulia, i nostri amici de La Casetta Gialla a Magliano Sabina.

La sera ci siamo rimessi in viaggio per andare a Nespolo, in provincia di Rieti, dove siamo andati a conoscere un ecovillaggio nato da poco ma che promette molto bene.

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Se avete voglia di curiosare, questo è il loro sito http://www.riserva-aurea.it/ Hanno bisogno di volontari quindi non esitate a contattarli per andare a dare una mano. Noi purtroppo siamo rimasti solo un giorno perché gli appuntamenti erano tanti ed era una tappa non prevista. Ci siamo però ripromessi di andarli a trovare di nuovo a primavera.

La tappa successiva, Accumoli,  è durata un pò di più, nei nostri programmi sarebbe dovuta durare un pomeriggio ma alla fine ci siamo fermati 5 giorni!

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Abbiamo incontrato una famiglia incredibile! Anche loro homeschoolers, sono Guido, Katia e i loro 4 figli Barbara, Roberto, Elisa e Sofia. L’intesa con loro è stata veramente fantastica. Per quasi un anno, dalle scosse del 24 agosto 2016, sono stati i soli residenti di Accumoli. Tutto era crollato, tutto era ed è zona rossa. Tutto tranne la loro casa, l’allevamento di carni biologiche “Alta Montagna Bio” https://altamontagnabio.wixsite.com/altamontagnabio e l’agriturismo.

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Così loro hanno resistito da soli e si sono rimboccati le maniche. I nostri 9 figli sono andati molto d’accordo, i nostri hanno aiutato i loro nei compiti giornalieri di nutrire maiali, galline, mucche e pecore, di mungere, di pulire la stalla, il gallinaio… Hanno fatto dolci e pizze tutti insieme.

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Il loro è un allevamento veramente sostenibile, sembra di tornare indietro nel tempo. Il fatto che noi non mangiassimo carne non è stato in nessun modo un problema, ci siamo rispettati a vicenda. Siccome sono alla ricerca anche loro di qualche famiglia gemella che gli possa dare una mano specialmente durante la bella stagione, abbiamo deciso che al nostro ritorno dal Brasile, andremo ad aiutarli. I bimbi nostri e i loro stanno già facendo il conto alla rovescia!

Lasciato Accumoli, ci siamo diretti verso Ascoli Piceno con l’intenzione di visitarla però Sofia non stava bene e quindi abbiamo visto davvero poco. A quel punto abbiamo deciso di spostarci sulla costa. Voglia di mare!! Siamo stati a Senigallia e a Riccione e abbiamo raccolto un sacco di conchiglie. A Senigallia, dove ci siamo fermati giusto per qualche ora e un pranzo sul lungo mare, abbiamo avuto la visita di una pattuglia di carabinieri. Dal modo in cui sono arrivati, è sembrato un blitz e non sono stati per niente gentili, immagino siano stati chiamati, come ci è successo altre volte. Peccato rendersi conto di quanto la gente giudichi dall’aspetto esteriore e non abbia voglia di andare oltre questo. Ma pazienza, racconto questi episodi solo nella speranza che le cose possano cambiare. A noi fanno rimanere male solamente per pochi attimi! Alla fine, ci rendiamo conto che chi vive male è proprio chi chiama le forze dell’ordine per qualunque cosa sia un pò fuori dalla routine…

Prima di raggiungere Conselice dove dovevamo trovarci con Silvia Tamburini che collabora col sito viaggiare con lentezza http://www.viaggiareconlentezza.com/, ci siamo fermati ad Imola per fare rifornimento e per passare la notte. La mattina dopo, ci siamo risvegliati con un messaggio sul cellulare di una coppia di fulltimers Irene e Alessandro che viaggiano con i loro 3 cani. Con loro eravamo in contatto già da un pò tramite facebook ma non ci conoscevamo personalmente. Il messaggio diceva che… erano parcheggiati proprio dietro di noi!! È stato molto bello davvero, un incontro così fortuito e così incredibile. Siamo stati davvero felici! Se vi va di seguirli ecco la loro pagina facebook https://www.facebook.com/Skylosintour/

Da lì, ci siamo diretti verso la casa di Silvia dove abbiamo conosciuto lei, Marco e il loro piccolo Umberto. È stata una giornata e una serata molto bella, nonostante le vite e i percorsi molto diversi, abbiamo scoperto di avere moltissime cose in comune. Durante la serata, Silvia ci ha fatto un’intervista che potete ascoltare qui https://www.facebook.com/viaggiareconlentezza/videos/1351368168301627/ Siamo sicuri che presto rivedremo anche loro lungo il nostro cammino.

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Il giorno dopo, siamo stati a Pianoro che si trova vicino a Bologna per conoscere un’altra famiglia molto speciale. Abbiamo incontrato Roberto, Maddalena, Sebastiano e il mitico Ermanno del blog http://www.inviaggioconermanno.it/

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Questo è stato un incontro molto emozionante perché anche con loro eravamo in contatto da un pò via web. Conoscersi di persona è ovviamente tutta un’altra cosa. Abbiamo approfittato per andare a conoscere la loro Scuola nel Bosco e per acquistare il loro film che racconta del loro incredibile viaggio in Canada. Vi consiglio veramente di vederlo perché ne vale la pena! Grazie a loro, abbiamo anche conosciuto Andrea, fulltimer da 4 anni, una persona veramente bellissima. Siamo stati vicini di “casa” per una notte, l’abbiamo invitato a pranzo il giorno dopo. Lui e Massimo però hanno dovuto mangiare nei posti anteriori del camper perché non ci stavamo tutti!! Lui lavora in una pasticceria ed è arrivato con un pandoro farcito che ha fatto impazzire tutti. Poi ci ha dato un sacco di consigli sul nostro camper, lui se ne intende. Ci ha anche cambiato le cinghie dell’alternatore e dei servizi… come avrebbe fatto un amico di lunga data… Quella mattina, avevamo avuto la visita della polizia di stato, sempre per controllare che non fossimo dei malviventi, ma dopo aver passato dei momenti come quelli che abbiamo passato, niente poteva rovinarci tutto il bello di questo mese!

 

 

 

 

 

Viaggiare in 7 grazie a workaway

Come sapete, abbiamo già fatto varie volte i volontari viaggiando ma siamo appena tornati dal nostro primo viaggio organizzato tramite workaway. Sono quasi 4 anni che siamo host su questa piattaforma e recentemente abbiamo creato un account anche come workawayers. Direi che l’esperienza è stata più che positiva. Come anticipato, siamo stati in Marocco e più precisamente presso una famiglia franco-marocchina che vive a 20 km da Marrakech. Loro sono Karine, Ahmed e i loro gemelli di 12 anni Nayla e Ilyan. Hanno anche loro 5 figli ma 3 sono già grandi e vivono per conto loro. Un anno e mezzo fa hanno fatto tutti insieme un giro del mondo un pò particolare. Sono andati a conoscere 12 villaggi sparsi per il globo che per scelta o per obbligo hanno costruito il proprio futuro privilegiando l’autonomia. Lo sviluppo delle economie occidentali, sempre più tecniche, ha causato una super specializzazione delle competenze e questo ha portato alla perdita dei saperi essenziali, così nessuno sa più prodursi il proprio cibo, curarsi o costruirsi la casa. Per questo hanno deciso di passare un mese in ognuno di questi villaggi e hanno riscoperto la vera autonomia, molti antichi saperi e il rispetto dell’ambiente. Ovviamente il primissimo villaggio a cui si sono ispirati è stato Tizi N’oucheg di cui vi ho raccontato nello scorso post.

Per tornare alla nostra esperienza, è stato anche il nostro primo viaggio fatto zaino in spalla, 7 zaini e nessun bagaglio imbarcato, solo il  minimo indispensabile! Siamo partiti domenica 26 novembre da Malpensa dopo una bella alzataccia visto che il nostro volo era alle 6.40 di mattina. Siamo arrivati a Marrakech dopo 3 ore e all’aeroporto abbiamo trovato Karine ad aspettarci. Ci ha domandato se ci interessava passare la giornata a visitare la città, a noi non dispiaceva l’idea e quindi ci siamo fatti spiegare bene che autobus prendere sia per andare verso il centro che poi per raggiungere la sua casa. Lei ha caricato i nostri bagagli e ci siamo salutati.

Anche se, dopo 7 anni di Brasile, ci siamo abituati alle città caotiche, l’impatto con Marrakech, forse anche per la stanchezza, non è stato dei più facili. Meno male che ci abbiamo passato anche gli ultimi 2 giorni del nostro soggiorno altrimenti non avremmo avuto un così bel ricordo. Marrakech è una città brulicante, piena di barracchette, di negozietti, di venditori ambulanti… Tutti vogliono vendere, tutti vogliono sapere da dove arrivi, nelle aree pedonali sfrecciano bici e motorini. Insomma, non è proprio una città rilassante, soprattutto in 7. Verso le 16, stanchi morti, abbiamo deciso di riprendere l’autobus per raggiungere la casa dei nostri host. Quest’ultima si trova in corrispondenza del km 20 della Route Ourika, strada che porta verso la catena montuosa dell’Alto Atlante. Dopo essere scesi dall’autobus, bisogna attraversare la strada, un bel pericolo visto che in Marocco ci sono pochissime strisce pedonali e nessuno si ferma ma nemmeno rallenta alla vista di un pedone, per poi percorrere 2,5 km a piedi in mezzo ai campi. A questo punto abbiamo fatto la doccia più bella della nostra vita!

I giorni di lavoro da Karine e Ahmed sono stati molto piacevoli, si lavorava la mattina nell’uliveto, hanno 350 ulivi, si pranzava tutti insieme e il pomeriggio si passeggiava, i nostri bimbi e i loro giocavano tutti insieme o si godevano la piscina. Anche la colazione e la cena venivano fatte assieme a loro. Avevamo a disposizione due camere mentre il bagno era condiviso con altre persone, essendo la loro casa molto frequentata. Uno dei lavori più strani che abbiamo fatto è stata proprio la raccolta delle olive! Strana perché viene fatta in modo molto diverso rispetto a come la facciamo in Italia: raccolgono le olive una ad una! In questo modo, il lavoro è molto lento ma, secondo loro, evita di rovinare i frutti. Ci hanno detto che in Marocco tutti raccolgono in questo modo anche se curiosando nei dintorni abbiamo visto altri uliveti in cui la raccolta veniva fatta proprio come in Italia, stendendo teli sotto gli alberi. Un altro lavoro un pò strano è stato quello di raccogliere i rami potati… con le olive ancora attaccate.

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Abbiamo lavorato fino a giovedì visto che venerdì e sabato eravamo attesi nel villaggio di Tizi N’oucheg. Domenica, abbiamo aiutato tutto il giorno a raccogliere le olive con altri volontari.

Lunedì e martedì invece ci siamo rilassati a Marrakech e abbiamo visitato meglio la città che questa volta abbiamo apprezzata molto di più!

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Questo viaggio ci è decisamente piaciuto molto. Fare i volontari presso una famiglia del luogo arricchisce moltissimo, si riescono a cogliere molti aspetti della vita quotidiana, si riesce a capire meglio la mentalità e i modi di fare del paese. È un modo di viaggiare che consiglio a tutti, certo con una famiglia numerosa non sempre è facile trovare chi ti possa accogliere ma noi abbiamo sempre trovato ! I posti in cui siamo andati e le persone che ci hanno accolti li portiamo davvero nel cuore! Inoltre, anche chi ha un budget limitato come noi riesce a fare dei viaggi che altrimenti non potrebbe fare.

Famiglie gemelle

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Questo mese abbiamo accolto a casa nostra delle persone fantastiche, una “famiglia gemella”. Céline, Vincent, Louise e Owen arrivano dalla Bretagna, hanno venduto la loro casa, mollato i propri lavori e comprato un camper. Si sono messi in viaggio due mesi fa e sono partiti, senza mete precise e senza limiti di tempo. Ci hanno contattati tramite workaway e per ora è grazie a questo canale che stanno cercando altri posti dove fermarsi lungo il loro viaggio. Ci siamo trovati davvero molto in sintonia con loro, fa bene trovare altre persone così simili, fa bene poter parlare liberamente e non dover sempre giustificare le proprie scelte.

È già un pò di tempo che stiamo pensando di ripartire in camper, anche se per ora dobbiamo pensare a mettere da parte un pò di soldi per poterlo fare, ma l’incontro con loro ha fatto tornare a galla tante sensazioni, quella più forte è quella di libertà che ti dà la vita “on the road”. Quelle sensazioni mancano a tutti noi, ci piacerebbe molto poter lasciare una “base” qui visto che ci stiamo trovando bene, riusciamo a vivere molto di baratto, abbiamo incontrato varie persone con cui ci troviamo bene, i bimbi hanno fatto amicizia con vari bimbi e ragazzi. Abbiamo anche accumulato tante cose in questi mesi e ci piacerebbe non dover lasciare tutto di nuovo. Vorremmo fare l’orto, marmellate e conserve durante i mesi estivi e viaggiare durante i mesi invernali.

Prima che loro arrivassero, proprio in vista di ripartire, Max aveva ridipinto tutta la parte interna del nostro camper, aveva anche sistemato un pò di cose, tipo mettere delle mensole in un armadio e pulire i vari tubi dell’acqua. Con Vincent poi abbiamo sistemato tutta la parte elettrica visto che lui se ne intende più di noi e abbiamo fatto ripartire il frigo che dava problemi. L’anno prossimo abbiamo intenzione di rimetterci in viaggio verso Francia, Spagna, Portogallo e Marocco e direi che siamo quasi pronti!

Con Céline abbiamo ballato, lei è insegnante di danza contemporanea. Avendo poi portato con sé la macchina da cucire, ha insegnato ad Alice a fare borse con vecchi tessuti e altre cose riciclate, bottoni, perline. Una borsa l’ho ricevuta io, fatta con un tessuto che mi portavo dietro da Natal in Brasile e che avevo ricevuto da una coppia di colombiani in viaggio anche loro a tempo indeterminato, e Alice se l’è fatta per sé con un vecchio jeans.

Oltre a questo abbiamo passeggiato, scambiato libri, giocato con il diabolo, fatto equilibrismo sulla loro slackline, raccolto funghi e castagne, cucinato tutti insieme, hanno assaggiato piatti italiani e ci hanno fatto assaggiare prodotti della loro terra, il sidro e le crêpes fatte con farina di grano saraceno. Sono stati giorni molto arricchenti, i nostri bimbi hanno imparato un sacco cose e hanno praticato il francese.

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Ora loro sono ripartiti ma siamo sicuri che prima o poi ci si rivedrà, dovremo solo fare incrociare da qualche parte le strade dei nostri camper ❤

 

Unschooling e volontariato, parte seconda

Vi ricordate il mio post dello scorso maggio? Pensate, Marcos è ancora qui da noi e da un paio di settimane ci ha raggiunti anche Ezyê, la sua compagna. Vivere con loro è un’esperienza incredibile! Stiamo imparando tantissime cose, anche Zy è piena di vita, di entusiasmo e di energia. Ognuno dei bimbi ha avuto la possibilità di passare qualche ora con lei per imparare a fare foto, lei è una fotografa professionista, ha lavorato per il giornale più importante di São Paulo e per molte ditte importanti, quindi questo è davvero un grandissimo privilegio. Se volete dare un’occhiata al suo lavoro, entrate nella loro pagina facebook Singular Escape e potrete rendervi conto del talento che ha https://www.facebook.com/singularescape/. Tutte le foto di questo post, a parte le prime due, sono sue.

Il grande appassionato rimane sempre Tommaso ed è lui che passa più tempo con lei assorbendo tutto quello che può ma anche gli altri stanno imparando molto. In questi ultimi giorni, stanno facendo foto della Via Lattea e foto notturne con la tecnica del light painting. Ecco due foto che Tommaso ha fatto col suo aiuto:

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Alice sta imparando a fotografare le sue creazioni e Marcos la aiuterà a vendere quello che fa su internet.

Con entrambi stiamo anche facendo lezioni di circo e di meditazione.

Zy aiuta le bimbe a fare dolci, sta tagliando i capelli a tutti e con l’occasione stiamo imparando anche noi a tagliare i capelli. Questo, grazie a lei, è un altro bel traguardo verso l’autosufficienza.

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Ci stiamo divertendo davvero molto, siamo andati a Pettenasco, sul Lago d’Orta, insieme a loro, noi abbiamo dormito in camper e loro in tenda… È stata una giornata bellissima e presto faremo qualche altra gita, stiamo solo aspettando che passi il ferragosto visto che non ci piace la ressa.

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Insomma, per concludere, quest’esperienza di vita comunitaria è una delle più forti e arricchenti che abbiamo vissuto, Marcos e Ezyê non stanno facendo parte della nostra famiglia solo per questi mesi, ne faranno parte per sempre e sono sicura che stanno lasciando un segno indelebile nelle vite dei nostri figli… Non stanno semplicemente insegnando, stanno dimostrando col loro esempio che “volere è potere”! ❤

Quanto poco può costare vivere e viaggiare in 7!

Sento molte persone che non viaggiano perché non se lo possono permettere, molte altre rimangono stupite che una famiglia grande come la nostra, che oltretutto ha fatto la scelta di vivere con uno stipendio ridotto, possa viaggiare. Come sapete, abbiamo vissuto vari mesi “senza lavorare”, o meglio senza stipendio. Durante il nostro viaggio in camper e nei mesi in cui abbiamo vissuto nel Lazio, vivevamo solo grazie all’affitto che ci arriva dal Brasile e facendo i volontari in cambio di generi alimentari.

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Si viveva con 1000 euro al mese in 7! Com’è possibile? È possibile perché abbiamo ridotto al minimo i nostri bisogni. Ci vestiamo di seconda mano, ricicliamo molte cose che altri regalano o buttano, scambiamo prima di comprare… Noi abbiamo dovuto re-imparare moltissime cose, già per i bimbi è tutto più normale. Per esempio, Tommaso ha un ottimo computer portatile che è riuscito a scambiare con una bici da corsa che aveva ricevuto da un signore che non la usava… Grazie a quello, porta avanti la sua passione per la fotografia e sta imparando con Marcos (https://sevenontheroadblog.wordpress.com/2017/05/19/unschooling-e-volontariato/ ) a fare anche video mettendo in sequenza le foto.

Nonostante le poche risorse che abbiamo, riusciamo a mangiare 100% bio! Non bio certificato, ma bio del piccolo contadino, della piccola azienda, di produttori di Genuino Clandestino… Sicuramente, ci vuole un pò di tempo per trovare i posti dove comprare i prodotti ma non è così difficile! Per farvi degli esempi, tutto l’inverno abbiamo comprato clementine e arance di un ragazzo calabrese, ci costavano 1,50 euro al kg compresa la spedizione, anche l’olio d’oliva lo compriamo da lui, 8 euro al litro compresa la spedizione. La farina che compriamo è quella della famiglia Di Pietro di Capena (RM), è bio, di grani antichi e parte da 1,20 al kg, vi sfido a trovare una farina simile a questo prezzo al supermercato ma soprattutto conosciamo le persone che la producono. Il riso, anche questo di una varietà antica il Rosa Marchetti, lo compriamo qui https://www.risopraino.com/ e lo paghiamo 7 euro il sacco da 5 kg. Al supermercato non trovate un riso bio a quel prezzo! Siamo andati a visitare l’azienda, abbiamo visto come lavorano, ci hanno dedicato un pomeriggio. Sappiamo quello che compriamo, sappiamo chi sosteniamo con i nostri acquisti. Da loro compriamo anche orzo e miglio. L’olio di girasole lo compriamo da un ragazzo molisano, 3 euro al litro, e lo fa arrivare presso la casa di nostri amici a Magliano Sabina (da Giulia e Lucio, dove l’anno scorso abbiamo imparato a mietere a mano). La frutta e verdura la riceviamo, la coltiviamo, la scambiamo e quando non ce l’abbiamo la compriamo presso un piccolo produttore che ha dei prezzi veramente alla portata di tutti. Poi ricordatevi che l’autoproduzione fa risparmiare un bel pò, noi ci facciamo il pane, la pizza, i dolci, i biscotti, facciamo marmellate, la nutella, la passata, le conserve, gli unguenti e tante altre cose. Non solo ci risparmiamo ma di nuovo sappiamo esattamente quello che mangiamo e che utilizziamo.

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un pò del nostro orto…

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Questi sono solo esempi, per farvi capire che non è vero che per mangiare bio bisogna essere ricchi. Bisogna però che diventi una priorità.

Ma torniamo ai viaggi, anche loro devono diventare una priorità, altrimenti c’è sempre qualcosa che ci può fermare. Serve sicuramente un certo investimento almeno per lo spostamento in sé. Noi abbiamo un salvadanaio, o meglio una scatoletta di cartone, in cui mettiamo le monete che ci avanzano. Inoltre, siccome in questo periodo Massimo sta lavorando, riusciamo a risparmiare qualcosa. Abbiamo quindi già in programma i prossimi due viaggi 😀 Andremo 10 giorni in Marocco in novembre. Costo del volo: 280 euro per tutti e 7, già comprato!! E lì, andremo a fare la raccolta delle olive in cambio di vitto e alloggio. L’altro viaggio sarà in Brasile dove dobbiamo tornare entro marzo per conservare il nostro visto. Abbiamo già comprato anche questi biglietti, andata e ritorno per 7 persone Milano – Salvador de Bahia 2462 euro! Anche lì, le spese saranno molto contenute perché abbiamo vari amici da andare a trovare e stiamo cercando luoghi in cui fare i volontari.

 

Noi e Captain Fantastic!

In questo periodo sono state varie le persone che ci hanno detto che la nostra famiglia assomiglia un pò a quella del film Captain Fantastic 😀 Ci siamo incuriositi e abbiamo visto il film.

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Devo dire che non ci è piaciuto così tanto, l’abbiamo trovato molto caricaturale, troppo estremo e la ciliegina è che finisce male! Cioè, per noi finisce male… fare tutta questa vita alternativa per poi decidere di trasformare Steve, il loro autobus, in gallinaio e rimandare i figli a scuola non è una bella fine… Fa capire come il lieto fine debba essere per forza un ritorno verso la “normalità”. Ovviamente è il nostro parere, perché in realtà non esiste la cosa giusta da fare, esistono momenti, ed esistono scelte. La cosa interessante è che ci ha fatto riflettere… su come la gente ci vede, sul nostro percorso, su quello che stiamo facendo.

Siamo anche noi piuttosto estremi per tanti versi ma non vorremmo mai fare una vita isolata come quella dei protagonisti del film. Nella nostra ultima casa in Brasile, eravamo abbastanza isolati, per arrivarci dovevamo fare 13 km di strada sterrata e il paese più vicino, São Thomé das Letras, era davvero piccolino. Ci siamo stati bene, avevamo sempre gente a casa visto che accoglievamo volontari, ma l’isolamento è stato una delle ragioni che ci ha spinti a fare questo viaggio. Vogliamo sì vivere fuori dal sistema ma vogliamo anche che i nostri figli ci possano rientrare, se lo vorranno, senza troppi traumi. Varie persone, in modo particolare familiari, trovano che stiamo condizionando il loro fututo. Ovviamente è vero, ne siamo coscienti ma mi chiedo… quale genitore non lo fa? Anche chi decide di educare i propri figli ben ancorati sui binari del sistema fa una scelta precisa che li condizionerà. Io e Max per esempio abbiamo fatto una gran fatica a scrollarci di dosso tutta questa “normalità”, il nostro è stato un lungo percorso perché siamo stati anche noi condizionati. Nessuno ci chiedeva di ragionare, di pensare a quello che ci piaceva, a quello che avremmo voluto fare, nessuno ci ha insegnato a dubitare… Chi decide di crescere i propri figli unschoolers fa la scelta di accompagnarli, di guidarli ma lasciando che seguano le proprie aspirazioni e che si facciano la propria opinione su qualunque cosa. È chiaro che c’è la nostra impronta ma sanno che su molti argomenti le opinioni possono essere varie e che non è detto che loro debbano condividere la nostra. Gli insegnamo l’importanza del senso critico.

Per quanto riguarda la voce alimentazione, devo dire che anche per noi spesso risulta essere causa di isolamento… Intanto le tue scelte alimentari ti costringono a metterti addosso un’etichetta. La nostra etichetta poi è pure complicata perché siamo fondamentalmente vegetariani ma i prodotti di origine animale che mangiamo non li compriamo ovunque. Il latte è solo vegetale, le uova solo di galline felici di persone che conosciamo, il formaggio solo di piccole realtà che lavorano nel rispetto degli animali e dell’ambiente. Compriamo pochissimo al supermercato e in questo modo produciamo pochissima spazzatura. Compriamo locale e bio. Insomma, in realtà tutto questo dovrebbe essere un atteggiamento “normale”… rispetti il tuo corpo, rispetti le persone boicottando le multinazionali, rispetti gli animali, rispetti l’ambiente… ma la realtà non è questa… va a finire che sei strano, che palle ma alla fine cosa mangi? E soprattutto condizioni i tuoi figli!! Ma anche qui mi chiedo… chi fa mangiare qualunque cosa ai propri figli non fa una scelta precisa? Chi fa diventare i figli obesi e li riempie di cibo spazzatura non li condiziona? La gente pensa che fare una scelta come la nostra significhi privarli di qualcosa… Noi non proibiamo ai nostri figli di mangiare determinati alimenti, loro sono liberi, solo che non li compriamo. E la cosa più importante è che gli spieghiamo le ragioni delle nostre scelte. Ai nostri figli abbiamo spiegato l’importanza di avere coscienza di quello che si mangia, che la fame nel mondo, la deforestazione e i cambiamenti climatici sono conseguenze delle nostre scelte. Ma volendo considerare anche solo il lato della propria salute, perché è così normale spiegare a un bambino che deve stare attento quando attraversa la strada ed è considerato da estremisti insegnargli che non deve ingerire qualunque cosa? Ho già detto più volte che mi piacerebbe fare un esperimento…. vorrei, in un luogo pubblico, dare da bere coca-cola e da mangiare un sacchetto di patatine a Sally, la nostra cagnolona, e vedere la reazione delle persone…. Sono sicurissima che più di qualcuno avrebbe da ridire… vedere però una mamma che dà patatine e coca-cola ai figli è “normale”, non dà nell’occhio…

Per il resto, non ci facciamo i vestiti in pelli di animali come nel film ma ci vestiamo di seconda mano… I nostri vestiti, i nostri mobili, i giochi, le biciclette, tutto quello che ci serve sono cose che altri non vogliono più… E vi assicuro che non ci manca niente, anzi, spesso abbiamo troppo e dobbiamo cercare altre persone che possano approfittare di tutta questa montagna di cose superflue che le persone comprano.

Ecco, per concludere, la nostra sfida è vivere a modo nostro, fuori dal sistema ma senza dover vivere isolati… Far capire alla gente che le nostre scelte sono scelte di rispetto. Quello che ci rende davvero felici è vedere quanto sia più semplice per i nostri figli farsi vedere per quello che sono, non si vergognano… quando abbiamo iniziato questo percorso, sapevamo quello che volevamo ma spesso nascondevamo la nostra vera natura, non sempre avevamo il coraggio di farci conoscere per quello che sentivamo dentro… Avevamo anche tanta paura di come le nostre scelte avrebbero influenzato la vita dei nostri figli. Ma oggi, vedendoli crescere non abbiamo più paura. Sono forti e sono proprio loro ad averci insegnato a non aver paura!

Genuino Clandestino

Wow… sono più di due mesi che non scrivo… questo periodo infatti non è stato dei più facili… come sapete ci siamo fermati a Civitella San Paolo, siamo legati fino a giugno ad una casa che abbiamo affittato e, siccome il cambio non è dei migliori, l’affitto che ci arriva dal Brasile non basta… è vero che compriamo tutto di seconda mano, è vero che ci accontentiamo ma siamo sempre in sette e quindi in qualche modo dobbiamo integrare. Il volontariato va bene se incontri le persone giuste ma non sempre le cose vanno nel verso che si pensava. Morale, siamo in cerca di lavoro… Max ha anche fatto una prova come cameriere, alla nostra età e con il nostro percorso, non è così semplice ritrovare una collocazione. Inoltre, rispetto ad anni fa quando lavoravamo come camerieri durante gli studi, le cose sono molto cambiate. C’è un generale sfruttamento di moltissime persone straniere che purtroppo non hanno altra scelta e accettano stipendi molto bassi quindi ci ritroviamo a distanza di 20 anni, con un costo della vita decisamente molto più alto, a dover accettare stipendi che allora non avremmo nemmeno preso in considerazione! Queste poche righe per aggiornarvi ma non è questo che vi volevo raccontare… Vi volevo parlare dei bellissimi giorni che abbiamo passato assieme ad una comunità in lotta per l’autodeterminazione e la sovranità alimentare, Genuino Clandestino. C’è stato lo scorso fine settimana l’incontro nazionale a Terni.

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Ve ne avevo già parlato perché Giulia e Lucio, quella coppia della Casetta Gialla https://www.facebook.com/lacasettagialla/?fref=ts che abbiamo aiutato a luglio per la mietitura a mano, ne fanno parte. Ecco il sito della comunità  http://genuinoclandestino.it/  Dateci un’occhiata perché, vi assicuro, ne vale la pena. Abbiamo incontrato molte persone… molta gente libera… tutti in lotta… contadini, coppie, famiglie… tutti con un’idea in comune… Essere liberi di vendere i propri prodotti che sono genuini, biologici non certificati, fatti a mano, con amore, senza sfruttamenti… Non siamo riusciti ad arrivare il primo giorno ma siamo arrivati sabato. Abbiamo preso parte ai tavoli tecnici del pomeriggio, in particolare a quello dei trasformati, dove abbiamo imparato un sacco di cose sul modo di conservare gli alimenti sotto vetro, dalla marmellata, ai sott’oli, a varie altre conserve. Quello che ci ha colpiti di più e che è stato confermato dai dibattiti serali è stata l’armonia… Tanti parlano, tanti hanno idee, tanti condividono esperienze e saperi ma nessuno vuole prevaricare, nessuno parla sopra l’altro, nessuno è meglio o si sente meglio di un altro. È davvero una comunità… Si aiutano visto che la cena di sabato sera aveva un piccolo costo il cui ricavato è stato dato a delle persone che dovevano pagare delle spese legali per uno sfratto, cantano e fanno musica tutti insieme, i bambini di tutti sono benvoluti e sono lasciati liberi, i cani pure… Insomma, è un gruppo meraviglioso di persone che siamo davvero felici di aver conosciuto. Ci siamo sentiti bene, i nostri bimbi hanno legato tutti con altri bimbi, si sono sentiti un pò meno marziani 😀 Purtroppo non abbiamo foto della serata di sabato in cui Sofia ha potuto suonare con i grandi perché il nostro fotografo Tommi affrontava una grande sfida a calciobalilla!!

La domenica è stata la giornata del mercato. Un mercato fantastico a cui hanno partecipato anche Alice, Asia e Sofia con i loro lavoretti e in cui vi assicuro noi che non abbiamo tante risorse in questo momento abbiamo potuto comprare… pomodori e pomodorini, finocchi, pomodori secchi, nocciole, mandorle, fagioli, farina di grani antichi, vino, birra… tutto a prezzi veramente alla portata di chi vuole mangiare bio e sano senza ingrassare le grandi aziende e quel sistema che costringe alla certificazione che alla fine viene pagata dal consumatore! Quello che ci ha colpito è vedere quanta poca partecipazione ci fosse da persone esterne… ed è una cosa che non riusciamo molto a capire, perché le persone non sono attirate? I prezzi sono giusti, i prodotti ottimi… è davvero incomprensibile per noi.

Abbiamo conosciuto tante persone, tante storie… una famiglia in particolare ci è restata nel cuore… credo una delle ultime famiglie che fa le scarpe a mano… Loro sono Elena e Gigi, hanno 2 figli che ovviamente i nostri figli devono rivedere appena possibile!! Fanno scarpe davvero bellissime, eccovi il loro sito http://www.marruca.com/  Date un’occhiata anche a questo, sono davvero degli artisti.

 

Oltre al mercato, ancora tanta musica, giocolieri, teatro, un mago e la possibilità per i bimbi di pigiare l’uva con i piedi e di berne il succo… Il prossimo appuntamento è a Bologna ad aprile e noi sicuramente ci saremo! Grazie a tutti davvero ❤

 

 

Riscoprire antichi lavori… la mietitura a mano

La scorsa settimana, siamo andati da Giulia e Lucio per aiutarli a mietere a mano il loro grano. Non li conoscevamo ma, questo è il bello di Facebook, un amico aveva condiviso il loro evento, ci siamo messi in contatto con loro e li abbiamo raggiunti a Magliano Sabina! Qui la loro pagina se avete voglia di sapere qualcosa in più https://www.facebook.com/lacasettagialla/

 

In novembre, avevano piantato un ettaro di grani antichi, per la precisione un grano duro, il Senatore Cappelli, e un grano tenero, il Frassineto. I giorni con loro sono stati davvero intensi e bellissimi! Il volontariato come piace a noi… quello che fila liscio, quello senza conti, uno scambio di lavoro, di esperienze, di saperi, di sorrisi… Ci siamo trovati così bene che, dopo aver aiutato un pomeriggio e la mattinata successiva ed essere rientrati a casa dalla nostra cagnolina per non lasciarla troppo tempo da sola, dopo due giorni ci siamo tornati per dare una mano in più. Anche i bimbi erano felicissimi di tornare per rivedere Nivea, una bimba viaggiatrice come loro, per giocare sotto il meraviglioso gelso di Giulia e Lucio, per giocare con Bianca e Lana le loro belle cagnolone e per mangiare tutti i manicaretti preparati per loro e anche per noi 🙂

 

Il lavoro è stato davvero interessante perché c’era un incredibile vecchietto ad insegnarci come raccogliere il grano, Claudio 87 anni! Poi ci sono stati gli incontri con belle persone, varie in cammino come noi fuori dalle righe…

Con Giulia e Lucio, ci siamo sentiti davvero in sintonia… come ho scritto all’inizio del nostro blog, noi, in famiglia, abbiamo poche regole… ma c’è una regola che guida tutta la nostra vita, il rispetto, e da questo deriva tutto il resto. Il rispetto l’abbiamo sentito forte anche a casa loro… Lucio è vegetariano e Giulia è vegana, ma nel senso più nobile: loro rispettano! Gli animali sí ma evitano anche di comprare qualunque prodotto che provenga da un qualche sfruttamento di persone, di territorio…Cioè non basta comprare un prodotto “vegano” e sentirsi la coscienza a posto. Bisognerebbe sempre informarsi, sapere da dove arriva, chi lo ha prodotto e come… Non è facile, questo spesso significa comprare da chi si conosce o produrre personalmente, certe volte significa anche rinunciare. Detto così può sembrare “solo” una questione di alimentazione ma non è così, è un modo di essere, è qualcosa che impegna tutti gli aspetti della nostra vita. Significa recuperare, riciclare, comprare di seconda mano. Fanno parte di una rete di persone come loro che si chiama Genuino Clandestino http://genuinoclandestino.it/chisiamo/  A Roma questa rete viene chiamata terraTERRA ed “è la sperimentazione di un modello di economia che impegna reciprocamente produttori e consumatori per sovvertire le catene di distribuzione, ridurre la distanza alimentare, valorizzare le relazioni sociali, sensoriali e gustative” Leggete qui la pagina del loro sito in cui descrivono chi sono http://www.terra-terra.it/homepage/terraterra-chi-siamo  Credo non ci sia bisogno di altre parole.

Questo è un pò quello che cercavamo, altre persone in lotta contro il sistema, persone che non si accontentano, che cercano l’alternativa. In questo periodo estivo, i mercatini non sono attivi ma aspetteremo settembre per andarci e conoscere anche gli altri produttori!

L’importanza di sapersi arrangiare

Sono successe talmente tante cose che sarà difficile raccontare tutto!!

Prima di raccontare però, volevo rispondere alle varie persone che ci hanno chiesto o si sono chieste perché abbiamo deciso di fermarci… “Ma come, progettare un viaggione del genere per poi fermarsi già?? E per di più in Italia!!! Tutti vorrebbero scappare e voi che ce l’avete fatta in Brasile tornate QUI????” Non è facile rispondere in due parole…non è facile spiegare… Il percorso è lungo ed è difficile da riassumere ma ci provo… È vero, ci siamo dati da fare e in Brasile stavamo bene, potevamo vivere bene solo con l’affitto del nostro negozio di Praia do Forte (beh…per inciso devo dire che siamo una famiglia che si accontenta….il modo in cui viviamo probabilmente sarebbe inaccettabile per molti!) Non siamo ricchi, non lo siamo mai stati ma i soldi che abbiamo dovuto investire in Brasile per poter ricevere il visto di permanenza (circa 45 000 euro all’epoca che erano il ricavato della vendita della nostra casa in Toscana) li avevamo investiti bene… un colpo di fortuna, abbiamo comprato un negozio in una zona che poi si è sviluppata bene in una cittadina molto “alla moda” vicino a Salvador. Per vari anni, è stato il nostro negozio, si chiamava Paraíso dos Gulosos http://paraiso-dos-gulosos.blogspot.it/p/quem-somos.html, vendevamo prodotti naturali, marmellate e sali aromatizzati fatti da me, liquori fatti da Max… Poi per varie ragioni, soprattutto la lontananza visto che non abitavamo più a Praia do Forte, abbiamo deciso di chiudere, vivere dell’affitto e produrci il nostro cibo…. cosa che abbiamo fatto nel nostro terreno fino alla decisione di questo viaggio. L’idea di tornare in Europa, l’avevo già spiegato all’inizio, nasce dal fatto che in Brasile l’educazione parentale non è ancora regolamentata. I vari traslochi che abbiamo fatto lì, l’ultimo di 2800 km, sono stati fatti soprattutto per cercare una situazione scolastica il più accettabile possibile. A questo aggiungi che alcuni affetti ci mancavano, che, dopo 7 anni di vita lì, molte cose del quotidiano ci mancavano, prima tra tutte il cibo ma non spaghetti pomodoro e parmiggiano, il cibo bio alla portata di tutti, i prodotti semplici e genuini, un sapone naturale senza spendere una fortuna o doverselo fare da sé, la cultura è molto diversa e probabilmente solo chi è stato un giorno immigrato può capire questo stato d’animo. Detto tutto questo, siamo una famiglia numerosa e siamo abituati a cambiare e a viaggiare. Non siamo solo io e Max a decidere… Nonostante i bimbi siano cresciuti in Brasile, sempre in realtà assolutamente brasiliane, si sono sempre sentiti più italiani… Avevano bisogno di una pausa, avevano voglia di stabilità, avevano voglia di mettere radici in Italia e a tutti era piaciuta questa cittadina… Non ci serviva altro… e abbiamo deciso di provarci qui!

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la vista da casa nostra

Come avevo già scritto, dopo molte difficoltà, abbiamo trovato chi si è fidato, chi non ha avuto paura e ci ha affittato casa. La casa in questione è una villetta con un pò di terra, l’ultima del paese e, come promesso ai bimbi, possono andare in centro a piedi! Era vuota da almeno 10 anni e quindi ecco spiegato il titolo del post 😀 Abbiamo chiesto al proprietario di tenerci l’affitto basso e, in cambio, avremmo sistemato tutto quello che era da sistemare… per lui era un bene, per noi, col senno di poi, era un rischio!! Meno male 7 anni in Brasile ci hanno insegnato tantissimo. Max ha imparato a fare l’elettricista, l’idraulico, il carpentiere… E quindi ha sistemato tutte le prese, gli interrutori e i punti luce, ha sistemato l’INTERO impíanto idraulico visto che quando tiravamo l’acqua, hum… una parte finiva in vasca da bagno e il resto gocciolava in garage. Meno male, abbiamo dei vicini d’oro, ci aiutano e ci hanno dato un bel pò di tubi che non abbiamo dovuto comprare.

Oltre a tutto questo, abbiamo arredato casa completamente di seconda mano! L’unica cosa che abbiamo comprata nuova è stato lo scaldabagno che Max installerà nei prossimi giorni. Vari mobili li abbiamo ricevuti cercando sui vari gruppi Te lo regalo se te lo vieni a prendere. Altre cose le abbiamo comprate su subito.it. Max e Tommaso hanno smontato una cucina a Roma e l’hanno rimontata a casa nostra. Siamo stati come le trottole in giro per Roma per recuperare vari letti, armadi e divani. Morale, la casa è davvero carina, i bimbi hanno ognuno un letto a soppalco per avere il proprio spazio sotto, abbiamo divani sufficienti per la nostra grande famiglia, io ho una signora cucina con un sacco di spazio e fuochi, forno e frigo, nemmeno sembra vero!! Per tutto questo, cioè per arredare interamente casa, abbiamo speso poco più di 800 euro! A questo dobbiamo però aggiungere un giorno di noleggio di un furgone perché, mentre i letti e i vari armadi smontati siamo riusciti a trasportarli grazie al camper (in due volte, tutti insieme come le sardine!!), per la cucina e i divani non abbiamo avuto altra scelta.

Una cosa che ancora ci manca è la lavatrice ma aspettiamo di trovarla di seconda mano. Per ora sto utilizzando quella che stava in casa anche se non funziona bene e quindi lavo a mano per poi risciaquare in lavatrice facendola poi scaricare in un secchio visto che non scarica da sola. Non è il massimo della comodità ma a noi sembra bellissimo non aver più bisogno della lavanderia a gettoni!!

Ecco! L’importanza di sapersi arrangiare… ormai siamo veramente in grado di fare un sacco di cose!! Siamo felici di questo e anche i bimbi stanno imparando a fare un pò di tutto. Stiamo piantando un bel pò anche qui a casa… è vero, ci siamo fermati… ma il nostro camper è qui con noi… ora stiamo bene ma niente ci impedisce tra un pò di rimetterci in viaggio visto che l’affitto è di un anno. Ci vogliamo godere questi mesi sapendo che l’anno potrà prolungarsi se tutti staranno bene ma sapendo anche che saremo liberi di andare avanti se ne avremo voglia.

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tramonto sempre da casa nostra